Bmw potenzia la copertura risarcimenti mentre finanziatori e captive in Regno Unito si preparano alle richieste

L’unità finanziaria britannica di BMW ha notevolmente incrementato le risorse stanziate per affrontare potenziali richieste di risarcimento derivanti dallo scandalo dei prestiti auto venduti in modo scorretto nel Regno Unito. I bilanci depositati presso il Companies House, come riportato da The Times, indicano una previsione di 206,9 milioni di sterline entro la fine del 2024, in aumento rispetto ai 70,3 milioni dell’anno precedente, evidenziando le crescenti conseguenze economiche per i finanziatori captive.

La controversia riguarda accordi di commissioni non dichiarati riscossi dai concessionari, inclusi programmi di commissioni discrezionali che incentivavano i concessionari a imporre tassi di interesse più elevati per aumentare i propri guadagni. Tali pratiche sono state proibite nel 2021.

La Financial Conduct Authority (FCA) sta attualmente consultando l’industria per definire un piano di risarcimento complessivo che copra i prestiti erogati tra il 2007 e il 2020, con i pagamenti ai consumatori coinvolti previsti a partire dal prossimo anno.

Ad agosto, l’agenzia Fitch Ratings ha stimato che, sui potenziali costi complessivi tra 9 e 18 miliardi di sterline, dai 5 agli 11 miliardi potrebbero gravare sugli istituti bancari, mentre il resto sarebbe a carico di finanziarie captive, come proprio quelle delle case automobilistiche. Sebbene Fitch consideri questa situazione sostanzialmente gestibile con i guadagni attuali o le misure già adottate, prevede che le banche dovranno aumentare le riserve per risarcimenti, attualmente pari a 2 miliardi di sterline.

L’accantonamento da 207 milioni di sterline di BMW mette in evidenza le pressioni peculiari delle finanziarie captive. Sebbene questa cifra sia inferiore alle riserve di grandi banche retail, rappresenta una quota significativa del capitale della divisione finanziaria di BMW, sottolineando l’esposizione per veicolo tipica dei finanziamenti garantiti dal produttore. I portafogli di questi finanziatori sono fortemente connessi alle reti di concessionari e alle operazioni di vendita, per cui anche un modesto aumento delle richieste può tradursi in un impatto notevole su profitti e capitale.

BMW ha dichiarato l’esistenza di una “incerta variabilità” sul costo finale delle richieste di risarcimento, precisando che un aumento del 5% nelle erogazioni comporterebbe uno stanziamento aggiuntivo di 31 milioni di sterline, come riportato da The Times.

Questa trasparenza rispetto alla sensibilità del rischio evidenzia l’effetto leva finanziario delle richieste su portafogli più piccoli e concentrati, suggerendo che altre finanziarie captive simili potrebbero sperimentare forti variazioni in funzione dei parametri definitivi dall’FCA.

Oltre alle cifre principali, bisogna considerare anche i costi operativi e amministrativi, come l’elaborazione delle richieste, la gestione delle interazioni con il Financial Ombudsman Service e le spese legali e amministrative relative ai clienti, che contribuiscono ad aumentare l’impatto economico complessivo.

L’impennata negli accantonamenti di BMW potrebbe rappresentare un punto di riferimento per altre finanziarie captive. Confrontando questi dati con quelli di banche e altri istituti di credito, emerge che, sebbene le grandi istituzioni abbiano esposizioni assolute maggiori, le finanziarie captive affrontano costi per veicolo più concentrati e complessità operative che possono amplificare l’impatto financiale e patrimoniale.

L’entità definitiva dei risarcimenti dipenderà dalle metodologie adottate dall’FCA per la compensazione, dal numero finale delle richieste validate e dai risultati dei reclami ancora in corso.