Citi prevede un boom delle stablecoin da 1,9 trilioni di dollari entro il 2030

Il mercato delle stablecoin potrebbe crescere significativamente nei prossimi cinque anni, come emerge da un nuovo report di Citi.

Ronit Ghose, responsabile globale del futuro della finanza presso il Citi Institute, e Ryan Rugg, responsabile globale degli asset digitali presso Citi Services, hanno sottolineato che le stablecoin rappresentano “un catalizzatore per il momento ChatGPT della blockchain nell’adozione istituzionale”.

Attualmente, Citi prevede che l’emissione di stablecoin possa raggiungere i 1,9 trilioni di dollari entro il 2030 nel suo scenario base, in aumento rispetto alla stima precedente di 1,6 trilioni. In uno scenario ottimistico, l’emissione potrebbe superare i 4 trilioni. Questa revisione riflette una “forte” crescita del mercato prevista per il 2025, accompagnata da una serie di nuovi progetti annunciati sia da aziende native delle criptovalute che da operatori finanziari tradizionali.

Le stablecoin, ovvero criptovalute ancorate a valute tradizionali come il dollaro statunitense, trovano applicazione crescente nel trading di criptovalute, nel commercio elettronico e tra famiglie offshore che cercano un accesso più agevole al dollaro. Il loro valore di mercato è passato da 200 a 280 miliardi di dollari solo nell’ultimo anno, secondo Citi.

Questo sviluppo potrebbe rappresentare una svolta significativa nell’adozione della tecnologia blockchain da parte delle grandi istituzioni per le loro operazioni finanziarie. La banca paragona il fenomeno ai “primi giorni del boom dotcom”, quando gli scettici dubitavano della capacità di internet di rivoluzionare il commercio.

Citi osserva:

“Non crediamo che le criptovalute distruggeranno il sistema esistente, piuttosto ci stanno aiutando a immaginarlo in modo diverso.”

Secondo il report, un’emissione di stablecoin pari a 1,9 trilioni di dollari potrebbe supportare quasi 100 trilioni di dollari in transazioni annuali. Tuttavia, questi volumi restano contenuti rispetto ai 5-10 trilioni di dollari che le principali banche movimentano quotidianamente.

Tuttavia, Citi invita alla cautela, precisando che le stablecoin “non rappresentano la soluzione a ogni problema”.

In molti Paesi, i pagamenti domestici avvengono già in tempo reale con costi ridotti. Le transazioni transfrontaliere restano un punto critico, sebbene fintech e istituti bancari stiano facendo progressi significativi nell’abbassare le commissioni e accelerare i tempi di liquidazione.

Gli analisti di Citi sottolineano:

“Non prevediamo una guerra tra formati digitali, ma un progresso continuo verso una finanza più intelligente e veloce.”

Questo approccio cauto è particolarmente rilevante poiché la maggior parte delle aziende rimane “più curiosa che entusiasta” nell’adottare le stablecoin. Molte preferiscono i cosiddetti “token bancari”, ovvero depositi tokenizzati che garantiscono sicurezza e supervisione regolamentare comparabili ai fondi tradizionali nel sistema bancario. Citi stima che i volumi di transazioni dei token bancari “potrebbero superare quelli delle stablecoin entro il 2030”.

Il 2024 ha già visto sviluppi significativi nel settore delle stablecoin. Aziende di pagamento come PayPal hanno ampliato le proprie offerte, mentre retailer come Walmart e Amazon stanno valutando l’introduzione di stablecoin proprietarie. Nel frattempo, autorità regolatorie americane e internazionali stanno lavorando per definire quadri normativi più chiari riguardo all’emissione e alla supervisione.

Il settore affronta comunque sfide importanti, come il continuo scrutinio da parte delle autorità di Washington, domande sulla trasparenza delle riserve e dubbi sulla sostenibilità di una domanda mainstream spinta dalle criptovalute. Tra i sostenitori più in vista vi sono anche l’ex presidente Donald Trump e il figlio Eric Trump, che si sono schierati a favore delle criptovalute. Donald Trump ha definito il bitcoin “l’ultima linea di difesa” contro le banche centrali, mentre Eric è cofondatore di American Bitcoin (ABTC), un’azienda di mining, e ha lanciato World Liberty Financial, un progetto di finanza decentralizzata (DeFi).