Cosa dice Wall Street sulla prossima decisione sui tassi della banca centrale

Ulrike Hoffmann-Burchardi, responsabile globale azionario di UBS Global Wealth Management, ha affermato:

“Con un momento positivo per gli utili tecnologici e i tagli ai tassi in arrivo da parte della Fed, non riteniamo che valutazioni elevate rappresentino un motivo per evitare un’esposizione diversificata a questo settore.”

Ha inoltre aggiunto:

“In senso più ampio, vediamo spazio per ulteriori rialzi nelle azioni statunitensi, con un target sull’S&P 500 a 6.600 punti entro fine 2025 e 6.800 a giugno 2026.”

Questa settimana il Nasdaq ha superato per la prima volta quota 22.000, avviandosi a registrare il quinto record consecutivo, mentre sia l’S&P 500 che il Dow Jones Industrial Average hanno toccato nuovi picchi, con quest’ultimo che ha superato la soglia storica dei 46.000 punti per la prima volta.

I dati recenti relativi al mercato del lavoro più deboli hanno messo in ombra una crescita inflazionistica persistente registrata la scorsa settimana, mantenendo inalterate le aspettative degli investitori sul fatto che la Federal Reserve ridurrà i tassi d’interesse nel corso della riunione politica prevista per mercoledì.

I numeri ufficiali diffusi giovedì hanno mostrato un aumento dei prezzi al consumo dello 0,4% ad agosto rispetto al mese precedente, un rialzo rispetto allo 0,2% registrato a luglio. Parallelamente, dati separati hanno indicato un incremento nelle richieste settimanali di sussidio di disoccupazione, arrivate a 263.000 – il livello più elevato degli ultimi quasi quattro anni – rispetto ai 236.000 rivisti della settimana precedente.

La Federal Reserve valuta il suo duplice mandato di piena occupazione e stabilità dei prezzi quando decide eventuali modifiche ai tassi d’interesse. Di fronte ad un mercato del lavoro in rallentamento ma con un’inflazione ancora persistente, gli strateghi di Wall Street hanno indicato a Yahoo Finance la complessità della decisione che attende la banca centrale.

Claudia Sahm, economista capo di New Century Advisors e già economista presso il Board della Federal Reserve, ha dichiarato:

“Si tratta della situazione peggiore per la Fed. Non ridurranno i tassi perché l’inflazione migliora, ma perché arrivano cattive notizie sul fronte dell’occupazione.”

Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, durante una conferenza stampa dopo la riunione di luglio, è stato il volto del crescente atteso taglio dei tassi nella prossima settimana.

Claudia Sahm prevede un taglio di 25 punti base nei due giorni di incontro della Fed questa settimana, pur sottolineando che l’inflazione resta “troppo rigida”.

Concorda anche Collin Martin, strategist sulle obbligazioni presso lo Schwab Center for Financial Research:

“L’inflazione è ancora elevata, a livelli comunque preoccupanti e sta peggiorando.”

Joe Brusuelas, economista capo di RSM, ha evidenziato come questa inflazione persistente potrebbe frenare la Fed dopo il prossimo taglio previsto a settembre.

Joe Brusuelas ha spiegato:

“Sì, scambierete il primo taglio come una certezza. Ma i dati sottostanti non indicano che sia scontata una serie di tre riduzioni prima della fine dell’anno.”

Al venerdì, secondo il CME FedWatch, gli investitori attribuivano una probabilità del 76% a tre tagli dei tassi entro il 2024, sulla scia di segnali sempre più evidenti di fragilità nel mercato del lavoro.

Il dato sulle richieste settimanali di sussidio giovedì è stato l’ultimo indicatore del rallentamento in atto: una revisione generale dell’occupazione pubblicata giorni fa ha mostrato che tra aprile 2024 e marzo 2025 gli Stati Uniti hanno impiegato 911.000 persone in meno rispetto a quanto inizialmente stimato.

Tuttavia, questo rallentamento non prefigura un crollo brusco dell’economia.

Lakshman Achuthan, cofondatore dell’Economic Cycle Research Institute, ha commentato:

“Non si osserva un atterraggio duro con un crollo drastico nel mercato del lavoro. La situazione potrebbe complicarsi ma non siamo ancora a quel punto.”

Prospettive e dinamiche nel settore tecnologico

Nonostante le preoccupazioni sull’economia e sull’occupazione, gli strateghi di Wall Street rimangono fiduciosi nella spinta che l’intelligenza artificiale può fornire al mercato azionario fino al 2026. Un esempio significativo è la solida pipeline di progetti AI di Oracle, che ha sorpreso positivamente gli investitori evidenziando la solidità del settore tecnologico.

Ulrike Hoffmann-Burchardi, responsabile globale azionario di UBS Global Wealth Management, ha affermato:

“Con un momento positivo per gli utili tecnologici e i tagli ai tassi in arrivo da parte della Fed, non riteniamo che valutazioni elevate rappresentino un motivo per evitare un’esposizione diversificata a questo settore.”

Ha inoltre aggiunto:

“In senso più ampio, vediamo spazio per ulteriori rialzi nelle azioni statunitensi, con un target sull’S&P 500 a 6.600 punti entro fine 2025 e 6.800 a giugno 2026.”

Questa settimana il Nasdaq ha superato per la prima volta quota 22.000, avviandosi a registrare il quinto record consecutivo, mentre sia l’S&P 500 che il Dow Jones Industrial Average hanno toccato nuovi picchi, con quest’ultimo che ha superato la soglia storica dei 46.000 punti per la prima volta.



Author: Tony
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