Giorgetti: quadro complicato su taglio Irpef e rottamazione

La cosiddetta “rottamazione delle cartelle” definita da Matteo Salvini e la riduzione delle aliquote fiscali per il ceto medio rappresentavano in origine un quadro economico piuttosto chiaro e affidabile. Tuttavia, come ha spiegato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, questo scenario si è complicato a causa di eventi internazionali al di fuori del controllo del governo.

Giorgetti ha illustrato durante un incontro della campagna elettorale della Lega Valle d’Aosta in vista delle elezioni regionali del 28 settembre:

“Da una parte, la guerra in Ucraina e le sue conseguenze dirette e indirette. Pensate che gran parte dell’inflazione che abbiamo sperimentato in questi anni deriva dall’aumento dei prezzi dell’energia, strettamente collegato a quanto accaduto in Ucraina. Cercare di sostituire il gas o altre fonti energetiche comporterà costi molto più alti. Inoltre, per l’Ucraina, nella coalizione internazionale qualcuno ha proposto di inviare soldati sul terreno — anche se non è il nostro caso — mentre l’aiuto finanziario che ogni paese deve fornire incide significativamente. Questo inevitabilmente peserà sui nostri conti. Contemporaneamente, abbiamo introdotto la flat tax fino a 85 mila euro, una misura che ha coinvolto in modo concreto molte categorie di lavoratori autonomi.”

I costi della rottamazione e l’esclusione dei debitori seriali

Il costo complessivo della cosiddetta “rottamazione quinquies” non è ancora stato definito con precisione. Una stima preliminare suggerisce un possibile impatto negativo sui saldi del 2025 intorno a 5,2 miliardi di euro, dovuto alla rinuncia a sanzioni, interessi e aggi sulle cartelle esattoriali.

Nonostante l’iter legislativo potrebbe posticipare tale impegno, si tratta comunque di una cifra considerevole, che rende difficile estendere la definizione agevolata a tutti senza condizioni. Di conseguenza, si stanno valutando meccanismi selettivi per l’accesso, come soglie di debito o criteri legati alla situazione personale del contribuente.

Inoltre, è stata evidenziata l’esigenza di porre fine al fenomeno dei “debitori seriali”, che utilizzano ripetutamente le rottamazioni per evitare il pagamento dovuto, creando così un circolo vizioso che il sistema fiscale non può più sostenere.

Interventi selettivi per indirizzare le risorse

Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha ribadito l’importanza di gestire il sistema di rottamazione con attenzione, poiché le risorse a disposizione sono limitate e devono essere concentrate su reali necessità.

Leo ha spiegato:

“Nessuno all’interno della maggioranza di governo è contrario alla rottamazione, ma deve essere adottata con prudenza. È essenziale intervenire in modo selettivo, a favore di chi si trova davvero in difficoltà, escludendo chi è recidivo e può pagare ma fa ricorso a scuse pretestuose per non farlo.”

Questa posizione sottolinea una linea politica orientata a proteggere i contribuenti in difficoltà, garantendo però che la misura non venga sfruttata indebitamente, al fine di mantenere un equilibrio sostenibile per le finanze pubbliche.