Ex Ilva, nuovo round di trattative per la cassa
- 18 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Acciaierie d’Italia sta accelerando per finalizzare l’accordo sulla cassa integrazione straordinaria, richiesta dall’azienda con un aumento rispetto all’attuale, passando a 4.450 unità coinvolte nel gruppo, di cui 3.803 nello stabilimento di Taranto.
Tuttavia, il recente incontro presso il Ministero del Lavoro si è concluso con un rinvio: la prossima riunione è programmata per il 24 settembre alle 9:30.
Claudio Picucci, direttore delle Risorse Umane di AdI, ha spiegato:
«La nuova richiesta prevede un incremento di 400 persone rispetto alla precedente istanza. Questo adeguamento è dovuto principalmente all’aggravarsi dello squilibrio finanziario, originato dai costi fissi che non possiamo modificare in funzione di livelli produttivi insufficienti a garantire un equilibrio economico. Inoltre, il mercato sta registrando un calo e i ricavi continuano a diminuire».
Picucci ha inoltre ricordato che l’ultimo confronto sulla cassa integrazione risale al 25 giugno, e da allora si sono susseguiti diversi rinvii. Ha sottolineato che “il tempo che passa senza un intervento riduce progressivamente il margine di manovra, ampliando la forbice tra costi e ricavi” e ha definito il tempo “il peggior nemico”.
Secondo il direttore HR, i nuovi numeri presentati riflettono condizioni che, a meno di eventi straordinari, accompagneranno l’intero processo di vendita dell’azienda. Per questo motivo è essenziale giungere a una conclusione il prima possibile, poiché ogni giorno di ritardo aumenta considerevolmente le difficoltà e la perdita di valore.
Il Ministero del Lavoro ha comunicato che l’esame dell’istanza di cassa integrazione straordinaria si concluderà il 24 settembre e ha fissato questo termine come data ultima per l’accordo.
Riguardo alla situazione di ex Ilva, il ministero ha sottolineato che è attivo un tavolo strategico a Palazzo Chigi, mentre l’incontro attuale riguarda invece questioni urgenti, come la tutela dell’occupazione, il reddito dei lavoratori e la sostenibilità economica di un’impresa che opera soprattutto tramite prestiti garantiti dallo Stato, segnalando un forte squilibrio finanziario.
Il ministero ha specificato:
«L’accordo non è obbligatorio, poiché la cassa integrazione straordinaria è già disciplinata dalla normativa vigente, tuttavia è necessario un confronto e una condivisione sociale, specialmente in un contesto complesso come quello attuale e durante una fase di vendita».
Valerio D’Alò, segretario nazionale della Fim Cisl, ha commentato la situazione dichiarando:
«Non siamo preoccupati dai numeri relativi alla cassa integrazione, ma questi devono essere allineati a un piano industriale chiaro, che definisca la direzione da prendere e includa anche la riduzione graduale di tali numeri, a fronte della ripresa produttiva degli impianti».