Energia, Elettricità Futura: sbloccare 4.000 progetti rinnovabili per 150 GW. PPA per le imprese a 75 euro/MWh
- 21 Settembre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Aziende, Economia, Editoriale
Sbloccare circa 4.000 progetti rinnovabili per 150 GW di nuova capacità e ampliare l’accesso ai contratti a prezzo fisso e ai Power Purchase Agreement. È la ricetta indicata da Elettricità Futura — in foto, il Presidente Salvatore Pinto — per ridurre l’impatto dell’emergenza energetica su famiglie e imprese e diminuire strutturalmente la dipendenza del prezzo dell’elettricità dalle quotazioni del gas.
Secondo l’associazione delle imprese elettriche italiane, il principale ostacolo alla crescita delle rinnovabili non è oggi la disponibilità di capitali o di progetti, ma la lentezza degli iter autorizzativi.
Sono infatti oltre 4.000 i progetti, per circa 150 GW complessivi, ancora in attesa di autorizzazione, con più di 55 GW bloccati a livello regionale.
Prezzi fissi per proteggere le famiglie
Sul fronte delle bollette, Elettricità Futura propone di favorire maggiormente i contratti a prezzo fisso, che secondo l’associazione possono garantire condizioni stabili per periodi compresi tra 24 e 36 mesi.
In una fase in cui il prezzo all’ingrosso dell’elettricità resta su livelli elevati, il vantaggio è quello di ridurre l’esposizione immediata alle oscillazioni del mercato.
“Occorre sostenere l’utilizzo di contratti a prezzo fisso. Garantiscono prezzi stabili per 24-36 mesi e inferiori del 30-40% rispetto ai prezzi di mercato”, sostiene Elettricità Futura.
L’associazione cita come esempio offerte per il mercato domestico con una componente energia intorno a 160 euro/MWh, contro prezzi all’ingrosso nell’ordine di oltre 220 euro/MWh.
Il PUN del 21 settembre si colloca intorno a 224 euro/MWh, confermando livelli ancora particolarmente elevati.
PPA per le imprese a circa 75 euro/MWh
Per le aziende, la leva principale indicata dall’associazione sono invece i Power Purchase Agreement, contratti di lungo termine attraverso i quali produttori e consumatori possono concordare direttamente il prezzo dell’energia.
Secondo Elettricità Futura, sul mercato sono già disponibili soluzioni attraverso PPA con energia rinnovabile nell’ordine dei 75 euro/MWh, quindi molto inferiori agli attuali valori del mercato all’ingrosso.
“Anche per le imprese si trovano già soluzioni, con PPA, che permettono di avere l’energia a 75 euro al MWh, in pratica un terzo del prezzo di mercato”, sottolinea l’associazione.
L’obiettivo è aumentare la possibilità per le aziende di accedere a contratti di lungo periodo che consentano di stabilizzare i costi energetici e ridurre la volatilità legata alle quotazioni di gas ed elettricità.
Il disaccoppiamento attraverso rinnovabili e contratti di lungo termine
Secondo Elettricità Futura, una forma di disaccoppiamento tra prezzo dell’energia rinnovabile e costo del gas è già possibile attraverso strumenti contrattuali esistenti.
Lo studio realizzato con TEHA Group indica nei PPA e nei Contract for Difference regolati, come Fer X e in prospettiva Fer Z, gli strumenti attraverso cui trasferire ai consumatori il minor costo della nuova produzione rinnovabile e allo stesso tempo fornire maggiore certezza agli investitori.
Oltre 22 GW di nuova capacità eolica e fotovoltaica risultano già contrattualizzati attraverso CfD a due vie, mentre i PPA rappresentano la soluzione di mercato rivolta principalmente alle imprese.
150 GW ancora in attesa di autorizzazione
La priorità strutturale resta però l’aumento della capacità produttiva nazionale.
Tra il 2023 e il 2025 la potenza rinnovabile installata in Italia è cresciuta del 22%, raggiungendo 81,7 GW, ma la pipeline autorizzativa è molto più ampia.
Secondo Elettricità Futura, la presenza di circa 150 GW di progetti in iter autorizzativo dimostra che il problema non è la scarsità di iniziative industriali, ma la capacità amministrativa di portarle alla fase di costruzione.
I tempi medi autorizzativi continuano inoltre a superare il limite di 24 mesi previsto dalla direttiva europea RED III, sottolinea l’associazione.
Fino a 200 miliardi di nuovi investimenti entro il 2035
Lo sblocco dei progetti si inserisce in un piano industriale più ampio.
Secondo lo studio TEHA-Elettricità Futura, il settore elettrico italiano potrebbe attivare fino a 200 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi entro il 2035, sostenendo fino a 166 mila occupati l’anno e generando circa 120 miliardi di Pil aggiuntivo.
La strategia indicata dall’associazione combina quindi due orizzonti: nel breve periodo, contratti a prezzo fisso per le famiglie e PPA per le imprese; nel medio-lungo termine, maggiore produzione rinnovabile nazionale attraverso lo sblocco dei progetti già esistenti.
Per Elettricità Futura, è proprio l’aumento della generazione interna da fonti rinnovabili, insieme a reti, accumuli e contratti di lungo periodo, la strada per ridurre in modo strutturale il costo dell’elettricità e l’esposizione dell’Italia alle oscillazioni del gas.