Ludoil prende il controllo di ISAB: asset da 1 miliardo e 1,3 miliardi di investimenti in cinque anni

Ludoil completa l’acquisizione del 51% di ISAB e assume la guida industriale della raffineria di Priolo, uno degli asset strategici della raffinazione italiana e del Mediterraneo. L’operazione, perfezionata attraverso Ludoil Capital con l’acquisto della partecipazione da GOI Energy, attribuisce all’asset un enterprise value di 1 miliardo di euro e apre un piano di investimenti da circa 1,3 miliardi nei prossimi cinque anni.

Il closing arriva poco più di quattro mesi dopo l’accordo sottoscritto il 13 maggio 2026, che prevedeva l’acquisizione del controllo di ISAB subordinatamente alle autorizzazioni regolatorie.

Sul fronte Golden Power, il Governo ha esercitato i poteri speciali con prescrizioni attraverso il Dpcm del 5 agosto. L’Autorità Antitrust ha invece deliberato il non avvio dell’istruttoria sulla concentrazione.

Bper, UniCredit e Mps finanziano l’operazione con garanzia Sace

A sostenere finanziariamente l’acquisizione sono BPER e UniCredit, in qualità di Global Coordinator, Mandated Lead Arranger e Bookrunner, e MPS come Mandated Lead Arranger.

Il finanziamento è assistito dalla garanzia SACE, mentre BPER Corporate & Investment Banking ha assunto anche il ruolo di banca agente, coordinando i rapporti tra gli istituti finanziatori e SACE.

Con il perfezionamento dell’operazione, Ludoil assume la gestione della raffineria che si sviluppa nei territori di Priolo, Melilli e Siracusa, completando un passaggio avviato già nei mesi precedenti con l’accordo per la caricazione e la vendita di prodotti petroliferi presso il sito.

Piano da 1,3 miliardi tra rilancio della raffineria e biocarburanti

Il nuovo piano industriale si muove su due direttrici.

La prima riguarda il recupero della piena capacità produttiva attraverso la riattivazione e l’ammodernamento di alcune unità di processo oggi dismesse. Tra queste figurano la distillazione primaria e la desolforazione HDS nel sito Nord, il solvent deasphalting nel complesso IGCC-Sud e il thermal cracking nel sito Sud.

Il riavvio dovrebbe aumentare la capacità di lavorazione del polo e orientare maggiormente la produzione verso distillati a minore contenuto di zolfo e minore intensità carbonica.

La seconda direttrice riguarda invece la conversione verso i biocarburanti, percorso avviato nel luglio 2026 attraverso il co-processing nell’FCC del sito Nord.

Obiettivo SAF, HVO e biobenzine

Il progetto prevede la creazione di una filiera verticalmente integrata alimentata anche da oli vegetali non destinati all’alimentazione, con l’obiettivo di produrre biobenzine, Sustainable Aviation Fuel (SAF) e HVO.

In una prima fase la produzione utilizzerà gli impianti già esistenti, mentre successivamente sono previste unità dedicate.

La strategia era già stata indicata da Ludoil in occasione dell’accordo di maggio, quando il gruppo aveva presentato l’acquisizione come parte di un percorso destinato ad affiancare alla raffinazione tradizionale produzioni energetiche a minore intensità carbonica.

Confermati tutti gli occupati, mille persone coinvolte negli investimenti

Sul fronte occupazionale, l’attuale organico di ISAB sarà mantenuto integralmente.

Durante i cinque anni previsti dal piano di rilancio, le commesse legate agli investimenti dovrebbero inoltre coinvolgere circa 1.000 lavoratori aggiuntivi, tra ingegneria, costruzioni e logistica.

Una volta completati gli interventi, il nuovo assetto produttivo dovrebbe richiedere circa 100 nuovi tecnici e operatori specializzati. In questo quadro il gruppo punta anche alla collaborazione con il sistema siciliano della formazione tecnica superiore per reperire le competenze necessarie.

Con ISAB Ludoil punta a 13 miliardi di ricavi

L’ingresso della raffineria cambia sensibilmente anche le dimensioni di Ludoil.

Il gruppo stima che il nuovo perimetro possa raggiungere circa 13 miliardi di euro di ricavi consolidati annui, completando una catena del valore che parte dall’approvvigionamento e dalla raffinazione e arriva alla distribuzione finale.

A maggio, al momento della firma dell’accordo, Ludoil aveva indicato ricavi prospettici superiori a 10 miliardi di euro con ISAB nel perimetro. La nuova stima diffusa in occasione del closing porta quindi l’indicazione a circa 13 miliardi.

La raffineria diventa il fulcro della nuova struttura industriale: ricezione di greggio e materie prime organiche, trasformazione in carburanti e biocarburanti, integrazione con gli impianti di biometano e rinnovabili, depositi costieri e rete nazionale delle stazioni di servizio.

Ludoil si definisce, con il nuovo perimetro, la più grande Multi-Energy Company privata italiana; si tratta della qualificazione utilizzata dal gruppo nella propria comunicazione societaria.

Nuovo consiglio di amministrazione per ISAB

Il closing porta anche a un nuovo assetto di governance.

Alla prima assemblea successiva all’operazione, ISAB ha nominato un consiglio di amministrazione composto da tre membri. Marco Russo Spena assume la presidenza e Paolo Fedeli la carica di amministratore delegato, entrambi designati dal nuovo socio di maggioranza. Fabio Cadeddu entra invece nel consiglio in rappresentanza del socio di minoranza.

Russo Spena e Fedeli fanno già parte della struttura manageriale di Ludoil, rispettivamente come Head of Legal e Chief Technology Officer.

Ludoil ha seguito internamente l’operazione, mentre GOI Energy è stata assistita da BonelliErede. Con il passaggio del controllo di ISAB, il gruppo della famiglia Ammaturo compie così il salto dalla presenza lungo varie fasi della filiera energetica alla gestione diretta di uno dei principali poli di raffinazione del Paese, affiancando al rilancio degli impianti tradizionali un investimento pluriennale sulla conversione verso i biocarburanti.