Itema rilancia con un nuovo sito in Val Seriana
- 19 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Dai tessuti ai telai necessari per produrli: un passaggio che evidenzia la trasformazione dalla produzione tradizionale al settore altamente tecnologico dei macchinari con maggiore valore aggiunto.
Questo cambiamento prende forma a Ponte Nossa, all’interno degli ampi spazi dell’ex Cotonificio Bergamasco (in seguito De Angeli Frua e Cantoni), dove negli anni ’60 erano impiegati oltre 2.000 lavoratori. L’area era rimasta dismessa dal 2004, in seguito alla definitiva chiusura dello stabilimento, destino comune a molte aziende tessili del territorio, travolte dalla concorrenza dei paesi a basso costo del lavoro. Ora però questa zona sta rinascendo grazie all’intervento di Itema, gigante globale del meccanotessile con un fatturato previsto di 280 milioni entro il 2025 e 650 dipendenti in Italia, che ha deciso di rilanciare la propria presenza nel nostro paese con un investimento superiore a 30 milioni, proponendo un ridimensionamento produttivo in Svizzera.
Ugo Ghilardi, amministratore delegato di Itema, insieme al presidente Maurizio Radici, spiegano l’importanza strategica di mantenere la guida del gruppo sul territorio:
«Il fatto che la “testa” del gruppo sia qui è fondamentale per le decisioni strategiche. Siamo profondamente legati a questo territorio e pronti a investire ulteriormente, generando valore per competere a livello globale nel settore tessile».
L’area acquisita è particolarmente estesa e il primo intervento, avviato di recente dopo le operazioni di demolizione, prevede la posa della prima pietra per la costruzione di 10.000 metri quadrati destinati alle linee di assemblaggio dei telai, che rappresentano il cuore dell’attività del gruppo. La sede principale di Itema si trova a Colzate, a pochi chilometri da qui. L’obiettivo è integrare tecnologie di assemblaggio e logistica all’avanguardia, riprogettando i flussi produttivi per ottimizzare le risorse, ridurre gli sprechi e aumentare la flessibilità operativa.
L’amministratore delegato aggiunge inoltre:
«Per i prodotti più semplici la produzione avviene in Cina, mentre per la fascia alta di gamma e per i telai con contenuti tecnologici e valore aggiunto maggiori, seguendo anche le preferenze dei nostri clienti, puntiamo con decisione sul made in Italy, consolidando questa strategia con l’investimento in corso».
I lavori di ristrutturazione sono previsti per essere conclusi entro la fine del prossimo anno, con l’avvio delle attività produttive pianificato per il 2027.