Curriculum, come le grandi dimissioni hanno ampliato i gap di carriera
- 21 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La fase delle grandi dimissioni, caratterizzata spesso da dimissioni senza un nuovo impiego già assicurato, è stata principalmente guidata dai giovani, meno vincolati da obblighi finanziari e familiari. Questo fenomeno ha generato una crescente diffusione di periodi di inattività nei curriculum vitae. Un’analisi condotta da LiveCareer su oltre 7 milioni di CV creati sulla sua piattaforma ha rilevato come i gap lavorativi non rappresentino più un’eccezione, ma la nuova norma nel panorama professionale attuale. Tale tendenza non riguarda più esclusivamente le donne, tradizionalmente più soggette a pause lavorative, e le interruzioni di carriera sembrano aver perso la connotazione negativa che avevano un tempo.
L’indagine prende in esame il quinquennio 2020-2025, un periodo segnato da un’ondata massiccia di dimissioni in molti paesi, compresa l’Italia. Nel 2025, quasi un terzo dei CV italiani (32%) presenta un’interruzione lavorativa di almeno un anno. Questo dato, in leggero aumento rispetto al 2022, evidenzia l’impatto prolungato del fenomeno della “Great Resignation” e si collega a tematiche quali la ricollocazione professionale, le interruzioni per maternità o assistenza familiare, nonché la disoccupazione di lunga durata.
Riguardo alla durata delle pause lavorative, nella metà dei CV che le riportano i gap sono inferiori a un mese, segno di un mercato del lavoro sempre più dinamico, caratterizzato da mobilità e flessibilità professionale. Tuttavia, non tutti i break sono di breve durata: il 39% dei curriculum presenta interruzioni di 6 mesi o più, un aspetto che desta maggiori preoccupazioni in termini di occupabilità e stabilità lavorativa.
La percentuale di lavoratori con un percorso professionale senza interruzioni è in diminuzione. Nel 2025 soltanto metà dei lavoratori italiani ha un CV senza pause, rispetto al 51% del 2022 e al 61% del 2020. Questo trend è influenzato anche da una maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro, che tende a essere più caratterizzata da discontinuità rispetto a quella maschile. A differenza del passato, però, le carriere articolate e non lineari sono sempre più accettate e considerate elementi normali dell’evoluzione professionale, tanto da spingere alcune aziende a rivedere gli algoritmi usati per la selezione dei candidati.
Un Nuovo Approccio ai Colloqui di Lavoro
L’analisi di LiveCareer segnala che i gap di carriera di lunga durata hanno toccato il massimo nel 2025. Nonostante un leggero calo nel 2024, gli effetti della pandemia continuano a influenzare le dinamiche lavorative e la stabilità occupazionale. Jasmine Escalera, esperta di carriera per LiveCareer, commenta:
«I periodi di pausa nella carriera sono ormai un elemento consolidato del mondo del lavoro contemporaneo. I datori di lavoro devono superare i pregiudizi tradizionali: spesso queste interruzioni rappresentano momenti di crescita personale, acquisizione di nuove competenze e cambiamenti di vita necessari, e non mancanza di ambizione o capacità.»
Per chi si trova a cercare un nuovo impiego, è quindi fondamentale valorizzare il tempo trascorso in inattività, illustrando durante il colloquio le esperienze svolte in tali periodi. Dall’attività autonoma alla cura della famiglia fino alla formazione, ogni esperienza può essere presentata come un’occasione di sviluppo professionale e personale.