I mercati si preparano a una serie di tagli Fed con scommesse rialziste a rischio
- 14 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Un tema centrale per gli investitori in questa settimana riguarda se i funzionari della Federal Reserve contrasteranno le aspettative del mercato su una serie di tagli ai tassi d’interesse che si estendono fino al prossimo anno.
Un taglio di un quarto di punto percentuale sembra ormai scontato in vista della decisione di politica monetaria del mercoledì, con una possibilità marginale di un dimezzamento del taglio in risposta ai segnali di un rapido rallentamento della crescita occupazionale negli Stati Uniti. Tuttavia, i mercati hanno già prezzato ulteriori riduzioni dei tassi che proseguono fino alla fine del 2026, con l’obiettivo di prevenire una recessione.
Questa ipotesi ha contribuito a far scendere i rendimenti dei titoli del Tesoro ai livelli più bassi da mesi, a spingere le azioni statunitensi verso nuovi massimi storici e a indebolire il dollaro.
Il rischio è che il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, e i suoi colleghi indichino che gli investitori hanno anticipato troppo le mosse, considerando che l’inflazione rimane ostinatamente al di sopra dell’obiettivo della banca centrale e che gli effetti dei dazi sulle merci continuano a influenzare i prezzi. Questo scenario sta aumentando l’attenzione sulle dichiarazioni di Powell e sulle proiezioni dei tassi d’interesse — il cosiddetto “dot plot” — per capire se la Fed intenda adottare un approccio più prudente all’allentamento monetario.
Jack McIntyre, gestore di portafoglio obbligazionario presso Brandywine Global Investment Management, ha detto:
“Il mio istinto mi porta a un taglio di 25 punti base questa settimana. La questione è se la dichiarazione metterà l’accento sul mercato del lavoro più che sull’inflazione.”
McIntyre ha aggiunto che sta acquistando obbligazioni, incrementando la quota di titoli a 30 anni nella convinzione che ulteriori segnali di un mercato del lavoro più debole potrebbero far valutare gli investitori come la Fed abbia atteso troppo a lungo prima di agire.
I mercati finanziari sembrano generalmente orientati a dare maggiore peso ai dati sull’occupazione nel comunicato di mercoledì, auspicando un tono più accomodante da parte della banca centrale.
Nei mercati obbligazionari, i rendimenti dei titoli di Stato decennali statunitensi si trovano vicino ai minimi da aprile. Nel frattempo, l’indice S&P 500 si attesta vicino a un massimo storico, mentre il Nasdaq 100, a forte componente tecnologica, ha registrato venerdì la sua più lunga serie positiva in oltre un anno, raggiungendo un nuovo record. Sul fronte valutario, il dollaro fatica a recuperare dopo avere subito la sua più pesante perdita nella prima metà dell’anno dal 1973, in parte per le aspettative di importanti tagli da parte della Fed.
Tuttavia, alcuni operatori azionari stanno assumendo posizioni di copertura contro un possibile aumento della volatilità, dato che il taglio di un quarto di punto è ormai già prezzato nel mercato. I trader di opzioni scommettono su una variazione dell’1% dell’indice S&P 500 in entrambe le direzioni mercoledì, la maggiore oscillazione registrata in circa tre settimane.
Per Gareth Ryan, direttore generale di IUR Capital, il livello di allentamento espresso dal “dot plot” della Fed sarà cruciale. Se confermerà un altro taglio entro fine anno e nel primo trimestre del 2026, non si aspetta una reazione marcata del mercato azionario.
Ha spiegato:
“Se invece il dot plot sarà meno chiaro riguardo ai tagli nel primo trimestre, allora si potrebbe aprire la porta a una maggiore reazione del mercato.”
Le valutazioni degli strateghi e i rischi per il mercato
Secondo Michael Ball, stratega macroeconomico, con un’inflazione più persistente ma senza una nuova accelerazione, dati sul lavoro in fase di indebolimento e una spesa dei consumatori stabile, gli investitori ponderano sempre più la possibilità di un percorso di allentamento monetario più marcato da parte della Fed e come questo possa sostenere ulteriori guadagni nei rendimenti dei titoli di Stato.
Gli strateghi di JPMorgan Chase & Co. avvertono di un possibile rischio per le azioni, sottolineando che l’incontro potrebbe trasformarsi in un’occasione di “vendita del titolo dopo la notizia”, con gli investitori che potrebbero fare marcia indietro.
Inoltre, è sotto i riflettori la pressione crescente nei confronti della banca centrale, con l’ex presidente Donald Trump che ha ripetutamente criticato Powell per la lentezza nel ridurre i costi di finanziamento. Va inoltre considerata la possibile nomina del consulente economico di Trump, Stephen Miran, come governatore della Fed, che gli consentirebbe di partecipare alla decisione di questa settimana.
Durante il meeting di luglio, quando i tassi sono rimasti invariati, due membri a voto favorevole avevano espresso dissenso chiedendo un taglio. Gli investitori presteranno attenzione anche alla composizione del voto questa volta, ha affermato Vineer Bhansali, fondatore della società di gestione patrimoniale LongTail Alpha.
Secondo Bhansali, se la Fed opererà un taglio di un quarto di punto senza dissidenti che chiedono interventi più marcati (o eventualmente solo Miran se nominato), questo sarà interpretato come un segnale restrittivo. Ha aggiunto:
“Il mercato oggi prezza una Fed che si lascia andare troppo all’allentamento, una prospettiva che rappresenta il pericolo maggiore.”
In conclusione, i mercati osservano con attenzione ogni segnale dai funzionari della banca centrale per capire se l’orientamento sarà più prudente o se continuerà a prevalere una strategia aggressiva di allentamento, con significative implicazioni per azioni, obbligazioni e valute nei mesi a venire.