A Milano gli integratori a km e rischio zero
- 26 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
La situazione critica delle forniture di materie prime è emersa con forza durante la pandemia di Covid-19, quando Nip Tech, una start up milanese specializzata nella produzione di integratori alimentari, ha sperimentato direttamente le difficoltà di approvvigionamento. Glauco Isella, fondatore di Babasucco e ora startupper di Nip Tech, racconta che il blocco del commercio internazionale aveva paralizzato la produzione degli integratori destinati alla grande distribuzione e alle parafarmacie, a causa dell’impossibilità di ricevere i principi attivi importati principalmente da India e Cina.
Oltre al Covid, anche le tensioni geopolitiche come la crisi nel Mar Rosso, scatenata dagli attacchi degli houthi alle navi mercantili, hanno causato gravi rallentamenti e instabilità nel mercato delle materie prime. Circa il 75% di queste, essenziali per l’estrazione dei principi attivi, arriva in Europa proprio da Cina e India, mentre il resto proviene da Africa e Sudamerica. I principi attivi, estratti da semi di piante come ashwagandha, tarassaco e centella, vengono poi raffinati principalmente in Germania, Austria e Italia, con particolare concentrazione nelle aree di Milano e Pisa, per la produzione di integratori, cosmetici e farmaci industriali. Tale filiera risulta quindi estremamente vulnerabile e spesso interrotta negli ultimi anni.
Durante la pandemia e alla luce dei successi ottenuti dalle vertical farm, Isella ha spiegato:
«Abbiamo pensato che una produzione a chilometro zero potesse risolvere tutte le difficoltà logistiche della filiera. Realizzare il processo completo, dal seme al prodotto finito, in un’unica sede avrebbe rappresentato la soluzione più efficace per il settore.»
Di conseguenza, Nip Tech ha costituito un team tecnico multidisciplinare composto da un agronomo, un biochimico, un biologo e un farmacista, che in collaborazione con le Università di Parma e Pavia ha avviato uno studio approfondito per la fattibilità e la sperimentazione del progetto di vertical farm. Il processo sviluppato adotta un’estrazione enzimatica dei principi attivi, eliminando l’uso di solventi chimici.
Questa innovazione tecnologica si basa su una combinazione di metodi che ne garantisce la scalabilità e la replicabilità in diverse località, garantendo materie prime a chilometro zero, con una significativa riduzione di costi legati al trasporto e un impatto ambientale contenuto. I risultati sono sorprendenti: l’efficienza estrattiva aumenta drasticamente, preservando la purezza e la qualità dei principi attivi, con concentrazioni quasi dieci volte superiori rispetto ai processi tradizionali e tempi di estrazione ridotti di dodici volte. Complessivamente, i tempi di produzione si dimezzano.
Il passo successivo ha riguardato la protezione industriale di questa innovazione, con la registrazione di un brevetto per ogni processo di estrazione specifico per singolo seme, comprensivo sia del software utilizzato sia del processo industriale. Il primo brevetto ottenuto ha riguardato il processo di estrazione del verbasco, segnando un importante traguardo per Nip Tech nella produzione eco-sostenibile e autonoma di principi attivi destinati a diversi settori.