La sorpresa delle grandi banche per i prossimi due anni non è JPMorgan Chase
- 20 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
JPMorgan Chase rimane la più grande banca statunitense per capitalizzazione e offre una solida combinazione di segmenti retail e commerciali, oltre a un dividendo in crescita che attualmente rende circa l’1,7%. Tuttavia, mentre la banca tradizionale è ben posizionata e vicina a una capitalizzazione di mercato di mille miliardi di dollari, alcuni istituti digitali più piccoli presentano potenzialità di crescita molto più rapide nei prossimi anni: tra questi spiccano SoFi Technologies e Nu Holdings.
Perché guardare oltre JPMorgan Chase
La dimensione e la resilienza di JPMorgan Chase ne fanno un pilastro del settore bancario, ma l’appeal per gli investitori che cercano elevati tassi di crescita risiede nelle fintech digitali. Quelle realtà puntano su acquisizione rapida di clienti, cross-selling di prodotti e tecnologie come l’intelligenza artificiale per scalare con costi marginali relativamente bassi. Questo modello può generare ritorni più elevati — e più volatili — rispetto alle grandi banche tradizionali.
1. SoFi Technologies
SoFi Technologies è nata come cooperativa di prestiti per studenti ed è diventata un’app finanziaria completa rivolta a un pubblico giovane e digitalmente orientato. La strategia centrale è creare un ecosistema che porti i clienti ad adottare più prodotti, aumentando così il valore medio per utente.
Nel secondo trimestre la società ha aggiunto circa 1,1 milioni di nuovi clienti, con una crescita del 35% rispetto all’anno precedente, e ha registrato 2,2 milioni di nuovi prodotti venduti: per la prima volta la crescita dei prodotti ha superato quella dei clienti, un segnale di efficace penetrazione dell’ecosistema.
Le voci principali di crescita sono state prestiti e conti di risparmio, integrate da nuove offerte come SoFi Coach e SoFi Plus, che hanno sostenuto un aumento del fatturato netto rettificato del 40% su base annua e un incremento dell’utile per azione da $0,08 a $0,12 nel trimestre.
La società continua a introdurre prodotti innovativi legati a criptovalute e intelligenza artificiale, ha ampliato l’offerta con fondi per mercati privati e ha acquisito l’agente di investimento basato su AI Composer. Queste iniziative migliorano la fidelizzazione dei clienti e aumentano le opportunità di ricavi ricorrenti.
Rischi da considerare includono la concorrenza crescente nel settore fintech, possibili cambi normativi e la necessità di mantenere l’equilibrio tra espansione rapida e sostenibilità della redditività.
2. Nu Holdings
Nu Holdings opera principalmente in Brasile, Messico e Colombia e si è ritagliata una posizione dominante nei servizi bancari digitali per i consumatori di massa. Negli ultimi 13 anni ha portato sulla piattaforma oltre il 60% della popolazione adulta brasiliana, un risultato che spiega la scala e la profondità della sua base clienti.
Il business brasiliano è sufficientemente redditizio da finanziare l’espansione in altri paesi, mentre il mercato messicano sta crescendo più rapidamente rispetto a quanto avvenuto in Brasile nello stesso stadio di sviluppo. Nu ha ottenuto recentemente una licenza bancaria completa in Messico ed è già il più grande digital bank locale.
La strategia della società prevede non solo l’acquisizione di massa di clienti, ma anche l’aumento del ricavo medio per cliente: il ricavo medio per cliente attivo è salito a $17 dai $13 di un anno prima. Per attrarre fasce di reddito più elevate sono state lanciate le piattaforme Ultraviolet (clientela benestante) e Croma (target medio).
Dal punto di vista tecnologico, Nu ha sviluppato un proprio modello linguistico di grandi dimensioni, NuFormer, impiegato per decisioni di underwriting, strategia e assistenza clienti. Nel secondo trimestre i ricavi sono cresciuti del 39% annuo e l’utile netto è aumentato del 49%, superando per la prima volta il miliardo di dollari.
I punti di forza includono ampia penetrazione del mercato in paesi con alti tassi di bancarizzazione digitale in crescita; le sfide comprendono l’esposizione al rischio di cambio, la dipendenza da regolamentazioni locali e la complessità dell’ingresso nel mercato statunitense.
Nel confronto tra queste fintech e le grandi banche tradizionali vale ricordare che le prime offrono prospettive di crescita più dinamiche ma con volatilità e rischi specifici, mentre le seconde offrono stabilità e rendimenti più prevedibili.
In sintesi
- Le fintech come SoFi e Nu rappresentano un’opportunità per investitori che cercano esposizione a tassi di crescita superiori alla media del settore bancario tradizionale, ma comportano maggiore volatilità e rischi regolatori.
- L’espansione geografica di Nu e l’ampia penetrazione in America Latina evidenziano un mercato con potenziale significativo, il cui rendimento dipenderà anche dall’evoluzione dei tassi di cambio e dalle politiche finanziarie locali.
- Per il portafoglio di un investitore italiano, bilanciare titoli di grandi banche stabili con partecipazioni in fintech ad alta crescita può migliorare il profilo rischio/rendimento, purché si considerino la diversificazione valutaria e l’orizzonte temporale.