Ethereum affronta il collo di bottiglia dei validator con 2,5 milioni di ETH in attesa di uscita

Il sistema proof-of-stake di Ethereum sta affrontando la sua sfida più impegnativa fino ad oggi. A metà settembre, circa 2,5 milioni di ETH — corrispondenti a un valore approssimativo di 11,25 miliardi di dollari — sono in attesa di uscire dal gruppo dei validatori, secondo i dati dei cruscotti di monitoraggio delle code di validazione.

Il rallentamento ha provocato tempi di attesa per l’uscita superiori ai 46 giorni lunedì, il periodo più lungo nella breve storia dello staking di Ethereum, come mostrano i dati. Il massimo precedente, registrato ad agosto, aveva portato la coda di uscita a 18 giorni.

La scintilla iniziale è scattata il 9 settembre, quando Kiln, un importante fornitore di infrastrutture, ha deciso di far uscire tutti i suoi validatori come misura di sicurezza. Questa decisione, dettata da recenti incidenti di sicurezza che hanno coinvolto attacchi alla supply chain su NPM e una violazione ai danni di SwissBorg, ha portato circa 1,6 milioni di ETH nella coda di uscita in un solo colpo. Sebbene questi eventi non fossero collegati direttamente al protocollo di staking di Ethereum, hanno influenzato negativamente la fiducia dei partecipanti, spingendo Kiln a congelare temporaneamente le attività, dimostrando come fatti esterni all’ecosistema possano avere ripercussioni sul funzionamento dei validatori di Ethereum.

In un post pubblicato dal provider di staking Figment, l’analista senior Benjamin Thalman ha evidenziato che l’accumulo nella coda di uscita non è dovuto esclusivamente a motivazioni di sicurezza. Dopo il rialzo di oltre il 160% del valore di ETH dall’aprile scorso, molti staker stanno semplicemente realizzando profitti. Altri attori, in particolare istituzioni, stanno ribilanciando il loro portafoglio.

Parallelamente, il numero di validatori che entrano nell’ecosistema di staking di Ethereum continua a crescere costantemente. La dichiarazione della SEC dello scorso maggio, che ha specificato che lo staking non è da considerarsi un titolo finanziario, ha rinnovato l’interesse per questa attività. Inoltre, l’attesa per l’approvazione di ETF basati su ETH rappresenta un ulteriore fattore trainante, poiché i fondi si stanno preparando a modalità regolate per ottenere rendimenti dallo staking, ha sottolineato Thalman.

Il limite di churn di Ethereum, un meccanismo di protezione del protocollo che limita il numero di validatori che possono entrare o uscire in un determinato intervallo di tempo, è attualmente fissato a 256 ETH per epoch (circa 6,4 minuti). Questo limita la velocità con cui i validatori possono unirsi o lasciare la rete ed è progettato per preservarne la stabilità.

Considerando più di 2,5 milioni di ETH in lista d’attesa, gli staker saranno costretti ad attendere circa 44 giorni prima di raggiungere anche la fase di cooldown prima dell’uscita definitiva.

Thalman ritiene che gran parte degli ETH in uscita verranno semplicemente reinvestiti da nuovi validatori, il che significa che se anche il 75% degli ETH nella coda attuale venisse ridepositato, quasi 2 milioni di ETH andrebbero ad affollare la coda di attivazione, causando ulteriori ritardi nell’ingresso di nuove quantità di ETH nello staking e creando un ingorgo su entrambi i fronti della coda dei validatori.

Benjamin Thalman ha scritto nel blog:

“La coda di attivazione attuale è di 13 giorni; aggiungendo i ~2 milioni di ETH in uscita (35 giorni) e 4,7 milioni da ETF (81 giorni), si arriva a un totale di 129 giorni. Questo calcolo presuppone che non ci siano altri possessori di ETH come le casse aziendali che decidano di stakeare e inserirsi nella coda.”

Questa crescita della coda mette in luce un paradosso: secondo Thalman, Ethereum continua a funzionare “come previsto” e la domanda simultanea di uscita e reinserimento conferma il ruolo cruciale dello staking all’interno dell’ecosistema. La rete sta attraversando le classiche difficoltà legate alla maturazione di un sistema sempre più istituzionalizzato, nel quale paure legate all’infrastruttura, cicli di profitto e cambiamenti normativi si intrecciano in tempo reale.

Stiamo quindi assistendo a una fase di consolidamento di Ethereum, durante la quale il meccanismo di staking si dimostra un elemento chiave per la stabilità e la crescita della rete, pur confrontandosi con le complesse dinamiche di un mercato in evoluzione.