Termovalorizzatori in Sicilia, parte la fase operativa decisiva
- 24 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
È ufficialmente iniziato il percorso che porterà alla realizzazione di due termovalorizzatori in Sicilia. La firma del contratto per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura, riguardanti la progettazione di fattibilità tecnico-economica di questi impianti, rappresenta un primo importante passo. Gli impianti saranno collocati a Palermo e Catania. Sebbene una parte significativa del lavoro sia già stata svolta, la cerimonia tenutasi a Palazzo D’Orleans ha avuto un forte valore simbolico come momento di svolta.
Il presidente della Regione Siciliana nonché commissario straordinario per il completamento della rete integrata impiantistica per la gestione dei rifiuti, Renato Schifani, ha sottolineato l’importanza di questa tappa:
«Oggi raggiungiamo un obiettivo intermedio fondamentale che ci avvicina alla realizzazione dei termovalorizzatori. È un traguardo rilevante: abbiamo lavorato con impegno, abbiamo stanziato 800 milioni che contiamo di incrementare con ulteriori fondi del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) destinati a opere accessorie. Sono state individuate le aree di intervento e adottato il piano rifiuti, che costituisce la base essenziale di tutto il progetto. Inoltre, abbiamo sottoscritto un accordo con l’Autorità Nazionale Anticorruzione, con la quale manteniamo un dialogo costante su tutte le fasi procedurali».
Il valore dei servizi affidati
I servizi affidati, del valore complessivo di quasi 22 milioni di euro, comprendono la progettazione di fattibilità tecnico-economica (PFTE), il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, la redazione della relazione geologica e del piano economico-finanziario (PEF) di massima. Il raggruppamento temporaneo di imprese guidato dalla Crew Srl, società facente parte del gruppo Ferrovie dello Stato, ha ottenuto un punteggio complessivo di 79,475, con un compenso di 14,117 milioni di euro, al netto di IVA e oneri di legge.
L’aggiudicazione prevede inoltre l’opzione per l’affidamento dei servizi di direzione lavori e coordinamento della sicurezza durante la fase di esecuzione, con un importo aggiuntivo stimato di circa 22,4 milioni di euro, al lordo del ribasso.
La firma del contratto è stata apposta da Renato Schifani, presidente della Regione Sicilia, dal dirigente ad interim dell’Ufficio speciale per la valorizzazione energetica e la gestione del ciclo dei rifiuti, Salvo Cocina, e dai rappresentanti delle aziende che compongono il raggruppamento temporaneo d’imprese vincitore della gara gestita da Invitalia. Tra questi figurano Franco Stivali, amministratore delegato di Crew Srl e Lamberto Cremonesi, fondatore di Crew, assieme ai rappresentanti di Systra Spa (ex Sws Engineering Spa), Martino Associati Grosseto Srl, E.Co. Srl, Utres Ambiente Srl, l’ingegnere Corrado Pecora e Ibi Studio Srl. Era presente anche Corrado Clini, consulente in materia di piano rifiuti per la Regione.
Il cronoprogramma delle attività
Da questo momento, il gruppo di imprese incaricato avrà 150 giorni (equivalenti a cinque mesi) per completare la redazione dei progetti, inclusi gli approfondimenti delle indagini geologiche. Successivamente, sono previsti circa quattro mesi per l’acquisizione dei pareri della Commissione Tecnica di Valutazione (CTS), per l’emissione del decreto assessoriale relativo alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e per il rilascio del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR).
Seguiranno poi altri cinque mesi necessari per l’organizzazione e l’aggiudicazione della gara relativa alla progettazione esecutiva, con i tempi per le approvazioni finali e per la sistemazione delle aree di cantiere. Secondo questo calendario, i lavori prenderanno avvio nel gennaio 2027 e dovrebbero concludersi entro giugno 2028.
Renato Schifani ha ulteriormente confermato:
«Stiamo rispettando rigorosamente il cronoprogramma previsto. Assicuro a tutte le imprese e ai professionisti aggiudicatari il massimo impegno da parte della Regione per garantire un prodotto di qualità e tempi di realizzazione rapidi. Il progetto che stiamo portando avanti è ambizioso ma perfettamente fattibile, e con la firma di oggi ribadiamo il nostro impegno a offrire ai cittadini siciliani un sistema di smaltimento rifiuti efficiente e sostenibile».
La Sicilia sostiene una spesa annuale di 100 milioni di euro per il trasporto dei rifiuti verso l’estero, una cifra ritenuta inaccettabile perché potrebbe essere destinata allo sviluppo regionale.
Per affrontare questa problematica, sono previsti due impianti di termovalorizzazione, con un investimento complessivo di 800 milioni di euro. Le strutture sorgeranno a Bellolampo, nel territorio di Palermo, e nell’area industriale di Catania, siti già individuati dal Piano Regionale dei Rifiuti.
Il primo termovalorizzatore assisterà circa 2,31 milioni di abitanti delle province di Palermo, Trapani, Agrigento e Caltanissetta, mentre il secondo sarà dedicato a 2,53 milioni di residenti delle province di Catania, Messina, Enna, Ragusa e Siracusa.
Entrambe le strutture avranno una capacità di trattamento di 300.000 tonnellate annue di “combustibile solido secondario” (CSS). La potenza elettrica installata sarà pari a 50 megawatt, con una produzione energetica destinata alla rete di circa 200.000 megawattora.
Giuseppe Cocina ha illustrato:
“I termovalorizzatori rappresentano un elemento fondamentale nell’ambito dell’intera gestione del ciclo dei rifiuti. Costituiscono infatti una parte integrante del piano recentemente approvato dalla Regione, volto a risolvere la questione in modo coordinato e definitivo. La gestione pubblica di questi impianti consentirà di contenere i costi, anche perché parte dell’energia generata sarà utilizzata per il loro funzionamento, mentre quella eccedente sarà immessa nella rete elettrica.”
Gli impianti saranno parte di un sistema integrato di raccolta e trattamento dei rifiuti, sviluppato secondo il Piano Regionale di Gestione. Questo prevede, entro il 2030, il recupero del 65% dei materiali, un conferimento massimo in discarica del 10%, e la realizzazione di 16 stabilimenti pubblici per la selezione, il recupero e la raffinazione dei materiali, 31 impianti di compostaggio e 24 biodigestori.