Compagnia dei Caraibi lascia Piazza Affari dopo l’Opa di Tandem. Ricavi giù del 38% nel 2025
- 24 Settembre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Compagnia dei Caraibi ha completato il delisting da Euronext Growth Milan dopo l’Opa volontaria totalitaria promossa da Tandem, veicolo interamente controllato da Gem, azionista di maggioranza della società specializzata nell’importazione, sviluppo e distribuzione di distillati, vini e soft drink.
La revoca dalle negoziazioni è diventata effettiva il 22 settembre 2026, al termine di un’operazione che ha portato Tandem e i soggetti che agiscono di concerto oltre il 90% del capitale. In base ai risultati definitivi dell’offerta, alla data di regolamento il gruppo di controllo è arrivato al 91,964% del capitale, considerando anche le azioni proprie.
Al momento del lancio dell’Opa, Gem deteneva il 72,53% di Compagnia dei Caraibi, mentre Tandem aveva messo sul tavolo un corrispettivo di 0,40 euro per azione. Il consiglio di amministrazione della società aveva giudicato il prezzo congruo dal punto di vista finanziario.
Tandem è amministrata da Edelberto Baracco, presidente e amministratore delegato di Compagnia dei Caraibi.
Dopo il delisting prevista la fusione inversa
L’uscita da Piazza Affari punta a consentire alla società di operare con una “maggiore flessibilità gestionale e organizzativa”, riducendo al tempo stesso i costi connessi allo status di società quotata e concentrando maggiori risorse sulle attività operative.
Il riassetto societario non dovrebbe fermarsi al delisting. È infatti prevista una fusione inversa, attraverso l’incorporazione di Tandem nella stessa Compagnia dei Caraibi.
L’operazione arriva dopo una fase particolarmente complessa per il gruppo, che negli ultimi esercizi ha dovuto fare i conti con il deterioramento della redditività e con una forte contrazione del giro d’affari.
Nel 2025 il fatturato scende a 35,3 milioni
Nel 2025 i ricavi si sono attestati a 35,3 milioni di euro, contro i 56,9 milioni dell’esercizio precedente, con una contrazione di circa il 38%. Il risultato netto dell’esercizio è stato negativo per circa 4,4 milioni, dopo la perdita di 2,3 milioni registrata nel 2024.
Sul calo del fatturato ha pesato soprattutto la revisione del portafoglio distributivo. A partire dalla fine di aprile 2025 sono infatti usciti dal perimetro marchi rilevanti come Gin Mare, Diplomático Rum e Ford’s Gin, determinando una forte discontinuità rispetto agli esercizi precedenti.
La società aveva definito il 2025 un anno di profonda transizione, caratterizzato sia dalla riorganizzazione del portafoglio sia da un mercato ancora debole e fortemente competitivo.
Nel primo semestre 2026 ricavi ancora in calo fino al 39,8%
La contrazione è proseguita anche nella prima parte del 2026. In occasione dell’esame dei dati gestionali al 30 giugno, il gruppo ha indicato ricavi consolidati compresi tra 12,7 e 13,7 milioni di euro, rispetto ai 21 milioni dello stesso periodo del 2025.
Il calo risulta quindi compreso tra il 35% e il 39,8%, ancora una volta principalmente per effetto della ridefinizione del portafoglio dei marchi distribuiti. I numeri semestrali comunicati a luglio erano dati gestionali non sottoposti a revisione contabile.
Il ritorno sotto il controllo completamente privato del socio di riferimento apre quindi una nuova fase per Compagnia dei Caraibi, che dopo la quotazione sull’Egm punta ora a portare avanti il riassetto industriale e societario fuori dal mercato azionario.