Deforestazione e Eudr, costi fino a 2,6 miliardi per i settori coinvolti
- 23 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
I tempi per rivedere l’EUDR (il Regolamento europeo contro la deforestazione, entrato in vigore due anni fa e che sarà operativo a partire dal prossimo gennaio) si stanno esaurendo. Per questo motivo, i settori industriali maggiormente coinvolti dai suoi impatti — in particolare il comparto legno-arredo e quello agricolo — stanno intensificando le azioni per sollecitare Bruxelles a riconsiderare alcuni elementi della normativa, che, se confermati, provocherebbero conseguenze economiche e organizzative gravose per le aziende delle relative filiere.
Le imprese chiedono in particolare una significativa riduzione degli oneri a carico delle PMI e una concentrazione degli obblighi di due diligence sui primi operatori della catena, attraverso una revisione del prossimo pacchetto Environmental Omnibus. Inoltre, sollecitano un potenziamento del sistema informativo e un miglioramento della classificazione del rischio Paese, affinché questa rispecchi con maggiore precisione le realtà effettive.
Queste richieste sono state illustrate nel corso di un incontro tenutosi presso la sede del Parlamento Europeo a Bruxelles, a cui hanno partecipato Confagricoltura e FederlegnoArredo, insieme al ministro italiano dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, alla vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna e agli europarlamentari Carlo Fidanza e Herbert Dorfmann.
Cosa prevede il Regolamento
L’European Union Deforestation Regulation (EUDR), il regolamento europeo volto a contrastare la deforestazione e il degrado forestale a livello globale, è entrato in vigore il 29 giugno 2023 e diventerà pienamente applicabile dal 30 dicembre 2025. È prevista una proroga fino al 30 giugno 2026 per gli operatori classificati come micro o piccole imprese al 31 dicembre 2020, ad eccezione dei prodotti elencati nell’allegato del Regolamento UE n. 995/2010 (il cosiddetto EUTR).
La normativa interessa diverse materie prime e prodotti quali soia, carne bovina, olio di palma, caffè, cacao, gomma naturale, legno e derivati. Essa andrà a sostituire il Regolamento EUTR, il regolamento che già da anni vieta l’immissione sul mercato europeo di legno e prodotti derivati ottenuti illegalmente, una misura giudicata efficace dalle imprese nel contrasto alla deforestazione illegale e ai traffici ad essa connessi.
Tuttavia, le complicazioni introdotte dall’EUDR nella sua attuale formulazione rischiano di aggravare le attività di molte piccole e medie imprese, comprese quelle non direttamente coinvolte nell’importazione o nella commercializzazione. L’estensione della normativa non si limita alle materie prime, ma include anche una gamma più ampia di prodotti finali.
In particolare, è previsto che la due diligence sia richiesta per tutti i prodotti destinati all’esportazione, coinvolgendo così anche i produttori di articoli finiti come mobili, yacht o case in legno, i quali incontrano enormi difficoltà nel dimostrare e certificare l’origine e la tracciabilità completa delle componenti utilizzate nella loro produzione.