Blocca fino al 4,45% di rendimento annuo prima del prossimo taglio dei tassi della Fed
- 17 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
I tassi dei conti deposito sono in fase di diminuzione. La buona notizia è che oggi è ancora possibile bloccare un rendimento competitivo con un certificato di deposito (CD) e mantenere il potere di guadagno. In effetti, i migliori CD offrono attualmente tassi superiori al 4%. Di seguito, una panoramica aggiornata sui tassi dei CD e dove individuare le offerte più vantaggiose.
Attualmente, i CD presentano tassi mediamente molto più alti rispetto ai conti di risparmio tradizionali. I migliori CD a breve termine, con durata da sei a dodici mesi, garantiscono tassi intorno al 4%-4,5% di rendimento annuo percentuale (APY).
Alla data del 17 settembre 2025, il tasso più elevato per un CD è pari al 4,45% APY, offerto da LendingClub su un CD dalla durata di 8 mesi.
Di seguito sono elencati alcuni tra i tassi più competitivi disponibili attualmente dai nostri partner selezionati e verificati:
Negli anni 2000, il mercato è stato attraversato dalla bolla delle dot-com e successivamente dalla crisi finanziaria globale del 2008. Nonostante i primi anni del decennio vedessero tassi di interesse relativamente più elevati, con il rallentamento economico e i tagli dei tassi da parte della Federal Reserve per stimolare la crescita, i rendimenti dei CD cominciarono a calare. Nel 2009, subito dopo la crisi, il CD annuale medio offriva circa l’1% APY, mentre i CD quinquennali si attestavano sotto il 2% APY.
La tendenza al ribasso dei tassi è proseguita negli anni 2010, soprattutto a seguito della Grande Recessione dal 2007 al 2009. Le misure adottate dalla Federal Reserve per sostenere l’economia, in particolare il mantenimento di un tasso di riferimento vicino allo zero, hanno portato le banche a proporre rendimenti molto bassi su questi strumenti. Nel 2013 il rendimento medio su CD a sei mesi era sceso allo 0,1% APY, mentre i CD a cinque anni offrivano in media lo 0,8% APY.
Un’inversione di tendenza si è registrata tra il 2015 e il 2018, quando la Federal Reserve ha iniziato a rialzare gradualmente i tassi. In quel periodo si è registrato un leggero miglioramento dei tassi sui CD, segnalando la fine di quasi un decennio di tassi ultra-bassi. Tuttavia, all’arrivo della pandemia da COVID-19 nei primi mesi del 2020, sono seguiti tagli d’emergenza che hanno riportato i tassi a livelli minimi storici.
La situazione è cambiata nuovamente a seguito della pandemia, con l’inflazione che è cresciuta in modo significativo. Questa situazione ha indotto la Federal Reserve a elevare i tassi d’interesse 11 volte tra marzo 2022 e luglio 2023, determinando un aumento dei tassi su prestiti e prodotti di risparmio, inclusi i CD.
Arrivati a settembre 2024, la Federal Reserve ha iniziato a ridurre il tasso sui federal funds, valutando che l’inflazione fosse sostanzialmente sotto controllo. Di conseguenza, i tassi dei CD stanno progressivamente decrescendo rispetto ai valori di picco, ma rimangono comunque elevati se confrontati con la storia recente.
Ecco una panoramica sull’evoluzione dei tassi dei CD dal 2009 ad oggi:
Tradizionalmente, i CD con durata più lunga hanno offerto tassi d’interesse più alti rispetto a quelli a breve termine, proprio perché bloccare i fondi per periodi prolungati comporta un rischio maggiore, come quello di perdere opportunità di tassi più vantaggiosi in futuro, per cui la banca compensa con un rendimento superiore.
Tuttavia, non sempre questa regola si applica: oggi il rendimento più elevato in media si osserva su CD a 12 mesi. Questo fenomeno riflette un appiattimento o persino un’inversione della curva dei rendimenti, una situazione comune in contesti economici incerti o quando gli investitori prevedono un calo dei tassi futuri.
Approfondimento: scegliere tra un CD a breve o lungo termine dipende dalle proprie esigenze personali e obiettivi finanziari.
Elementi da considerare nella scelta di un CD
Quando si decide di aprire un certificato di deposito (CD), il rendimento è solo uno degli aspetti da valutare. Ci sono altri fattori fondamentali che possono influenzare se un determinato CD corrisponde meglio ai propri obiettivi finanziari e al rendimento complessivo. Ecco alcuni punti chiave da prendere in considerazione:
I tuoi obiettivi: definisci quanto tempo sei disposto a vincolare i tuoi risparmi. I CD hanno termini fissi e il prelievo anticipato comporta solitamente penali. I periodi disponibili variano da pochi mesi fino a diversi anni; scegliere la durata giusta dipende da quando prevedi di dover disporre dei fondi.
Tipo di istituto finanziario: i tassi possono variare notevolmente tra le varie istituzioni. Oltre alla tua banca abituale, consulta i tassi offerti da banche online, banche locali e cooperative di credito. In particolare, le banche online spesso erogano tassi più alti grazie a costi operativi più bassi. Assicurati comunque che l’istituto scelto sia assicurato dalla FDIC (o dalla NCUA in caso di cooperative di credito).
Condizioni del conto: oltre al tasso di interesse, è importante comprendere le condizioni del CD, come la data di scadenza, le possibili penalità per prelievi anticipati e le eventuali soglie minime di deposito, per verificare che siano compatibili con il tuo budget.
Inflazione: sebbene i CD offrano un rendimento fisso e una certa sicurezza, non sempre riescono a tenere il passo con l’inflazione, specialmente per termini lunghi. Questo aspetto è fondamentale da valutare quando si sceglie la durata e l’ammontare da investire.