La proposta della Bank of England sul limite ai stablecoin criticata come restrittiva
- 15 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Gruppi attivi nel settore delle criptovalute stanno sollecitando la Bank of England (BoE) a rinunciare ai piani che prevedono un limite massimo per la quantità di stablecoin che individui e aziende possono detenere nel Regno Unito.
Tom Duff Gordon, vicepresidente per le politiche internazionali di Coinbase, ha dichiarato al Financial Times:
“Imporre limiti alle stablecoin è dannoso per i risparmiatori britannici, per la City e per la sterlina. Nessun’altra grande giurisdizione ha ritenuto necessario introdurre queste restrizioni.”
Il rifiuto di tali misure segue una notizia riferita dal Financial Times secondo cui i funzionari della BoE intendono proseguire con l’attuazione di una consultazione pubblicata nel 2023 riguardante le stablecoin.
Il documento proponeva di limitare la detenzione individuale di stablecoin sistemiche — quelle usate diffusamente per pagamenti nel Regno Unito o prevedibilmente tali — a un intervallo compreso tra 10.000 e 20.000 sterline (equivalenti a circa 13.600-27.200 dollari). Per le imprese, invece, il tetto previsto si aggirerebbe intorno ai 10 milioni di sterline (circa 13,6 milioni di dollari).
Le autorità monetarie giustificano questi limiti come necessari a prevenire deflussi significativi dai depositi bancari tradizionali, che potrebbero compromettere la disponibilità del credito e mettere a rischio la stabilità finanziaria.
Questa discussione arriva in un momento di forte crescita dell’interesse globale verso le stablecoin. La capitalizzazione di mercato complessiva ha raggiunto i 293 miliardi di dollari, secondo i dati di CoinGecko. Alcuni analisti prevedono che il settore possa espandersi fino a raggiungere valori dell’ordine dei trilioni. Tuttavia, non mancano parallelismi con altri progetti crypto, come NFT e metaverso, che hanno vissuto momenti di grande popolarità seguiti da un ridimensionamento.
Un approccio differente rispetto agli Stati Uniti
La strategia del Regno Unito si discosta nettamente dalle recenti evoluzioni oltreoceano. A luglio scorso, il Congresso degli Stati Uniti ha approvato il GENIUS Act, che istituisce un quadro di licenze e riserve per gli emettitori di stablecoin senza però imporre limiti alla quantità detenuta.
Will Beeson, fondatore e CEO di Uniform Labs, ha osservato a Decrypt:
“Questa notizia evidenzia la prudenza continua del Regno Unito rispetto agli Stati Uniti e ad altri Paesi. Ma la realtà è che le stablecoin sono già utilizzate da milioni di persone in tutto il mondo, con centinaia di miliardi in circolazione.”
Beeson ha aggiunto che per molti utenti le stablecoin rappresentano una forma di pagamento più efficiente e, in alcuni mercati, anche un prodotto di risparmio preferibile. “La domanda è presente e cercare di limitarne l’uso rischia di spingere gli utenti verso soluzioni di custodia indipendente o strumenti offshores. Piuttosto che imporre limiti artificiali, sarebbe più efficace promuovere l’innovazione all’interno del sistema finanziario britannico e rafforzare la competitività della sterlina in un mondo finanziario digitale.”
Controversie e rischi di stabilità
Anche in nazioni che non prevedono limiti sul possesso, la questione dei rischi connessi alla stabilità delle stablecoin resta al centro del dibattito. Ad agosto, gruppi bancari statunitensi hanno avvertito il Congresso che il GENIUS Act presenta delle lacune regolamentari che potrebbero permettere alle stablecoin con rendimenti di assorbire trilioni di dollari dai depositi, minacciando così i mercati del credito.
Un rapporto del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti di aprile ha stimato che in caso di offerta di interessi da parte delle stablecoin, i deflussi potrebbero arrivare fino a 6,6 trilioni di dollari.
Impatto sul settore e sulle innovazioni finanziarie
Nonostante le preoccupazioni, esponenti del settore crypto avvertono che l’introduzione di limiti potrebbe indebolire la competitività del Regno Unito in una fase cruciale di sviluppo.
Behrin Naidoo, fondatore di Neutrl Labs, ha osservato a Decrypt:
“Assistiamo a una regolamentazione reattiva, volta a frenare la rapida crescita delle stablecoin e del dollaro sintetico. Se questi limiti saranno imposti, si rischia di rallentare lo sviluppo delle stablecoin e di bloccare l’innovazione finanziaria nel Regno Unito. Piuttosto che affrontare veramente i rischi sistemici, misure restrittive in questa fase spingerebbero il capitale verso altri centri finanziari.”
Naidoo ha inoltre sottolineato come in passato le banche abbiano sovrastimato i rischi rappresentati da nuovi strumenti finanziari che mettevano in discussione i loro modelli di business. “Istituzioni come BBVA hanno già trovato modalità per integrare stablecoin, come USDC, nei loro servizi di trading. In definitiva, questi strumenti non indeboliranno le banche, ma verranno incorporati nei loro modelli operativi.”