Kalshi accusata di gonfiare il volume crypto dopo che un critico segnala operazioni identiche da $5,500
- 21 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
IcoBeast ha evidenziato innanzitutto un errore significativo nel post originale di Beni, spiegando che il grafico di Artemis citato nella contestazione misurava la quota di mercato dei prediction market e non il volume dei perpetual contracts.
Ha poi chiarito perché i numeri di Kalshi sembrano così elevati: adottano la stessa convenzione di rendicontazione di Polymarket, per cui il volume riportato riflette il pagamento potenziale massimo e non il denaro versato in anticipo.
Poiché ogni contratto-evento liquida esattamente $1 al vincitore, il settore misura il volume contando il numero totale di esiti da $1 presenti sulla linea. In pratica, se un operatore acquista 100.000 contratti al prezzo di 0,30$ ciascuno, spende 30.000$ in contanti ma il sistema registra 100.000$ di volume perché questo è il valore massimo complessivo dei contratti alla scadenza.
Questo meccanismo tende ad amplificare le cifre di volto d’occhio, ma, secondo IcoBeast, riflette domanda reale degli utenti piuttosto che attività di wash trading.
Accesso ai Self-Clearing Member e i perps
IcoBeast.eth ha dichiarato:
“Separatamente, sui perps avete affermato che ‘qui SCM significa market maker selezionati da Kalshi (ridendo)’. Questo non è vero. Chiunque può diventare un Self-Clearing Member di una borsa regolata dalla CFTC purché soddisfi i requisiti normativi. ‘Fair access’ è un requisito regolamentare per noi.”
Il punto sottolinea che, secondo la normativa della CFTC, l’accesso non può essere arbitrariamente chiuso: le entità che superano gli oneri patrimoniali e operativi necessari possono richiedere lo status di Self-Clearing Member. Ciò implica requisiti su capitale, infrastrutture di clearing, procedure di gestione del rischio e conformità normativa.
La conseguenza pratica è la possibilità di una maggiore concorrenza tra operatori di clearing, riducendo il rischio di concentrazione e potenzialmente migliorando le condizioni di mercato per la compensazione dei contratti a termine e dei perpetual contracts.
Contesto e implicazioni per investitori
La distinzione tra volumi notional e cash effettivamente scambiato è rilevante per chi valuta liquidità e interesse di mercato: numeri elevati in termini di potenziale payout non corrispondono necessariamente a flussi di cassa proporzionalmente maggiori. Per un investitore questo influisce sulla capacità di comprendere profondità del mercato, slippage e rischi di controparte.
Inoltre, la richiesta di fair access come principio regolamentare negli Stati Uniti favorisce un quadro più competitivo e trasparente; sviluppi normativi negli USA possono fungere da riferimento per le autorità europee e italiane nel valutare prodotti derivati e mercati di previsione.
Per chi opera dall’Italia, è utile distinguere tra segnali di domanda effettiva—che possono attrarre interesse istituzionale—e metriche nominali che richiedono un’analisi più approfondita dei flussi reali, delle garanzie richieste e dei meccanismi di clearing.
In sintesi
- La metodologia di rendicontazione del volume nei prediction market tende a sovrastimare i valori nominali: gli investitori dovrebbero privilegiare indicatori come il denaro effettivamente scambiato e l’open interest per valutare la liquidità reale.
- L’obbligo di fair access imposto dalla CFTC limita la possibilità di formazioni di club chiusi tra operatori di clearing, aumentando la concorrenza e potenzialmente la resilienza del sistema di compensazione.
- Per gli operatori e i risparmiatori italiani, la distinzione tra volume potenziale e capitale esposto è cruciale per la gestione del rischio e per la costruzione di strategie d’investimento che integrino prodotti derivati non tradizionali.
- L’evoluzione regolamentare negli USA potrebbe avere effetti a catena anche in Europa: maggiore trasparenza e standard comuni favorirebbero l’ingresso di investitori istituzionali e lo sviluppo di mercati più profondi.