Oro in rally un’ora dopo il calo di BTC suggerendo una rotazione dei profitti verso i metalli
- 22 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il oro, spesso considerato un simbolo di moneta stabile, è aumentato dell’1% lunedì, raggiungendo un nuovo massimo storico e portando il guadagno complessivo per il 2025 al 43%. Il metallo prezioso, quotato ora a 3.721 dollari l’oncia, è salito circa un’ora dopo che il bitcoin (BTC), visto da molti come una forma digitale di moneta stabile, ha registrato un calo del 3% nelle ultime 24 ore, riducendo il suo prezzo a 112.000 dollari e il guadagno dall’inizio dell’anno al 17%.
Questo andamento suggerisce la possibilità che i profitti ottenuti dalla vendita di bitcoin siano stati reinvestiti nell’oro. È raro che questi due asset si muovano in parallelo; tuttavia, a volte si verificano fasi in cui entrambi aumentano o diminuiscono contemporaneamente, spesso con un breve ritardo. In questa circostanza, invece, la divergenza è particolarmente marcata.
L’oro non è l’unico metallo ad attirare flussi di investimento. Anche l’argento ha guadagnato l’1,5% lunedì, avvicinandosi a quota 44 dollari, un livello che non raggiungeva dal 1975, con un rialzo complessivo superiore al 50% dall’inizio dell’anno.
Contesto economico e reazioni dei mercati
È importante sottolineare che a seguito del taglio dei tassi di interesse di 25 punti base operato dalla Federal Reserve il 17 settembre, sia l’oro sia l’indice S&P 500 hanno registrato un aumento di circa l’1%. Parallelamente, i rendimenti dei titoli di stato statunitensi sono saliti, con il decennale USA che ha raggiunto il 4,125% (+2,5%) e il trentennale al 4,7% (+2%).
Il rafforzamento del dollaro, testimoniato dall’incremento dell’indice DXY dell’1% fino a 97,5, ha esercitato una pressione sugli asset ad alto rischio, con il bitcoin che ha subito un calo superiore al 3,5% dalla decisione della Fed.
Questi movimenti evidenziano le dinamiche complesse tra i mercati dei metalli preziosi, le criptovalute e gli asset tradizionali in un contesto macroeconomico caratterizzato da politiche monetarie in evoluzione e da tensioni tra rafforzamento valutario e rendimento degli investimenti.