Von der Leyen e Draghi chiedono azioni urgenti per il futuro dell’Europa
- 16 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Ursula von der Leyen ha annunciato: «Abbiamo creato delle fabbriche di intelligenza artificiale e presto trasformeremo le migliori in Gigafactory. L’obiettivo è fornire alle nostre straordinarie start-up innovative accesso a potenze di calcolo elevate per poter testare e addestrare i loro modelli, soprattutto in applicazioni specifiche settoriali. La risposta del settore privato europeo è stata davvero impressionante. Il nostro target iniziale era mobilitare 20 miliardi di euro per sviluppare le Gigafactory, ma abbiamo ricevuto proposte per investimenti pari a 230 miliardi di euro dal settore privato. Più tardi, durante questa conferenza, firmeremo i primi progetti pilota».
Un anno dal rapporto Draghi: la visione di von der Leyen
Ursula von der Leyen ha ricordato: «Oggi ricorre un anno dalla pubblicazione del rapporto di Mario Draghi. Tuttavia, voglio andare indietro di due anni, quando per la prima volta ho contattato Mario per proporgli questa nuova missione. Ricordo che la proposta lo incuriosì, ma pose una condizione essenziale: il rapporto doveva fare veramente la differenza. Non voleva un documento accademico, ma una tabella di marcia concreta per agire. Ed era esattamente ciò di cui avevamo bisogno».
La presidente della Commissione ha proseguito: «Mario e il suo team hanno dedicato un anno intero ad analizzare i punti di forza dell’Europa, le sue carenze strutturali e le possibili soluzioni. Non appena il rapporto è stato reso pubblico, tutta l’Europa ha rivolto la propria attenzione a lui. Per questo, voglio ringraziare Mario per il suo rigore, la sua visione e il servizio che ha offerto all’Europa. Grazie, Mario».
La roadmap per completare il mercato unico europeo
Ursula von der Leyen ha sottolineato le sfide da superare: «Molte difficoltà persistono. Una start-up nel settore dell’intelligenza artificiale, con sede in Portogallo o in Romania, deve poter crescere e operare senza ostacoli in tutto il continente europeo. Oggi non è così. Il nostro mercato unico è ancora incompleto. Le barriere interne equivalgono a un dazio del 45% sulle merci e del 110% sui servizi, secondo il Fondo Monetario Internazionale, e questo è inaccettabile. Non dovrebbe essere più semplice fare affari al di fuori dell’Europa che all’interno dei suoi confini».
Ha aggiunto: «Abbiamo iniziato ad affrontare queste barriere, definite le “terribili dieci”, con la strategia per il mercato unico. Ora serve che questa iniziativa produca risultati concreti con urgenza. Per questo motivo abbiamo annunciato una tabella di marcia fino al 2028 che legherà gli sforzi in materia di capitali, servizi, energia, telecomunicazioni, la cosiddetta “quinta libertà” legata alla conoscenza e all’innovazione, oltre a un ventottesimo regime fiscale dedicato alle imprese innovative, prevedendo scadenze precise».
Verso una maggiore autonomia europea nella difesa
La presidente della Commissione si è concentrata anche sulla sicurezza: «Non possiamo più permetterci di dipendere eccessivamente da paesi terzi, in particolare nel settore della difesa. Un’Europa più indipendente sotto questo profilo non si costruisce in poco tempo, serviranno anni per raggiungere gli standard richiesti. Ma è chiaro che l’Europa deve assumersi la responsabilità principale della propria sicurezza».
Von der Leyen ha evidenziato il successo del programma Safe, strumento da 150 miliardi di euro per appalti congiunti nel settore difensivo, come esempio concreto di passo avanti nella cooperazione.
Draghi: la sovranità europea è a rischio senza azioni decise
Dopo gli interventi della presidente, ha preso la parola Mario Draghi, evidenziando la situazione attuale: «A un anno di distanza, l’Europa si trova ad affrontare condizioni più difficili. Il nostro modello di crescita tradizionale sta scomparendo, le nostre vulnerabilità aumentano e non disponiamo di una strategia chiara per finanziare gli investimenti necessari».
Mario Draghi ha aggiunto: «Questa situazione ci ha dolorosamente insegnato che l’inazione non solo mette a rischio la nostra competitività, ma minaccia direttamente la nostra sovranità».