Artigiani e commercianti al lavoro fino al 9 luglio per pagare le tasse con un euro su due che va al fisco
- 13 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Per gli autonomi, come artigiani e commercianti, più della metà dei guadagni finisce nelle casse del Fisco. Nel 2024, la pressione fiscale sulle imprese individuali, pur mostrando un leggero calo dello 0,8% rispetto all’anno precedente, rimane elevata, attestandosi al 52,3%.
Questi dati emergono dall’ultima edizione dell’Osservatorio sul fisco della CNA, intitolata “Comune che vai, fisco che trovi”, che evidenzia inoltre le marcate differenze territoriali che contraddistinguono ancora l’Italia sotto il profilo fiscale.
Il rapporto prende in esame un’impresa-tipo: un’attività individuale con un laboratorio artigiano di 350 metri quadrati e un negozio di proprietà di 175 metri quadrati destinato alla vendita, il tutto con un valore immobiliare stimato in 500.000 euro in ogni comune. I ricavi considerati sono pari a 431.000 euro, con un reddito d’impresa di 50.000 euro.
Quasi sette mesi per raggiungere il Tax Free Day
Secondo l’analisi della CNA, nel 2024 un artigiano ha dovuto lavorare fino al 9 luglio per coprire l’ammontare delle tasse dovute, un dato leggermente migliore rispetto al 2023, quando la soglia era stata raggiunta solo l’11 luglio.
La giornata del “tax free day” indica proprio questo momento in cui le imposte e i contributi sono stati saldati e ciò che si guadagna da quel punto in poi rappresenta il reddito netto. Tuttavia, solo in dieci comuni italiani il carico fiscale complessivo, che considera tasse dirette e indirette, scende sotto il 50%. In quasi tutte le altre realtà territoriali, gli imprenditori devono lavorare quasi per tutta la seconda metà di luglio per soddisfare gli obblighi fiscali.
Questa situazione testimonia come la pressione fiscale sulle micro e piccole imprese cubra una parte consistente dei loro guadagni, influenzando la capacità di investimento e sviluppo imprenditoriale su scala locale e nazionale.