Manovra, Giorgetti: contributo dalle banche assolutamente doveroso con risultato ragionevole sulla rottamazione

Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, ha sottolineato l’importanza di discutere con il settore bancario riguardo alla tassazione, evitando scontri frontali e puntando a un dialogo costruttivo. Ha affermato che è fondamentale trovare un modo affinché le banche contribuiscano al sollievo fiscale, considerando che nei bilanci degli ultimi cinque anni alcune categorie hanno risentito in maniera significativa della crisi energetica, mentre il settore bancario ha registrato profitti straordinari.

Secondo Giorgetti, nell’ottica di un sistema equilibrato, senza colpevolizzare nessuno, è giusto che tutti diano un contributo proporzionato alla propria capacità economica.

Giancarlo Giorgetti ha anche parlato dell’approccio alla cosiddetta pace fiscale, definendola un termine più appropriato rispetto a “rottamazione”, un concetto storico per la Lega. Ha spiegato che il governo sta lavorando per raggiungere un risultato equo che consenta a chi è gravato da debiti fiscali di poter tornare a operare serenamente, contribuendo secondo le proprie possibilità.

Il ministro ha inoltre evidenziato l’importanza di mantenere un rating solido e un basso spread. Ha ricordato che se lo spread fosse rimasto a valori elevati, come 250 punti, i costi per gli interessi avrebbero compromesso sia la riduzione delle tasse sia la capacità di finanziare spese essenziali, come quelle per la sanità.

Commentando il recente miglioramento del contesto finanziario, Giorgetti ha dichiarato:

“Non è un dettaglio quando celebriamo il miglioramento del rating e la diminuzione dello spread: un costo degli interessi più basso permette di liberare risorse importanti da destinare a spese strategiche per il Paese.”

Prime indicazioni macroeconomiche dal Documento di Programmazione

Le prime stime del Documento di Programmazione Finanziaria Pluriennale (DPFP) indicano per il 2025 una crescita del prodotto interno lordo (PIL) dello 0,5% su base tendenziale, con un leggero miglioramento atteso per il 2026, stimato allo 0,7%. Questo scenario prevede una fase di contrazione dell’economia italiana nel corso del 2024, seguita da una graduale ripresa nell’anno successivo.

Previsioni di crescita da Standard & Poor’s

Le analisi più recenti di Standard & Poor’s indicano prospettive di crescita leggermente più ottimistiche. Secondo l’ultimo Economic Outlook Eurozone, l’economia italiana dovrebbe espandersi dello 0,6% nel 2024, raggiungere lo 0,8% nel 2026 e lo 0,9% nel 2027.

Per l’area dell’euro nel suo complesso si prevede una crescita del 1,1% nei primi due anni e un’accelerazione all’1,4% nel 2027. Tra le principali economie continentali, la Germania dovrebbe passare da una crescita stagnante dello 0,2% nel 2025 a un aumento più consistente, grazie a ingenti investimenti in difesa e infrastrutture, salendo all’1,1% e all’1,6% nei due anni successivi.

Questi dati contribuiscono a delineare un quadro economico caratterizzato da una ripresa lenta ma costante, con la necessità di interventi mirati per sostenere gli investimenti strategici e migliorare la sostenibilità fiscale del Paese.



Author: Tony
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