Le aziende investono il 22% dei loro profitti in Bitcoin secondo un rapporto

Secondo uno studio recente condotto da River, una società finanziaria focalizzata su Bitcoin, diverse aziende private stanno destinando una significativa quota dei loro profitti a questo asset digitale.

In media, le imprese investono circa il 22% del reddito netto in Bitcoin, con una mediana fissata al 10%, emerge da un’indagine di luglio che ha coinvolto più di 3.000 clienti di River. Inoltre, oltre il 10% degli intervistati ha dichiarato di allocare oltre la metà del loro reddito in Bitcoin.

River ha evidenziato come quasi il 64% di queste imprese consideri Bitcoin come un investimento a lungo termine, accumulando la criptovaluta senza intenzione di vendere o riequilibrare nel prossimo futuro. Tra il restante, circa il 25% prevede di riequilibrare, il 6,5% intende mantenere la posizione corrente mentre il 5,2% non ha una strategia definita.

Bitcoin come strumento per conservare valore

Le aziende stanno sempre più orientandosi verso Bitcoin per preservare i guadagni accumulati, attratte dalla sua capacità di resistere all’inflazione e di offrire protezioni contro rischi di liquidità e controparte.

River ha sottolineato:

“Gli strumenti tradizionali di tesoreria come i titoli di stato e i fondi del mercato monetario hanno mostrato limiti nel proteggere il valore reale dall’inflazione. Dal 2020, colossi come Microsoft, Google e Apple hanno perso decine di miliardi in potere d’acquisto trattenendo esclusivamente tali strumenti. Avessero destinato anche solo l’1% delle loro riserve in Bitcoin, queste perdite sarebbero state completamente compensate.”

Preferenze delle piccole imprese e diversificazione settoriale

Secondo River, l’adozione di Bitcoin è più semplice per le piccole imprese, considerando che il 75% dei loro clienti ha meno di 50 dipendenti. Tra le ragioni di questa prevalenza vi sono un processo decisionale più diretto e una maggiore sensibilità alle difficoltà economiche.

Nonostante ciò, le aziende che investono in Bitcoin appartengono a diversi settori, tra cui immobiliare, ospitalità, finanza e persino agricoltura. Nel 2024, tali imprese hanno acquistato complessivamente circa 84.000 BTC, il cui valore attuale supera i 9,6 miliardi di dollari.

Un contesto regolatorio più favorevole negli Stati Uniti

River ha osservato che attualmente non esistono più ostacoli significativi per le imprese statunitensi che desiderano adottare Bitcoin. Tale miglioramento è attribuito a un contesto normativo più accomodante, in particolare durante l’amministrazione Trump, a trattamenti contabili più chiari, a una maggiore liquidità e a una riduzione della volatilità del mercato.

Tuttavia, meno dell’1% delle aziende negli Stati Uniti ha effettivamente adottato Bitcoin finora. Secondo River, ciò è in gran parte dovuto alla percezione pubblica e a una conoscenza ancora limitata dell’asset: molte persone, compresi diversi imprenditori, non comprendono appieno il funzionamento di Bitcoin.

Inoltre, le imprese che hanno considerato l’idea di adottare Bitcoin spesso non hanno proceduto per timore di andare contro le prassi consolidate.

River ha commentato:

“Nei contesti aziendali tradizionali, le decisioni vengono prese da comitati, consigli di amministrazione ed esecutivi fortemente incentivati a rispettare le norme e a evitare controversie. Anche se un CEO o CFO fosse personalmente convinto del valore a lungo termine di Bitcoin, difficilmente promuoverebbe la sua adozione senza che aziende concorrenti abbiano già preso questa strada.”

Crescente interesse e cambiamento della percezione

Nonostante le difficoltà, la percezione di Bitcoin sta lentamente cambiando. River ha citato uno studio del Nakamoto Project che mostra come il numero di adulti americani possidenti di Bitcoin sia aumentato di 11 milioni tra l’inizio del 2024 e marzo di quest’anno.

Inoltre, uno studio di Harris Poll ha rilevato che la quota di americani che considera Bitcoin “affidabile” è cresciuta dal 5,3% al 10,2% nel corso del 2024, indicando un interesse e una fiducia in crescente espansione.