Veneto Est l’incertezza che condiziona le imprese

L’incertezza e il tema dei dazi continuano a influenzare significativamente l’attività produttiva del settore manifatturiero nel Veneto orientale, dove si protrae una fase di debolezza in un contesto geopolitico segnato da tensioni e molteplici fronti aperti.

È quanto emerge dall’analisi sulla congiuntura dell’industria del Veneto Orientale (risultati secondo trimestre 2025 e previsioni per il periodo luglio-dicembre 2025), realizzata da Confindustria Veneto Est in collaborazione con la Fondazione Nord Est. Lo studio si basa su un campione di 757 imprese manifatturiere e dei servizi provenienti dalle province di Padova, Treviso, Venezia e Rovigo.

Dati di produzione e fatturato

Nel secondo trimestre del 2025, la produzione industriale segna un calo dell’0,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questa diminuzione avviene nonostante i segnali di crescita registrati nel comparto metalmeccanico, che cresce dell’1,7%, e la stabilità di microimprese (+0,1%) e grandi imprese (+0,2%). Il bilancio complessivo rimane negativo, ma più limitato se considerato sul semestre, che evidenzia una flessione dell’0,5% su base annua con segni di recupero.

L’impatto dei dazi e la volatilità della domanda continuano a pesare sul settore: il 61,3% delle aziende prevede una produzione stabile nel periodo luglio-dicembre 2025.

Il fatturato industriale procede con un’andatura contenuta nel secondo trimestre, sostenuto principalmente dalla domanda interna, che cresce del 2,3%, favorita da un’inflazione moderata. Al contrario, la componente estera mostra un leggero declino dello 0,4%, dovuto al calo delle vendite verso l’area UE (-2,2%), mentre le esportazioni verso Paesi extra UE restano sostanzialmente stabili (-0,1%) grazie a un anticipo degli acquisti dagli Stati Uniti.

Gli ordinativi mostrano una ripresa lieve con un incremento dello 0,5% su base annua, interrompendo così una serie negativa che durava da nove trimestri consecutivi. La dinamica occupazionale resta anch’essa positiva, registrando un aumento dello 0,5%.

Costi delle materie prime e liquidità aziendale

Tra aprile e giugno, il 32,1% del campione ha rilevato un ulteriore aumento dei prezzi delle materie prime, sebbene in calo rispetto al 36,3% del trimestre precedente.

La riduzione dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea inizia a riflettersi progressivamente nell’economia reale, anche se l’incertezza diffusa limita la domanda di credito.

Il costo del denaro è aumentato solo nel 9,7% delle imprese, in netto calo rispetto al 25,5% registrato nello stesso periodo del 2024. Nel frattempo, la maggioranza delle aziende, pari al 68,7%, percepisce i tassi di interesse come stabili.

La liquidità aziendale risulta essere tesa per il 15,0% delle imprese, segnalando un’attenzione particolare nella gestione finanziaria nell’attuale scenario economico complesso.



Author: Tony
Redazione Finanza Flash. Notizie di finanza, mercati, borsa e macroeconomia in tempo reale. Aggiornamenti su investimenti, banche, BCE ed economia italiana.