Manovra, il governo punta a una flat tax per lavoro notturno, straordinario, festivo e tredicesime
- 12 Settembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Si sta valutando di ampliare la tassazione agevolata attualmente riservata ai premi di produttività anche ad altre forme di lavoro come quello notturno, festivo, le ore straordinarie e la tredicesima mensilità. L’obiettivo del governo è di applicare una flat tax che escluda tali voci dalla tassazione ordinaria Irpef, favorendo così i lavoratori con una retribuzione netta più elevata e allo stesso tempo concedendo alle imprese una flessibilità maggiore nelle prestazioni lavorative extra orario, con possibili effetti positivi sulla crescita della produttività nazionale.
La misura del possibile beneficio fiscale resta da definire, ma c’è già un ampio consenso fra i partiti della maggioranza, che include Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega.
Il modello di riferimento: il premio di risultato
Il sistema preso come punto di riferimento è quello dei premi di risultato riconosciuti ai lavoratori del settore privato, i quali godono di una tassazione sostitutiva al 5%, introdotta con la legge di Bilancio 2023 e ridotta rispetto al precedente 10%. Questa detassazione è stata confermata nelle manovre finanziarie successive, estendendo la validità dell’agevolazione fino al triennio 2025-2027.
Possono beneficiare di questa misura i dipendenti del settore privato con contratti a tempo determinato o indeterminato, purché il reddito da lavoro nell’anno precedente non superi gli 80.000 euro. Il premio di risultato è agevolato fino a 3.000 euro lordi, con un tetto che sale a 4.000 euro nelle aziende che prevedono una partecipazione paritetica dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro.
Un vantaggio fiscale che interessa milioni di lavoratori
Secondo l’ultimo rapporto disponibile, a metà luglio 2025 sono stati oltre 4 milioni (precisamente 4.225.193) i lavoratori che hanno usufruito del premio di risultato, collegato ad accordi collettivi stipulati a livello aziendale o territoriale fra le parti sociali. Il valore medio annuo del premio si attesta su 1.601,51 euro, con 1.801,35 euro relativi ai contratti aziendali e 822,12 euro a quelli territoriali.
Grazie all’agevolazione fiscale, questo strumento è sempre più diffuso fra i lavoratori italiani. Inoltre, registra un aumento costante anche il numero di contratti attivi e depositati: infatti, il ministero del Lavoro ha rilevato finora nel 2025 un totale di 95.976 contratti depositati di premi di risultato, segnando un incremento del 6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.