Il dollaro scende mentre i trader attendono la decisione sui tassi della Fed

Il dollaro ha mostrato una debolezza generalizzata lunedì, mentre gli investitori attendono che la Federal Reserve riprenda il taglio dei tassi di interesse nel corso della riunione di questa settimana. Nel frattempo, il presidente Donald Trump ha rinnovato le sue richieste per un alleggerimento monetario più rapido.

Il presidente Trump ha esortato il presidente della Fed, Jerome Powell, a procedere con un taglio “più ampio” ai tassi di riferimento, sottolineando la situazione del mercato immobiliare in un post sui social media, mentre si avvicina l’incontro della banca centrale americana.

Gli operatori di mercato hanno già completamente prezzato un taglio di 25 punti base nella riunione del Comitato Federale del Mercato Aperto (FOMC) prevista per il 16 e 17 settembre, con una probabilità di circa il 5% per un taglio più consistente di 50 punti base, secondo lo strumento CME FedWatch.

Michael Brown, analista di mercato presso il broker online Pepperstone di Londra, ha osservato:

“Al momento assistiamo a un diffuso atteggiamento di attesa, con gli investitori riluttanti a prendere posizioni significative prima di conoscere l’esito della riunione del FOMC di mercoledì.”

“Nel frattempo, è probabile che si stiano semplicemente riequilibrando le posizioni per orientare il mercato nelle prossime giornate.”

L’indice del dollaro, che misura la forza della valuta rispetto a un paniere di sei valute principali, è sceso dello 0,4% raggiungendo il minimo settimanale a 97,273 punti.

Contro lo yen giapponese, il dollaro si è deprezzato dello 0,2% a 147,335 yen, mentre l’euro ha guadagnato lo 0,3% arrivando a 1,1771 dollari.

Dopo un calo record registrato all’inizio dell’anno, il dollaro si è stabilizzato ma molti operatori dei mercati valutari continuano a interpretare la valuta americana come inserita in una tendenza ribassista.

Gli investitori valuteranno con attenzione le proiezioni dei membri della Fed, note come “dot plot”, e le indicazioni che arriveranno dal presidente Jerome Powell circa l’entità e la frequenza degli ulteriori alleggerimenti monetari.

Gli analisti di Nomura hanno commentato:

“Le proiezioni economiche e la conferenza stampa saranno probabilmente orientate a giustificare questo taglio come una misura di ‘assicurazione’, con un andamento graduale negli ulteriori allentamenti.”

Oltre agli Stati Uniti, questa settimana gli investitori seguiranno con interesse le decisioni sui tassi di interesse in Giappone, Regno Unito, Canada e Norvegia.

La Bank of England e la Bank of Japan dovrebbero mantenere invariati i rispettivi tassi di interesse. L’attenzione sarà rivolta alle strategie della BoE per rallentare la riduzione del proprio portafoglio di titoli di stato e a eventuali dichiarazioni della BoJ che possano suggerire un possibile aumento dei tassi nel corso dell’anno.

L’euro ha risposto marginalmente alla svalutazione del rating sovrano della Francia decisa da Fitch Ratings venerdì sera, a causa delle preoccupazioni sul crescente indebitamento dello stato francese. Questa mossa ha comportato la perdita dello status AA- per la seconda economia più grande dell’area euro.

Secondo Nick Rees, responsabile della ricerca macroeconomica presso Monex Europe, il downgrade era già ampiamente previsto e quindi in gran parte scontato dal mercato.

Gli esperti sottolineano che, sebbene le preoccupazioni fiscali in Francia possano limitare il potenziale rialzo dell’euro nel breve termine, è improbabile che generino una significativa flessione della valuta unica.

I dati indicano che le posizioni lunghe speculative nette sull’euro contro il dollaro americano restano solide, salite a 18,4 miliardi di dollari nella settimana conclusasi l’8 settembre, vicino a un massimo biennale.

La resilienza dell’euro è sostenuta dalle aspettative di un alleggerimento della politica monetaria da parte della Federal Reserve, accompagnate da minori probabilità di ulteriori tagli ai tassi da parte della Banca Centrale Europea.

La sterlina britannica ha guadagnato lo 0,4%, attestandosi a 1,3606 dollari, il livello più alto da inizio luglio.

Il bitcoin ha registrato un calo dello 0,5% a 115.323 dollari, entrando nella sua terza sessione negativa consecutiva.