Demografia, 6,1 milioni di lavoratori in meno in 10 anni
- 24 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Sei milioni di lavoratori persi nel giro di dieci anni, con il rischio concreto di non riuscire a sostituirli adeguatamente. Questo è il quadro delineato da Natale Forlani, presidente dell’Inapp (Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche), nel corso della sua audizione presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sugli effetti economici e sociali legati alla transizione demografica. Una trasformazione demografica mai vista prima nel nostro Paese, che secondo Forlani necessita di interventi urgenti.
Attualmente, la popolazione attiva è composta prevalentemente da individui over 45, che costituiscono il 54,9% degli occupati. Questa dinamica è destinata a mutare profondamente: entro il 2060, il numero di persone in età lavorativa potrebbe ridursi del 34%, generando effetti inevitabili sulla crescita economica, sul sistema di welfare e sulla sostenibilità della spesa pubblica.
In Italia, le pensioni rappresentano una delle voci di spesa più rilevanti, assorbendo il 15,3% del PIL, con proiezioni che prevedono un aumento fino al 17% nei prossimi quindici anni. A questo riguardo, Forlani sottolinea come la questione previdenziale rappresenti un punto focale da cui partire.
Le strategie suggerite prevedono da un lato il contenimento delle possibilità di pensionamento anticipato e dall’altro l’aumento progressivo dell’età pensionabile. L’Inapp richiama inoltre la necessità di adottare politiche di “terza e quarta generazione” volte a incentivare il prolungamento volontario della vita lavorativa, con strumenti quali la formazione continua, la gestione del personale in età avanzata (age management), il miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro e una maggiore flessibilità.
Natale Forlani ha inoltre evidenziato un altro aspetto importante: la condizione degli inattivi, ovvero persone che non studiano, non lavorano né cercano un’occupazione. In Italia rappresentano il 33,2% della popolazione in età lavorativa. Tra questi, sono quasi 8 milioni le donne, di cui 1,2 milioni disponibili a entrare nel mercato del lavoro.
Secondo l’Inapp, è indispensabile intervenire per ridurre i fattori che scoraggiano la partecipazione al lavoro. Tra le motivazioni principali vi sono gli impegni di cura familiare, evidenziati dall’80% delle donne inattive, e le aspettative di un impiego e di un salario coerenti con le proprie competenze.