Terra dei fuochi, il Senato approva il decreto con novità su dipartimento Sud e stretta sui rifiuti
- 25 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
È stata introdotta una disciplina specifica relativa alle sanzioni per le imprese che svolgono abusivamente l’attività di trasporto di cose per conto di terzi e che violano le norme del Codice dell’Ambiente. In particolare, le imprese che esercitano l’autotrasporto di cose per conto di terzi senza essere iscritte all’Albo nazionale dei gestori ambientali, quando obbligate a farlo, sono soggette non soltanto alle sanzioni previste per la violazione specifica, ma anche alla sanzione accessoria della sospensione dall’albo stesso, applicata per un periodo che varia da quindici giorni a due mesi.
Il Codice dell’Ambiente è stato inoltre aggiornato riguardo alle fattispecie penali connesse all’abbandono di rifiuti, distinguendo tre distinti reati: abbandono di rifiuti non pericolosi di natura contravvenzionale, delitto di abbandono di rifiuti non pericolosi in situazioni aggravate e delitto di abbandono di rifiuti pericolosi. In particolare, sono state inasprite le pene per l’abbandono di rifiuti non pericolosi, con ammende che vanno da 1.500 a 18.000 euro, in sostituzione del precedente intervallo da 1.000 a 10.000 euro.
È stata inoltre introdotta una nuova previsione per i casi in cui l’abbandono o il deposito dei rifiuti sia effettuato mediante l’uso di veicoli a motore. In tali situazioni, il conducente rischia la sospensione della patente da 4 a 6 mesi come sanzione accessoria.
Una particolare fattispecie contravvenzionale è riservata ai titolari di imprese e ai responsabili di enti che abbandonano o depositano rifiuti in modo incontrollato oppure li immettono in acque superficiali o sotterranee. Questa condotta grave è punita con l’arresto da sei mesi a due anni o con un’ammenda compresa tra 3.000 e 27.000 euro.
Qualora il comportamento non configuri un reato, sarà comunque prevista una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 3.000 euro per chiunque abbandoni o depositi rifiuti urbani al di fuori dei contenitori predisposti lungo le strade, in violazione delle norme locali. Se la violazione viene commessa con l’ausilio di veicoli a motore, si applicherà anche il fermo amministrativo del mezzo per la durata di un mese.
Reati e sanzioni per la gestione illecita dei rifiuti
La normativa ha previsto una revisione significativa del Codice dell’Ambiente per qualificare come delitti le condotte relative alla gestione non autorizzata di rifiuti e alla realizzazione o gestione di discariche abusive, che in precedenza erano considerate illeciti contravvenzionali.
In particolare, la gestione non autorizzata di rifiuti continua a essere punita a titolo di contravvenzione con l’arresto da tre mesi a un anno e con ammenda da 2.600 a 26.000 euro. Tuttavia, qualora siano coinvolti rifiuti pericolosi, la stessa condotta viene inquadrata come delitto, con una pena detentiva da uno a cinque anni.
Un inasprimento delle pene è previsto anche nei casi in cui la gestione illecita comporti un pericolo per la vita o l’incolumità delle persone, o crei un rischio di compromissione o deterioramento significativo di risorse naturali quali acque, aria, suolo, ecosistemi, biodiversità, flora o fauna. Analogamente, se il fatto si verifica in siti contaminati o potenzialmente tali, o nelle vie di accesso a queste aree, si applica la stessa severa misura penale.
In presenza di rifiuti pericolosi e delle condizioni appena descritte, la pena prevista viene ulteriormente aggravata, arrivando fino a una reclusione da due anni e fino a sei anni e sei mesi.
Se le condotte di gestione illecita sono effettuate tramite veicoli a motore, il conducente può incorrere nella sospensione della patente da tre a nove mesi.
Obblighi e sanzioni per registri e formulari dei rifiuti
Sono state apportate modifiche anche riguardo alle violazioni relative alla tenuta dei registri di carico e scarico nell’ambito della gestione dei rifiuti, e al trasporto degli stessi in mancanza o irregolarità del formulario di identificazione o del certificato di analisi. Questi adempimenti sono fondamentali per garantire la tracciabilità e la corretta gestione dei rifiuti, principi essenziali per la tutela ambientale e sanitaria.