3 esperti di mercato spiegano perché sono scettici sui meme stock preferiti dai trader retail

Opendoor è diventata la stock di meme più in vista della stagione, grazie all’attivismo inaspettato di un gruppo di trader individuali guidati dal gestore di hedge fund Eric Jackson. Questo fervore ha spinto il titolo in forte rialzo, ma tre esperti di mercato manifestano dubbi sulla sostenibilità di questo rally.

La crescita di Opendoor Technologies è stata la narrazione dominante tra i trader retail durante l’estate. Dall’inizio di luglio, dopo che Jackson ha espresso un outlook fortemente rialzista, il prezzo delle azioni di questa società immobiliare online è aumentato di oltre il 1.600%, salendo da meno di 1 dollaro a un massimo di 10,28 dollari registrato venerdì scorso.

Jackson ha identificato Opendoor come un potenziale “100-bagger”, paragonandola a Carvana, rivenditore di auto usate che aveva contribuito a rilanciare nel 2023. Il suo obiettivo di prezzo per le azioni è fissato a 82 dollari per azione.

Nonostante l’entusiasmo tra gli investitori retail, vari investitori istituzionali rimangono cauti di fronte a questo slancio.

Dubbi sull’obiettivo di prezzo di 82 dollari

William Reid Culp III, fondatore e presidente di TAGStone Capital, considera il target di Jackson eccessivamente ambizioso rispetto ai fondamentali attuali della società. “Per arrivare a 82 dollari, Opendoor dovrebbe trattarsi intorno a un multiplo di 10 volte i ricavi, livello tipico per aziende SaaS ad alta crescita e profittevoli, non per piattaforme immobiliari capital-intensive,” ha spiegato.

Culp ha sottolineato che i ricavi di Opendoor sono diminuiti negli ultimi anni, passando da 15,6 miliardi di dollari nel 2022 a 5,1 miliardi previsti per il 2024. Inoltre, i guadagni rimangono negativi e le stime di consenso indicano perdite per azione fino al 2026. Pur riconoscendo che l’impulso dei trader retail potrebbe generare un rally casuale o uno short squeeze, analogamente ad altri titoli meme come Gamestop o AMC Entertainment, Culp ritiene improbabile che Opendoor raggiunga ricavi sufficienti a supportare un prezzo così elevato.

“Affinché Opendoor possa giustificare 82 dollari per azione in modo fondamentale, i ricavi dovrebbero crescere molteplici volte rispetto agli attuali livelli o gli investitori dovrebbero attribuire un multiplo molto più alto di quello tipico per questo modello di business,” ha concluso.

Pareri ancor più scettici

Daniel Bustamante, direttore degli investimenti di Bustamante Capital Management, ha una visione decisamente pessimista riguardo Opendoor, paragonando la situazione a quella della bolla speculativa di GameStop. Secondo lui, un vero e proprio turnaround sarebbe accompagnato da un piano strategico pubblicamente condiviso dalla direzione aziendale.

Bustamante ha spiegato:

“Se veramente fosse un rilancio genuino, vedremmo una roadmap definita dalla dirigenza che spieghi la strategia. Potrebbe anche aumentare di prezzo, ma solo grazie alla pura spinta di investitori retail inesperti, a dinamiche nel mercato delle opzioni sottostanti e alla teoria del ‘greater fool’. “

Un approccio più moderato ma cauto

Bob Lang, analista capo di opzioni presso Explosive Options, adotta un atteggiamento più cauto, restando però scettico sull’ipotesi di raggiungere il target di 82 dollari. Egli ha osservato che, nonostante l’interesse dei trader individuali, i trend economici più ampi potrebbero compromettere la sostenibilità del rally.

Lang ha affermato:

“Se l’economia dovesse andare in crisi, gli investitori smetterebbero di ascoltare i guru del mercato e cercherebbero solo di uscire dalle posizioni, con azioni come Opendoor che riceverebbero un netto rifiuto.”

Secondo Lang, in caso di ripresa del mercato immobiliare nel prossimo futuro, Opendoor potrebbe trarre vantaggio dall’aumento delle attività di compravendita. Tuttavia, nota anche che il prezzo attuale delle azioni non è più considerabile basso. “Con una capitalizzazione di mercato di circa 7 miliardi di dollari e un fatturato che resta in cifre singole, Opendoor ha ancora molto da dimostrare,” ha aggiunto.

Inoltre, l’ottimismo di Lang è condizionato dalla possibilità di un taglio dei tassi di interesse che favorisca una crescita importante nel settore immobiliare, obiettivo che molti osservatori considerano improbabile nel breve termine.