La Fed Usa avvia la fase di allentamento mentre le altre grandi banche centrali restano in attesa

La Federal Reserve degli Stati Uniti ha effettuato il suo primo taglio dei tassi di interesse da dicembre, andando in controtendenza rispetto alla maggior parte delle principali banche centrali che hanno mantenuto i tassi invariati.

La Bank of England ha deciso di mantenere i tassi fermi giovedì scorso, mentre la Bank of Japan dovrebbe fare lo stesso venerdì. Le aspettative per ulteriori riduzioni dei tassi nell’area dell’euro stanno diminuendo.

Vediamo la situazione attuale in dieci delle maggiori banche centrali mondiali:

1/ SVIZZERA

La Banca Nazionale Svizzera ha ridotto il suo tasso di riferimento allo 0% a giugno. Gli investitori si sono interrogati sulla possibilità di un ritorno ai tassi negativi, ma i mercati ora prevedono che la SNB manterrà i tassi invariati nella prossima riunione prevista per giovedì.

Il presidente Martin Schlegel ha ribadito che il livello per un ritorno ai tassi negativi è alto, senza però escludere totalmente questa possibilità. Con l’inflazione rimasta sopra il limite inferiore dell’obiettivo del 0-2% ad agosto, i trader non si aspettano riduzioni dei tassi a breve termine.

2/ CANADA

La Bank of Canada ha tagliato il suo tasso chiave a un minimo di tre anni, portandolo al 2,5% mercoledì, effettuando così il primo taglio dopo sei mesi. La decisione è stata motivata da un mercato del lavoro debole e da una preoccupazione meno accentuata per le pressioni inflazionistiche di fondo.

La banca centrale aveva sospeso la sua politica di allentamento a marzo, dopo aver ridotto i tassi di 225 punti base in nove mesi a partire da giugno dell’anno precedente. I mercati attribuiscono ora una probabilità di circa il 40% a un ulteriore taglio nella riunione del prossimo mese.

3/ SVEZIA

La Riksbank, banca centrale svedese, ha effettuato diversi tagli notevoli nonostante un’inflazione di fondo ancora persistente. Tuttavia, sembra destinata a mantenere i tassi invariati nella riunione prevista per la prossima settimana.

Secondo l’istituto, i dati inflazionistici di agosto supportano la visione che le pressioni sui prezzi siano probabilmente di natura temporanea.

4/ NUOVA ZELANDA

Le difficoltà di crescita a livello nazionale e internazionale potrebbero aprire la strada a un taglio dei tassi da parte della Reserve Bank of New Zealand nella riunione dell’8 ottobre, con un possibile secondo taglio entro la fine dell’anno. Questo emerge da un sondaggio condotto tra economisti.

Il mese scorso la RBNZ ha ridotto il tasso politico di 25 punti base al 3%, il livello più basso degli ultimi tre anni.

5/ AREA EURO

Gli ultimi decisori sui tassi nell’area euro hanno mantenuto fermo il tasso principale al 2% per la seconda riunione consecutiva, con la presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, che ha ribadito come l’istituto si trovi in una «buona posizione» e ha affermato che i rischi per l’economia sono ora più bilanciati rispetto al passato.

I mercati percepiscono che il ciclo di politica monetaria dell’BCE sia giunto o prossimo alla sua conclusione, prezzando circa 12 punti base di possibili tagli entro luglio prossimo.

6/ STATI UNITI

In controtendenza, la Federal Reserve ha tagliato i tassi mercoledì e ha indicato che ulteriori riduzioni seguiranno a ottobre e dicembre per sostenere il mercato del lavoro. Il presidente della Fed, Jerome Powell, ha evidenziato come il peggioramento del mercato del lavoro sia ora il fattore centrale per i responsabili politici.

Il presidente Donald Trump, nel frattempo, ha cercato di rimuovere la governatrice Lisa Cook dal consiglio della Fed. Inoltre, il nuovo governatore Stephen Miran, insediatosi martedì, è stato l’unico a votare contro la decisione, auspicando un taglio più consistente di 50 punti base.

Complessivamente, i mercati prezzano circa 50 punti base di tagli da parte della Fed entro fine anno.

7/ REGNO UNITO

La Bank of England ha mantenuto invariati i tassi giovedì. I responsabili politici hanno votato 7 a 2 per rallentare il ritmo annuo di vendita dei titoli di stato acquistati tra il 2009 e il 2021, riducendolo da 100 a 70 miliardi di sterline, una scelta in linea con le attese degli analisti.

La BoE ha effettuato l’ultimo taglio dei tassi ad agosto e i mercati danno circa il 40% di probabilità a un’ulteriore riduzione di 25 punti base entro la fine dell’anno. Alcuni analisti ritengono probabile un taglio a novembre, considerato il rallentamento della crescita economica.

8/ AUSTRALIA

La Reserve Bank of Australia ha ridotto i tassi di 75 punti base da febbraio, anche se i dati robusti sulla crescita del PIL nel secondo trimestre hanno fatto diminuire le attese di ulteriori allentamenti. Gli operatori si aspettano un altro taglio di 25 punti base entro l’anno e quasi altri due entro giugno 2026.

La prossima riunione è fissata per il 30 settembre.

9/ NORVEGIA

La banca centrale norvegese ha tagliato i tassi di 25 punti base, portandoli al 4.0%, un secondo riduzione in tre mesi, come previsto dagli analisti. Ha avvertito però che non effettuerà tagli futuri così ampi come previsti a giugno, a causa dell’aumento dell’inflazione di fondo e della crescita più lenta del previsto nella prima metà dell’anno.

I mercati si aspettano che la Norges Bank mantenga i tassi invariati per il resto dell’anno.

10/ GIAPPONE

La Bank of Japan è quasi certa di non modificare i tassi nella riunione di venerdì, in un clima di incertezza politica dopo le dimissioni del primo ministro Shigeru Ishiba. Tuttavia, per l’unica banca centrale ancora in una fase di stretta monetaria è previsto un possibile rialzo a dicembre.

L’ultimo aumento dei tassi in Giappone risale a gennaio, portando i livelli al punto più alto dalla crisi finanziaria globale del 2008. Inoltre, si presterà attenzione venerdì a eventuali riduzioni degli acquisti di titoli di stato a scadenza molto lunga da parte della BoJ.