Bank of America Nvidia e OpenAI scommettono mezzo trilione sul futuro

Nvidia NVDA abbia raggiunto il massimo della sua crescita, riesce sempre a superarsi.

L’ultima mossa del gigante tecnologico riguarda un investimento sorprendente da 100 miliardi di dollari in OpenAI.

Questo accordo supporta la realizzazione di oltre 10 gigawatt di sistemi Nvidia destinati a ottimizzare l’addestramento e l’esecuzione delle future generazioni di modelli di intelligenza artificiale, con le prime consegne previste nella seconda metà del 2026. È come portare la potenza computazionale su scala industriale, ma dedicata completamente all’intelligenza artificiale.

Dettagli sull’investimento di Nvidia in OpenAI

L’accordo prevede una lettera d’intenti (LOI) per il dispiegamento di almeno 10 gigawatt di sistemi Nvidia, con un impegno finanziario di 100 miliardi di dollari legato alla realizzazione della capacità.

Il modello finanziario si basa su un meccanismo di scambio: Nvidia acquista azioni senza diritto di voto di OpenAI con liquidità, mentre OpenAI utilizza questi fondi per acquistare chip e sistemi prodotti da Nvidia.

Il piano finanziario contempla tranche di pagamento legate a milestone specifici, a partire da un primo versamento di 10 miliardi di dollari alla firma, con ulteriori incrementi in base a ogni gigawatt installato, distribuiti nell’arco di più anni.

Il peso strategico di OpenAI

OpenAI ha una portata notevole: ChatGPT conta oltre 700 milioni di utenti attivi settimanali. L’azienda sta esplorando mercati secondari che stimano un valore intorno ai 500 miliardi di dollari, un parametro che alimenta le speculazioni su una possibile quotazione in borsa.

Questo accordo rappresenta un terreno di casa per Nvidia, che domina il mercato dell’addestramento di intelligenza artificiale con una quota superiore al 90%. Il traguardo record di 4 mila miliardi di dollari raggiunto nel luglio scorso è indicativo della forte fiducia degli azionisti.

La partnership consentirà inoltre di ampliare la roadmap tecnologica, partendo dall’architettura Blackwell, fino ai chip di nuova generazione pensati per video e generazione software, connettendoli grazie a switch altamente performanti.

Questo quadro ha attirato l’attenzione degli analisti di Bank of America, che hanno rinnovato le loro previsioni su Nvidia e OpenAI in un momento in cui Wall Street sta ricalibrando le aspettative sull’intero settore dell’intelligenza artificiale.

Accordo Nvidia OpenAI

Vivek Arya di Bank of America è particolarmente ottimista su Nvidia NVDA dopo questo legame con OpenAI, evidenziando come l’opportunità di mercato possa arrivare a valere tra i 300 e i 500 miliardi di dollari nel tempo.

Il team ha scritto:

“La partnership include una lettera d’intenti per un coinvolgimento di NVDA in almeno 10 gigawatt di sistemi, a partire dalla seconda metà del 2026 con Vera Rubin.”

Questo significa che il ritorno sull’investimento stimato, partendo dai 100 miliardi di dollari stanziati, potrebbe essere da tre a cinque volte superiore.

Le tecnologie chiave: Vera Rubin e Blackwell

Vera Rubin è il prossimo acceleratore AI di Nvidia, successore di Blackwell. Mentre Blackwell detiene già record elevati di potenza computazionale, Rubin porta questo livello molto oltre.

Vera Rubin è in grado di erogare 50 petaflops in inferenza FP4, più del doppio rispetto ai 20 petaflops di Blackwell. Su scala più ampia, un rack completo di Rubin potrebbe fornire prestazioni fino a 3,3 volte superiori a quelle di un rack equivalente di Blackwell Ultra.

Lavorando in stretta collaborazione con OpenAI, Nvidia rafforzerà la sua posizione di partner strategico preferenziale per sistemi computazionali e reti, aumentando il distacco dai concorrenti come Broadcom e AMD.

Questo accordo assume un’importanza cruciale per gli investitori, poiché il target minimo di 10 gigawatt di capacità di Nvidia dovrebbe iniziare a essere operativo entro la fine del 2026, anche se gli effetti sul portafoglio ordini potrebbero manifestarsi già prima.

