Tv, inizio in rosso per la stagione e per i Tg
- 23 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
L’inizio della nuova stagione televisiva è segnato da un dato decisamente negativo. Le analisi condotte da Studio Frasi, basate su elaborazioni di dati Auditel, delineano una situazione preoccupante per i vertici delle emittenti. Gli ascolti complessivi registrano un calo del 7,7% nel giorno medio e del 7% nella fascia di prima serata. Nel dettaglio, nella settimana dal 14 al 20 settembre, rispetto all’anno precedente, circa 1,3 milioni di spettatori hanno preferito spegnere la televisione o rivolgersi ad alternative come lo streaming, i social network o altre forme di intrattenimento parallelo.
Questi dati non rappresentano solo numeri freddi, ma costituiscono un indicatore sociale significativo. Pur riferendosi a un arco temporale di appena una settimana, l’attenzione rimane alta sulla possibile perdita di pubblico da parte della televisione generalista e sulla sua capacità di mantenere la propria audience storica.
Il crollo degli ascolti dei telegiornali
I risultati del Studio Frasi sono inequivocabili e colpiscono trasversalmente tutti gli editori monitorati da Auditel. Tuttavia, il segnale più preoccupante non arriva tanto dai programmi di intrattenimento o dalle fiction in difficoltà, quanto dai telegiornali serali, considerati veri e propri rituali laici della sera. La flessione è generale: nessuno degli otto notiziari principali ha mantenuto il proprio pubblico rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Il Tg La7 registra un calo del 5,5%, mentre Studio Aperto subisce una perdita impressionante pari al 20%. Anche i telegiornali delle reti principali soffrono notevolmente.
Tra gli appuntamenti più seguiti, il Tg1 si conferma in testa con 3,8 milioni di spettatori, ottenendo il 23,4% di share, ma con un decremento del 7,67% rispetto all’anno precedente. Seguono il Tg5 che registra 3,3 milioni di telespettatori e il 20% di share, ma perde il 10,59% di audience; il Tgr con 2,1 milioni di spettatori e il 14,8% di share, con un calo del 13,74%; il Tg3, che conta 1,5 milioni di spettatori, il 13,1% di share e una flessione del 14,6%. Gli altri telegiornali mostrano simili trend negativi: Tg La7 con 1,2 milioni di spettatori (-5,5%), Tg2 la sera con 825.310 spettatori (-18,65%), Tg4 con 512.815 (-8,07%) e Studio Aperto che si ferma a 408.380 spettatori perdendo il 20,03% di audience.
Un milione e mezzo di spettatori persi
Ad allarmare è soprattutto il numero di spettatori che si sono distaccati dall’informazione televisiva. Francesco Siliato, analista media dello Studio Frasi, spiega che sono circa 1,6 milioni le persone che, avendo seguito almeno un telegiornale tra il 15 e il 21 settembre 2024, non hanno più rinnovato questa abitudine nella settimana tra il 14 e il 20 settembre 2025. Questo fenomeno indica una fuga importante da un’informazione ritenuta ormai carente o insoddisfacente.
Tuttavia, il contesto esterno non offre molte giustificazioni per questo allontanamento: guerre, crisi internazionali e conflitti rimangono all’ordine del giorno e continuano a essere elementi di grande rilevanza globale. Questo fa sorgere una domanda cruciale: perché proprio ora il pubblico sta disertando i telegiornali televisivi?
La risposta va cercata nei cambiamenti culturali e nelle trasformazioni del modo di fruire le notizie. Le piattaforme digitali, lo sviluppo dello streaming e la diffusione dei social network offrono un’informazione più immediata e diversificata, a volte percepita come più moderna e meno vincolata a format tradizionali e rigidi. Inoltre, la percezione di una comunicazione televisiva spesso ripetitiva, poco approfondita o eccessivamente politicizzata può allontanare un pubblico che, invece, desidera contenuti più analitici e meno parziali.
Da un punto di vista istituzionale, tale tendenza può rappresentare una sfida per le emittenti generaliste, chiamate a ripensare i propri format e a riconquistare la fiducia degli spettatori, mantenendo al contempo un ruolo di garante dell’informazione di qualità nel panorama mediatico italiano.