Vuoi che la tua IPO abbia successo? Diventa un’azienda amata dalla gente comune

Le azioni di StubHub hanno incontrato notevoli difficoltà da quando la società è stata quotata in borsa questa settimana. Nel frattempo, Klarna e soprattutto Figma hanno registrato performance azionarie molto positive al momento del loro debutto sul mercato. Ci si può quindi chiedere se l’apprezzamento diffuso del marchio giochi un ruolo decisivo nel successo iniziale in borsa.

Quando ho visto che le azioni di StubHub erano in calo nel giorno dell’IPO, non ho potuto trattenere un certo senso di comprensione. Si tratta di un’azienda che personalmente associo soprattutto a due concetti: rendere complicata la vendita dei biglietti al prezzo nominale e rendere molto costosa la partecipazione ad eventi popolari.

Dopo aver considerato le numerose commissioni applicate dall’azienda, nella maggior parte dei casi si finisce o per vendere sopra il prezzo di listino per recuperare i costi, oppure per comprare a un prezzo decisamente maggiorato rispetto al valore nominale. Non è un’esagerazione dire che StubHub non gode di particolare simpatia tra il pubblico: è più uno strumento necessario che un’opzione amata.

Alla chiusura di giovedì, il titolo era scambiato con un ribasso del 13% rispetto al prezzo iniziale, dopo solo due giorni sul mercato. In entrambe le sessioni, le azioni hanno chiuso in negativo, nonostante le borse principali abbiano raggiunto livelli record. È importante sottolineare che StubHub affronta difficoltà strutturali di lungo termine, che vanno oltre la percezione degli investitori retail, come la forte concorrenza di società come Live Nation e Vivid Seats.

Inoltre, il quadro competitivo potrebbe complicarsi ulteriormente se l’azienda decidesse di espandersi nel mercato primario della vendita dei biglietti, andando oltre la semplice rivendita, come si prevede.

Questa performance azionaria mi ha spinto a riflettere su come StubHub si posizioni rispetto ad altri recenti debutti pubblici. La discesa sembra quasi un’eccezione, soprattutto considerando il trend opposto di aziende come Figma e Klarna, che hanno visto il prezzo delle loro azioni impennarsi fin dal primo giorno.

Figma, in particolare, ha avuto un avvio eccezionale, con un rialzo iniziale superiore al 250% e un incremento complessivo del 77% rispetto al prezzo di collocamento. Questa dinamica suggerisce che la percezione pubblica di un marchio possa davvero influenzare il rendimento in borsa.

La differenza sostanziale tra queste aziende e StubHub sembra risiedere proprio nella loro immagine pubblica: Klarna e Figma sono marchi universalmente apprezzati, almeno tra i consumatori. Figma è un’applicazione di design molto amata da professionisti digitali e team di prodotto, tanto da organizzare una festa di lancio davanti alla Borsa di New York, completa di DJ e gadget gratuiti.

Klarna, invece, facilita l’acquisto dilazionato di prodotti, anche per piccoli consumi come il cibo da Chipotle. Anche se il modello “compra ora, paga dopo” è spesso criticato come possibile causa di problemi economici o di un’eccessiva spesa da parte dei consumatori, chi lo usa lo apprezza.

Per quanto riguarda StubHub, a prescindere dalla mia opinione personale, è indubbio che il servizio abbia numerosi clienti insoddisfatti. Da qui deriva una considerazione importante: gli investitori tendono a preferire aziende e marchi che amano davvero.

Questo fenomeno non è affatto nuovo: numerosi studi ne hanno indagato gli effetti sui mercati finanziari. Un articolo accademico del 2018 pubblicato dalla Review of Financial Economics ha esaminato l’”affect heuristic”, ovvero la tendenza degli investitori a fare affidamento sulle impressioni emotive invece che sui fondamentali economici. Lo studio conclude che le azioni di aziende con marchi noti e familiari sono più frequentemente detenute da investitori retail.

Estendendo il discorso oltre la semplice notorietà, un sondaggio condotto a metà 2024 su quasi 3.000 consumatori statunitensi ha rivelato che l’86% degli investitori retail sarebbe più propenso ad acquistare azioni di società di cui apprezza il marchio o i prodotti. Questa percentuale è cresciuta significativamente rispetto al 2020 e dimostra una forte correlazione tra affinità emotiva e interesse all’investimento.

Naturalmente, la mia analisi si basa su pochi dati e su qualche giorno di negoziazione, ma questa tendenza rispecchia fedelmente un’ipotesi consolidata nel campo finanziario.

Tra i nomi da tenere d’occhio per il prossimo futuro c’è Strava, creatore di una popolare app di fitness seguita da ciclisti e corridori di tutto il mondo. Anche se i tempi per un possibile IPO non sono ancora definiti, si sa che la società ha recentemente ingaggiato consulenti per la quotazione. Pur non avendo la stessa attenzione mediatica di ex fenomeni di mercato come Peloton, rimane comunque un marchio amato all’interno della comunità del fitness.

Resta da vedere se questo affetto si tradurrà in un rendimento azionario positivo nel breve termine, ma la storia recente suggerisce che ciò potrebbe essere probabile.