Wall Street sale a nuovi record mentre Tesla accelera ancora

Wall Street ha raggiunto nuovi record lunedì, segnando l’inizio di una settimana cruciale per valutare se il recente rialzo del mercato azionario statunitense sia stato eccessivo o invece lungimirante.

L’indice S&P 500 è salito dello 0,5%, superando il massimo storico che era stato toccato la settimana precedente. Il Dow Jones Industrial Average è aumentato di 49 punti, pari allo 0,1%, mentre il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,9%, inaugurando a sua volta un nuovo picco.

Tra i protagonisti della giornata spicca Tesla, che ha registrato un incremento del 3,6% dopo che Elon Musk ha acquistato azioni per un valore approssimativo di un miliardo di dollari attraverso un trust. Il titolo della casa automobilistica elettrica, entrato nella giornata in leggero calo sull’anno, ha visto questo acquisto come un segnale di fiducia da parte del suo amministratore delegato.

Una spinta significativa al S&P 500 è arrivata da Alphabet, la società madre di Google, che ha registrato un rialzo del 4,5%, portando la sua capitalizzazione di mercato oltre i tre trilioni di dollari. Solo altre tre aziende di Wall Street – Nvidia, Microsoft e Apple – possono vantare una valutazione simile.

L’attenzione si concentra sulla Federal Reserve

Il momento clou della settimana sarà mercoledì, quando la Federal Reserve comunicherà la sua decisione sui tassi di interesse. L’aspettativa unanime è per il primo taglio dell’anno, una misura che potrebbe dare impulso al mercato del lavoro, finora in rallentamento.

Tuttavia, gran parte degli investitori ha già incorporato nel prezzo dei titoli questo taglio imminente e si attende che la Fed continui a ridurre i tassi anche nel corso del 2024 e nel 2026. Questa dinamica alimenta il rischio che, qualora le riduzioni non fossero così ampie come previsto, il mercato possa subire una delusione con conseguente ribasso dei prezzi azionari.

Per questo motivo, l’attenzione sarà maggiormente rivolta alle dichiarazioni del presidente della Fed, Jerome Powell, nella conferenza stampa post-decisione. Inoltre, i funzionari della banca centrale pubblicheranno le proiezioni aggiornate sulle prospettive dei tassi e dell’economia per i prossimi anni, elemento che potrebbe rappresentare un ulteriore punto di tensione.

La Fed rimane cauta soprattutto a causa dei timori di un’impennata dell’inflazione, anche in relazione ai dazi imposti dall’amministrazione dell’ex presidente Donald Trump. La riduzione dei tassi potrebbe innescare un aumento delle pressioni inflazionistiche, un problema che la Fed sta già faticando a controllare, trovandosi lontana dal suo obiettivo del 2%.

Un altro rischio per Wall Street è una possibile frenata eccessiva del mercato del lavoro, che potrebbe produrre una recessione in grado di erodere i profitti aziendali in misura più significativa dei benefici derivanti dalla riduzione dei tassi.

Le pressioni politiche e la performance delle singole aziende

Nel frattempo, Donald Trump continua a esercitare pressioni per tagli ai tassi di interesse, criticando duramente Jerome Powell, a cui ha affibbiato il soprannome “Too Late” (“Troppo Tardi”), e tentando di rimuovere uno dei governatori della Fed dal Comitato direttivo.

Trump ha scritto sui suoi canali social:

“‘Too Late’ deve tagliare i tassi ora e in misura maggiore rispetto a quanto previsto.”

Per quanto riguarda Wall Street, Intel ha guadagnato il 2,9% dopo aver rivisto al ribasso le proprie previsioni sulle spese per l’anno, appoggiandosi alla recente cessione del 51% della sua divisione Altera a Silver Lake. Questo ha contribuito a controbilanciare il calo del 24,7% di Hain Celestial, che ha riportato una perdita più ampia nell’ultimo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2023. L’amministratrice delegata ad interim Alison Lewis ha sottolineato come l’azienda, proprietaria di marchi “better-for-you” come le patatine Terra, stia adottando misure per stabilizzare le vendite, riconoscendo che i risultati finora ottenuti non hanno soddisfatto le aspettative.

Un altro titolo in difficoltà è stato Alaska Air Group, che ha perso il 6,7% dopo aver annunciato che gli elevati costi del carburante potrebbero spingere i risultati del terzo trimestre verso il limite inferiore delle previsioni. La compagnia aerea ha inoltre segnalato maggiori costi derivanti dal lavoro straordinario e dai rimborsi ai passeggeri, conseguenza di problemi operativi estivi causati dal maltempo e da difficoltà nel controllo del traffico aereo, nonostante una buona domanda per le classi premium.

Il titolo Nvidia ha registrato una leggera flessione inferiore allo 0,1% dopo che la Cina ha accusato l’azienda di aver violato le sue leggi antitrust. Pur non avendo ancora annunciato sanzioni, le autorità cinesi hanno comunicato in un breve statement l’intenzione di approfondire le indagini.

Nel complesso, il S&P 500 ha chiuso a 6.615,28 punti, in aumento di 30,99 punti; il Dow Jones Industrial Average ha guadagnato 49,23 punti posizionandosi a 45.883,45; e il Nasdaq Composite è salito di 207,65 punti a 22.348,75.

Nel mercato obbligazionario, i rendimenti dei titoli di Stato americani hanno continuato a scendere, rispecchiando le aspettative di tagli ai tassi da parte della Fed. Il rendimento del Treasury a 10 anni è sceso al 4,03% rispetto al 4,06% di venerdì scorso.

Infine, un dato negativo sull’economia è arrivato da un rapporto che segnala una contrazione dell’attività manifatturiera nello stato di New York, in controtendenza rispetto alle aspettative degli economisti che prevedevano una crescita continua. Si tratta della prima contrazione mensile da giugno.

Il prossimo aggiornamento economico è atteso per martedì, quando il governo statunitense diffonderà i dati relativi alla spesa dei consumatori presso i rivenditori nazionali nel mese precedente.

Intanto a livello internazionale, il CAC 40 francese ha guadagnato lo 0,9%, mentre gli indici europei e asiatici sono rimasti più stabili con variazioni moderate.