La tokenizzazione è il prossimo grande momento degli ETF per la finanza e Wall Street non è pronta

Nel 1993 è stato lanciato il primo fondo negoziato in borsa (ETF). A quel tempo, la maggior parte di Wall Street lo accolse con indifferenza. I fondi comuni erano dominanti, i broker avevano il controllo e l’idea che gli investitori si sarebbero rivolti a una nuova forma per avere esposizione agli indici sembrava poco credibile. Tre decenni dopo, gli ETF hanno rivoluzionato il modo in cui il mondo investe. Oggi, circa 15.000 ETF gestiscono più di 17.000 miliardi di dollari di asset a livello globale, alimentano numerosi portafogli pensionistici e sono al centro dei mercati finanziari. Ciò che iniziò come un esperimento oggi è diventato la normalità.

Ora siamo sull’orlo di una nuova rivoluzione, probabilmente di portata ancora maggiore. La tokenizzazione degli asset reali (Real World Assets, RWA) su infrastrutture blockchain non è un esperimento futuristico, bensì una realtà concreta. Il concetto di base è semplice: trasformare strumenti finanziari tradizionali — come obbligazioni, azioni e portafogli di credito — in rappresentazioni digitali su blockchain pubbliche. Questo li rende programmabili, facilmente trasferibili e immediatamente fruibili. In altre parole, permette a un investitore di spostare un titolo di Stato americano con la stessa semplicità di un’email.

Alla Janus Henderson non siamo rimasti a guardare. Lo scorso anno abbiamo collaborato con il fornitore di infrastrutture Centrifuge per lanciare un fondo liquido di titoli di Stato emesso direttamente su blockchain. In pochi mesi ha raggiunto un patrimonio gestito superiore a 400 milioni di dollari, segno che gli investitori cercano soluzioni per portare gli investimenti tradizionali direttamente negli ecosistemi digitali. Sulla scia di questo successo, abbiamo ampliato la nostra offerta con la strategia JAAA, che ha già raggiunto 750 milioni di dollari in asset under management. Non si tratta più di teoria: il capitale degli investitori sta già fluendo attraverso queste nuove infrastrutture.

Naturalmente, esiste ancora molto scetticismo in ampi settori della finanza tradizionale, dove le critiche si concentrano su regolamentazione, sistemi legacy consolidati e mancanza di familiarità degli investitori. Tuttavia, simili dubbi si sono sentiti anche negli ultimi dieci anni riguardo agli ETF, mentre quella tendenza era ormai evidente. E sebbene le motivazioni cambino, lo scetticismo è spesso la risposta immediata a qualsiasi innovazione dirompente nel settore finanziario. La realtà è che l’adozione non avviene in modo lineare, con i protagonisti tradizionali che si adeguano in fretta, ma evolve lentamente fino a un punto di rottura in cui diventa inevitabile. Il mondo intorno a noi cambia, e ciò che all’inizio sembrava di nicchia diventa normale.

Tokenizzazione e nuova infrastruttura finanziaria

La tokenizzazione si distingue da precedenti tentativi di modernizzare la finanza perché non rappresenta solo un nuovo involucro o un diverso canale distributivo, ma una nuova base fondante. Le infrastrutture dei mercati capitali globali si evolvono lentamente e allo stato attuale risultano obsolete. Le transazioni necessitano di giorni interi per essere regolate, quando potrebbero avvenire in pochi secondi; i costi sono generati da molteplici intermediari e l’accesso è limitato a una ristretta cerchia di istituzioni. Gli investitori e gli emittenti si trovano frequentemente frustrati da queste inefficienze.

La tokenizzazione affronta direttamente queste problematiche. Spostando gli asset su blockchain pubbliche, gli investitori ottengono regolamenti istantanei, totale trasparenza e la possibilità di integrare i prodotti d’investimento nel mondo della finanza decentralizzata (DeFi). Analogamente a come il mobile ha aperto la strada a nuovi modelli di business e ha trasformato i comportamenti dei consumatori, la blockchain darà vita a nuovi modelli di finanza.

Un sistema finanziario più inclusivo

Le implicazioni della tokenizzazione superano la mera efficienza. Essa apre la porta a un sistema finanziario più inclusivo. Immaginiamo un’insegnante a Giakarta che detiene l’S&P 500 nel suo wallet digitale e lo utilizza come garanzia per ottenere un prestito per una nuova iniziativa imprenditoriale, oppure un lavoratore di Londra che invia pagamenti micro con interessi a un famigliare a São Paulo in modo semplice e senza attriti. La tokenizzazione consente alle istituzioni di servire clienti storicamente esclusi dal sistema finanziario tradizionale e, al contempo, permette alle stesse istituzioni di modernizzare completamente il modo in cui gestiscono e interagiscono con i propri asset.

Questo processo rende gli investimenti più accessibili, portabili e fruibili in un’epoca in cui la finanza diventa programmabile e interconnessa.

Grazie alla tecnologia fornita da Centrifuge, abbiamo potuto emettere, gestire e distribuire fondi tokenizzati in modo rapido e sicuro. Questa collaborazione ha permesso a un gestore globale con un patrimonio gestito di 450 miliardi di dollari e quasi un secolo di esperienza di operare con la velocità, la trasparenza, la sicurezza e l’interoperabilità che sola la blockchain può garantire. Il risultato è una conferma tangibile di una futura ristrutturazione globale del sistema finanziario.

La vera domanda ora non è se la tokenizzazione funzioni. I risultati dimostrano chiaramente il contrario. Il vero interrogativo è se gestori patrimoniali e regolatori sapranno muoversi con la rapidità necessaria per cogliere questa opportunità, o se resteranno a guardare mentre nuovi attori costruiscono un sistema parallelo più adatto alle esigenze degli investitori globali.

L’industria finanziaria tradizionale non può più attendere un permesso per innovare. La vera rivoluzione tecnologica generazionale nel mondo della finanza non è l’intelligenza artificiale, bensì la blockchain. La tecnologia è matura, i vantaggi sono evidenti e il binario è già in movimento. Le società finanziarie tradizionali sono giunte di fronte a una scelta: abbracciare la tokenizzazione e partecipare alla definizione del prossimo capitolo della finanza globale, oppure assistere impotenti a una trasformazione che avrà luogo comunque, senza di loro.