Manovra, Fi insiste sul salario ricco ma in due-tre anni noi moderati chiedono Irpef zero per i neoassunti

Tra le proposte ricevute dal ministero dell’Economia in vista della prossima legge di Bilancio, spiccano interventi volti a ridurre l’Irpef per le classi medie, detassare i premi di risultato e le tredicesime, aumentare la soglia esentasse per i buoni pasto e azzerare l’Irpef per i neoassunti. Al centro del dibattito politico vi è la questione dei salari bassi e della necessità di alleggerire il peso fiscale su questi redditi.

Alcune di queste proposte sono considerate idee in fase di sviluppo, mentre altre rappresentano semplicemente desideri politici il cui futuro dipenderà dalla disponibilità di risorse finanziarie. Solo definito il quadro delle priorità, si potrà anche valutare l’eventuale contributo richiesto al settore bancario, sul quale cominciano a circolare diverse ipotesi nei confronti tecnici.

Le ipotesi di intervento sulle banche

Secondo quanto riportato da Bloomberg, il governo starebbe puntando a raccogliere circa 1,5 miliardi aggiuntivi dalle banche, attraverso il prolungamento per un altro anno della sospensione della deduzione delle imposte differite attive (Dta). Tuttavia, il Ministero dell’Economia precisa che questa è soltanto una delle opzioni al vaglio e che non sono state ancora formulate quantificazioni precise. Restano aperti confronti con le banche per discutere la questione.

Interpellato sull’argomento, il ministro Giancarlo Giorgetti ha risposto di esserne venuto a conoscenza solo in quel momento e ha ribadito che la decisione finale richiederà una valutazione politica.

Matteo Salvini, leader della Lega, si è mostrato favorevole all’intervento e pronto a incontrare gli amministratori delegati delle banche. Tuttavia, altri esponenti politici della coalizione hanno espresso riserve: Forza Italia si oppone fermamente all’introduzione di nuove tasse e a un’ipotetica tassazione sugli extraprofitti, sottolineando che le banche italiane sono già tra le più tassate in Europa. Fratelli d’Italia, invece, si è detta prudente, chiedendo l’adozione di misure equilibrate e giuste.

Andamento dei conti pubblici

Dai dati più recenti della Banca d’Italia emerge una riduzione del debito pubblico a luglio, che è sceso di 14,5 miliardi attestandosi a 3.056,3 miliardi. Nel frattempo, le entrate tributarie hanno registrato un aumento a 68,3 miliardi nello stesso mese, con un incremento del 13% rispetto all’anno precedente, favorito anche da elementi legati a scadenze fiscali temporaneamente disomogenee.

Nei primi sette mesi dell’anno, le entrate fiscali sono cresciute del 5,3%, raggiungendo 325,6 miliardi. Il Ministero dell’Economia attende a breve la pubblicazione dei dati economici nazionali da parte dell’Istat, fondamentali per definire le stime del Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp), che sostituisce la vecchia Nadef. Quest’anno, in base agli accordi politici, il documento dovrebbe includere un’anticipazione delle misure previste nella manovra di bilancio.

Le priorità politiche sulla manovra

Il taglio della seconda aliquota dell’Irpef, con l’obiettivo di fornire un sostegno immediato alle famiglie del ceto medio, rappresenta uno dei punti principali nel programma del governo. Parallelamente si sta valutando l’aumento da 8 a 10 euro della soglia esentasse per i buoni pasto.

Tra le ipotesi più concrete vi è anche la detassazione dei premi di produttività, misura finalizzata a incentivare migliori retribuzioni legate alla performance. Più complessa appare invece la detassazione delle tredicesime, che richiederebbe stanziamenti superiori a un miliardo di euro; su questo tema il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha ipotizzato di distribuire l’intervento in un arco pluriennale di 2-3 anni.

Per favorire stipendi più elevati, soprattutto per i giovani, il presidente di Noi Moderati, Giovanni Lupi, sta proponendo di inserire nella manovra l’abolizione dell’Irpef per cinque anni a favore dei neoassunti.

Intanto, venerdì sarà avviata con l’agenzia di rating Fitch la stagione delle revisioni dei giudizi sul debito sovrano italiano. Il ministro Giorgetti si è mostrato ottimista e, ironizzando con i giornalisti che hanno chiesto se l’Italia meriti un rating migliore rispetto alla Francia, recentemente declassata ad A+, ha commentato scherzosamente che «anche i giornalisti italiani sono migliori di quelli francesi».



Author: Tony
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