Irpef sempre più concentrata: il 19% dei contribuenti versa il 65% dell’imposta

Meno di un contribuente su cinque sostiene quasi due terzi dell’Irpef pagata in Italia, mentre il 47% dei dichiaranti, con redditi fino a 20 mila euro, contribuisce soltanto per il 5% del gettito. È la fotografia che emerge dalla nuova indagine di Itinerari Previdenziali sulle dichiarazioni dei redditi relative al 2024.

In Italia i dichiaranti sono saliti a 42,84 milioni, a fronte di una popolazione di circa 58,9 milioni di abitanti, ma coloro che hanno effettivamente versato almeno un euro di Irpef sono 34,1 milioni. La differenza tra dichiaranti e versanti è quindi di circa 8,7 milioni di contribuenti.

Rapportando invece i 34,1 milioni di versanti all’intera popolazione, risultano circa 24,8 milioni di residenti che non versano Irpef, platea nella quale rientrano però anche persone che non presentano una dichiarazione, come minori o soggetti fiscalmente a carico.

È quanto emerge dalla tredicesima indagine dell’Osservatorio sulla spesa pubblica e sulle entrate di Itinerari Previdenziali, costruita sui dati del Mef e dell’Agenzia delle Entrate relativi ai redditi prodotti nel 2024 e dichiarati nel 2025.

Redditi dichiarati a 1.076 miliardi

Nel complesso, nel 2024 gli italiani hanno dichiarato 1.076 miliardi di euro di redditi, in aumento del 4,73% rispetto ai 1.028 miliardi dell’anno precedente.

Il gettito complessivo, al netto del trattamento integrativo, si è attestato a 216,24 miliardi di euro: 193,32 miliardi derivano dall’Irpef ordinaria, 16,17 miliardi dalle addizionali regionali e 6,76 miliardi da quelle comunali.

La distribuzione del prelievo resta però fortemente concentrata.

I contribuenti con redditi fino a 20 mila euro rappresentano il 47,13% del totale, poco meno di 20,2 milioni di persone, ma versano complessivamente appena il 5% dell’Irpef.

Allargando la platea ai redditi fino a 29 mila euro, si arriva al 69,78% dei contribuenti, che sostiene il 21,33% del gettito. Di conseguenza, il restante 30,22% versa il 78,67% dell’imposta complessiva.

Sopra i 35 mila euro si paga il 65% dell’Irpef

La concentrazione diventa ancora più evidente salendo nelle fasce di reddito.

I contribuenti che dichiarano più di 35 mila euro lordi l’anno sono il 18,78% del totale, poco meno di 8 milioni di persone, ma versano da soli circa il 65% dell’intera Irpef.

Sopra i 55 mila euro si colloca invece il 6,25% dei contribuenti, cui fa capo il 40,63% dell’imposta complessiva.

Ancora più marcata la concentrazione nella fascia alta. I contribuenti con redditi superiori a 100 mila euro sono 745.615, pari all’1,75% del totale, e versano il 22,25% dell’Irpef.

Tra questi, 597.357 dichiarano tra 100 mila e 200 mila euro, 89.558 tra 200 mila e 300 mila euro e 58.700 oltre i 300 mila euro. Soltanto questi ultimi, pari a circa lo 0,14% dei contribuenti, generano il 6,49% dell’Irpef complessiva. Sommando le fasce oltre i 200 mila euro, la quota di contribuenti è poco superiore allo 0,3% e il contributo al gettito si avvicina al 10%.

Nelle fasce più basse l’imposta si riduce drasticamente

L’indagine mostra inoltre quanto contenuto sia il prelievo effettivo nelle fasce di reddito inferiori.

Circa 7,97 milioni di contribuenti dichiarano fino a 7.500 euro lordi annui e versano in media appena 19 euro di Irpef all’anno. Altri 7,4 milioni, nella fascia tra 7.500 e 15 mila euro, pagano mediamente 204 euro, mentre per i circa 4,79 milioni di contribuenti con redditi tra 15 mila e 20 mila euro l’imposta media sale a 1.773 euro l’anno.

Itinerari Previdenziali mette questi valori in relazione con il costo del welfare e, in particolare, con la spesa sanitaria pubblica pro capite, quantificata per il 2024 in 2.347 euro per abitante.

In 17 anni la spesa pubblica corre più dei redditi

Il rapporto allarga l’analisi al periodo 2008-2024. In questi 17 anni i redditi dichiarati sono aumentati di circa 270 miliardi di euro, pari al 34,54%, un incremento poco superiore all’inflazione cumulata del periodo, pari al 32,17%, e sostanzialmente in linea con la crescita nominale del Pil, del 34,31%.

Più veloce è stata invece la dinamica della spesa pubblica, salita dai 789,45 miliardi del 2008 ai 1.108,4 miliardi del 2024, dopo il picco di circa 1.150 miliardi raggiunto nel 2023. L’incremento nell’intero periodo è stato quindi di circa 319 miliardi, pari al 40,4%.

Particolarmente marcato l’aumento della componente assistenziale. Secondo Itinerari Previdenziali, la spesa a carico della fiscalità generale è passata da circa 73 miliardi nel 2008 a 180 miliardi nel 2024, con un incremento del 146,5%. Il dato dei 180 miliardi trova conferma anche nel Rapporto sul sistema previdenziale relativo al 2024.

La fotografia che emerge dall’indagine è dunque quella di un sistema nel quale la crescita del gettito e dei redditi dichiarati si accompagna a una forte concentrazione dell’Irpef sulle fasce medio-alte, mentre la spesa pubblica, e in particolare quella assistenziale, è aumentata nell’arco degli ultimi 17 anni più rapidamente dei redditi dichiarati.