Gitlin di Capital Group sui mercati privati per retail sì ma non a tutti i costi
- 23 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Consentire agli investitori individuali di accedere ai mercati privati rappresenta senza dubbio un passo positivo, ma è fondamentale procedere con cautela e valutare attentamente l’impatto che la componente illiquida può avere all’interno di un portafoglio.
Mike Gitlin riconosce con chiarezza questa tendenza ormai consolidata nel mondo degli investimenti, nota come “democratizzazione” di asset come il private equity, le infrastrutture e il credito alternativo, che un tempo erano riservati esclusivamente a investitori istituzionali e fondi pensione. Tuttavia, sottolinea che l’avvicinamento a questi mercati deve essere graduale e prudente, caratteristiche che da sempre definiscono l’approccio agli investimenti di Capital Group, società leader con asset in gestione per 3.200 miliardi di dollari a livello globale, dove Gitlin ricopre da due anni la carica di presidente e amministratore delegato.
L’attenzione del manager si rivolge innanzitutto alle performance dei mercati pubblici, sulle quali basare una riflessione di partenza.
L’indice S&P 500, calcolando i dividendi reinvestiti, ha registrato un rendimento medio annuo superiore al 10% nell’ultimo trentennio. Inoltre, la capitalizzazione complessiva del mercato statunitense è aumentata di tredici volte in questo periodo, valori che evidenziano la solidità degli asset quotati.
Gitlin osserva:
“Questi dati non devono essere sottovalutati, poiché dimostrano che gli asset quotati rimangono molto efficienti, liquidi, trasparenti e generalmente meno costosi.”
Parallelamente, la diversificazione verso i mercati privati risulta imprescindibile. Oggi, molte imprese tendono a rimanere fuori dalla borsa per periodi più lunghi, e investire in infrastrutture può offrire flussi di cassa stabili. Inoltre, numerosi settori con opportunità interessanti non sono ancora rappresentati nei mercati pubblici.
Gitlin sottolinea l’importanza di un approccio equilibrato, soprattutto per gli investitori retail, che “non devono trovarsi ad affrontare costi eccessivi o una liquidità insufficiente per le proprie esigenze”.
Secondo il manager, un’esposizione nulla ai mercati privati potrebbe essere troppo limitata, mentre un’eccessiva incidenza risulterebbe ugualmente rischiosa. Il livello consigliato si attesta quindi su una quota inferiore al 10% del patrimonio complessivo familiare.
La strategia ibrida di Capital Group
Al centro della strategia di Capital Group in questo ambito c’è la collaborazione globale con Kkr, che ha dato vita a un veicolo d’investimento ibrido con una composizione di circa il 60% in mercati pubblici e il 40% in quelli privati.
Questa soluzione mira a coniugare maggiore liquidità e costi più contenuti rispetto agli strumenti alternativi tradizionali, rendendo così l’approccio più accessibile e sostenibile per i risparmiatori individuali.
Il prodotto è attualmente disponibile negli Stati Uniti, mentre il suo lancio in Europa è ancora ostacolato da due fattori principali: una regolamentazione più complessa che rallenta l’approvazione e la diffusione di prodotti innovativi come quelli ibridi, oltre a un gap significativo nell’educazione finanziaria degli investitori.
Gitlin mette in particolare risalto questo ultimo punto:
“È fondamentale insegnare ai clienti i rischi e le opportunità dei mercati privati, dedicandosi all’educazione finanziaria piuttosto che limitarsi a proporre prodotti.”
Per questo motivo, il lancio della soluzione ibrida nel mercato europeo, inclusa l’Italia, viene affrontato con prudenza da Capital Group, per garantire gli adeguamenti normativi e colmare il divario conoscitivo sugli investimenti alternativi.