Lo YouTuber Luke Damant arriva in Iran, solo la crypto lo ha salvato
- 14 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Quando il viaggiatore australiano e vlogger Luke Damant è arrivato a Teheran, la prima sorpresa non è stata la cultura o il cibo, ma la situazione relativa al denaro.
Dammant ha ricordato in un podcast con Harry Jaggard: “All’aeroporto c’erano molti truffatori che cercavano di ingannarmi perché utilizzavano il tasso di cambio di Google, molto più basso rispetto a quello del mercato nero. Un dollaro USA equivale a circa un milione di rial iraniani, quindi è una valuta estremamente inflazionata, e se cambi cento dollari ti ritrovi con una montagna di soldi in contanti.”
Il rial iraniano ha subito un crollo a causa di decenni di sanzioni imposte dagli Stati Uniti, che hanno escluso l’Iran dai sistemi bancari globali come SWIFT. Le carte Visa e Mastercard sono vietate.
Dammant ha spiegato: “Non puoi usare banche o sportelli automatici a causa delle sanzioni. Mastercard e Visa sono vietate nel paese, quindi devi portare con te dollari o euro in contanti, una quantità enorme, e poi andare per strada a cambiare, il che è un’esperienza pazzesca.”
Gli abitanti locali usano un sistema chiamato “toon”, una forma abbreviata che elimina gli zeri dal rial, rendendo ancora più complessi per gli stranieri gli scambi in contanti. I visitatori come Dammant devono trasportare ingenti quantità di valuta estera, ma i locali hanno adottato un altro stratagemma.
Un intervistatore ha chiesto: “È vero che in Iran si può usare la criptovaluta?”
Dammant ha risposto: “Penso di sì. In alcuni posti accettano Bitcoin.”
Per gli iraniani, le criptovalute non rappresentano solo uno strumento speculativo, ma un mezzo per aggirare un sistema economico deteriorato. “Se sei un turista per una o due settimane, devi portarti dietro tutto il contante necessario e cambiarlo per strada”, ha spiegato Dammant. Per chi invece vive nel paese, il Bitcoin sta diventando sempre più una soluzione per colmare le lacune delle sanzioni.
Le restrizioni imposte dagli Stati Uniti, in particolare tramite l’Office of Foreign Assets Control (OFAC), impediscono alla maggior parte degli iraniani di accedere ai circuiti di pagamento internazionali. Secondo Chainalysis, nel 2024 si sono registrati deflussi in criptovalute per 4,2 miliardi di dollari dall’Iran, con un aumento del 70% rispetto al 2023, principalmente da persone che cercano di superare i blocchi bancari.
Con il rial in costante caduta libera, avendo perso circa il 90% del suo valore dal ritiro degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare nel 2018, gli asset digitali sono diventati un vero e proprio salvagente per i cittadini che cercano di salvaguardare i propri risparmi e trasferire denaro all’estero.