Bank of America ha confermato il rating “buy” su Nvidia con un prezzo obiettivo di 215 dollari, mantenendo così l’azienda in cima alle preferenze tra quelle che investono in infrastrutture AI.

Inoltre, se la lettera d’intenti (LOI) si tradurrà in ordini definitivi, il modello di entrate di Bank of America, basato su un valore di quasi mezzo trilione di dollari, si trasformerà in un motore di ricavi pluriennale.

Le implicazioni strategiche e la visione di leadership

L’accordo da 100 miliardi di dollari tra Nvidia e OpenAI non riguarda solo hardware, ma rappresenta una scommessa strategica per il futuro dell’intelligenza artificiale.

Jensen Huang, CEO di Nvidia, ha definito questa iniziativa “il prossimo grande salto in avanti”, annunciando l’obiettivo di installare quasi 10 gigawatt di sistemi Nvidia per alimentare “la prossima era dell’intelligenza”.

Sam Altman, CEO di OpenAI, ha dichiarato senza mezzi termini:

“Tutto parte dalla potenza di calcolo… sfrutteremo ciò che stiamo costruendo con Nvidia per spingere al massimo le capacità di AI.”

OpenAI e Nvidia ha suscitato grande interesse tra gli analisti finanziari e gli addetti ai lavori tecnologici. L’intesa prevede un investimento significativo da parte di Nvidia nelle capacità computazionali di OpenAI, con un potenziale impatto notevole sull’espansione delle infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale su larga scala.

Secondo le dichiarazioni di Stacy Rasgon di Bernstein, questa mossa rappresenta un segnale positivo per le ambizioni computazionali di OpenAI. Tuttavia, Rasgon evidenzia anche una preoccupazione “circolare” legata al fatto che l’investimento di Nvidia si traduca in un incremento delle entrate derivanti dalla vendita di chip a OpenAI stessa, creando un ciclo interno di investimenti e ricavi.

Gene Munster di Deepwater definisce questa operazione come “l’ultima salve” nella corsa globale all’intelligenza artificiale, sottolineando come l’accordo innalzi il livello competitivo per gli altri attori del settore.

Un’ulteriore opinione arriva da Gil Luria di D.A. Davidson, che mette in guardia sul rischio che Nvidia possa farsi percepire come un “investitore di ultima istanza” nel caso in cui OpenAI incontrasse difficoltà nel monetizzare efficacemente le proprie tecnologie.

Dettagli della struttura dell’accordo

L’assetto dell’investimento presenta elementi di complessità. Nvidia acquisisce quote prive di diritto di voto e OpenAI può utilizzare i fondi ricevuti principalmente per l’acquisto di chip prodotti da Nvidia. Sebbene questa configurazione sembri strategicamente efficace sulla carta, esistono rischi legati al mancato rispetto di determinati parametri o a variazioni contrattuali che potrebbero compromettere la solidità dell’intesa.

Inoltre, se il piano di sviluppo di OpenAI dovesse subire rallentamenti, la posizione limitata di controllo di Nvidia, nonostante il consistente impegno economico, potrebbe complicare ulteriormente la gestione del rapporto.

Tempi e criticità operative

Il lancio delle installazioni previste per raggiungere una capacità complessiva di 10 gigawatt è programmato a partire dalla seconda metà del 2026, con la prima fase da un gigawatt denominata “Vera Rubin”.

Uno degli ostacoli significativi riguarda l’accesso alle risorse energetiche necessarie per alimentare un’infrastruttura di tali dimensioni, che potrebbe rallentare i tempi di realizzazione previsti.

In aggiunta, le autorità di regolamentazione stanno monitorando con attenzione l’alleanza, considerata la posizione dominante di Nvidia nel mercato dei semiconduttori, al fine di garantire condizioni di concorrenza corrette.

Implicazioni economiche e di mercato

Gli analisti stimano che l’investimento nei data center per l’intelligenza artificiale possa raggiungere un valore di 50 miliardi di dollari per gigawatt, evidenziando così un potenziale importante di ricavi e crescita per le aziende coinvolte.

Questo scenario conferma come la collaborazione tra OpenAI e Nvidia rappresenti un passo strategico in un mercato altamente competitivo e in rapido sviluppo, in cui l’innovazione tecnologica e la potenza computazionale costituiscono leve fondamentali per il successo futuro.