Catena di moda discount ottantennale chiude 120 negozi: terremoto nel retail
- 20 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Il prezzo da solo non determina dove i consumatori acquistano l’abbigliamento: accanto all’offerta economica entrano in gioco assortimento, rotazione della merce e capacità di attrarre passaggi. Alcune catene continuano a riscuotere favore, in particolare Marshalls e TJ Maxx, mentre la popolarità di Ross Dress for Less è aumentata costantemente negli ultimi anni.
Questi marchi generano vendite soprattutto grazie al traffico pedonale, un fronte in cui le catene citate hanno registrato performance migliori rispetto alla tradizionale distribuzione di abbigliamento.
Placer.ai segnala che nel secondo trimestre del 2026 l’off-price nel comparto abbigliamento è rimasto solido, con Ross in testa al segmento: le visite a Ross Dress for Less sono aumentate del 16,4% su base annua, mentre dd’s DISCOUNTS ha registrato una crescita dell’8,4%. Le visite a TJ Maxx e Marshalls, che TJX contabilizza congiuntamente, sono rimaste sostanzialmente sui livelli dell’anno precedente, sovraperformando nettamente il tradizionale abbigliamento, che ha mostrato un calo del 3,5% rispetto all’anno precedente.
Cato: risultati del trimestre e cause del calo
The Cato Corporation ha comunicato un utile netto di 1,1 milioni di dollari nel secondo trimestre, rispetto ai 6,8 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Le vendite del trimestre sono state pari a 163,9 milioni di dollari, in diminuzione del 6% rispetto ai 174,7 milioni dell’anno precedente, principalmente per via di una flessione delle vendite a parità di negozio del 3,7%.
John Cato ha dichiarato:
“I risultati del trimestre sono in larga parte riconducibili alla persistente pressione sul reddito disponibile dei nostri clienti, influenzato da inflazione persistente, prezzi dei carburanti più alti e tassi di interesse ancora elevati.”
Il management prevede che tale pressione sul potere d’acquisto dei consumatori potrebbe protrarsi nel medio termine e intende quindi mantenere un controllo rigoroso su costi e inventario, in vista di una seconda metà del 2026 che si preannuncia sfidante.
Piano di chiusure e meccanica dei contratti
Per far fronte alla debolezza commerciale, Cato ha ampliato il piano di chiusure dei punti vendita: sono state aggiunte 70 ulteriori chiusure, portando a 120 il totale degli store programmati per la cessazione entro la fine del quarto trimestre aziendale.
Il gruppo valuta circa un terzo della propria base retail ogni anno per decidere se esercitare le opzioni di locazione o negoziare estensioni, analizzando parametri come trend di vendita e redditività corrente e prospettica del singolo punto vendita. In passato alcuni negozi marginali venivano rinnovati per un ulteriore anno nella speranza di un recupero; oggi, alla luce del contesto economico e della contrazione della spesa discrezionale, la società non prevede miglioramenti significativi per queste sedi.
La società ha inoltre precisato che gli store destinati alla chiusura hanno contratti di locazione in scadenza, per cui i costi di affitto relativi a queste unità usciranno dai conti dell’esercizio entro la fine del 2026.
Perché Ross e TJX sono avvantaggiate
Nel frattempo, i concorrenti di Cato registrano numeri positivi: le vendite di Ross Dress for Less per il secondo trimestre fiscale 2026 sono cresciute del 13% rispetto all’anno precedente, con le vendite a parità di negozio in aumento del 10%, trainate principalmente dal flusso di clienti.
TJX, che include TJ Maxx e Marshalls, ha riportato un incremento dell’1% delle vendite a parità di negozio e un aumento complessivo delle vendite del 3%.
Analisti di Morningstar osservano che la dimensione della rete di circa 2.200 punti vendita di Ross rappresenta un vantaggio competitivo rispetto a operatori più piccoli come Cato, che operava con oltre 800 negozi prima del piano di riduzione. Secondo gli analisti, la combinazione di scala e di un metodo d’approvvigionamento della merce particolarmente efficiente permette a Ross di espandere il fatturato a ritmi sostenuti pur proteggendosi dalla concorrenza online.
La relazione consolidata con i fornitori è un elemento chiave: Ross è percepita come un canale affidabile per produttori e retailer a prezzo pieno che intendono smaltire eccedenze in modo discreto, assicurandosi così un’ampia offerta di assortimenti a prezzi scontati.
Trend del settore off-price e fattori di crescita
Il segmento off-price ha beneficiato dell’aumento della domanda per capi di marca a prezzi contenuti, in particolare in un contesto in cui molte famiglie continuano a percepire tensioni sui bilanci. GlobalData e il suo analista Neil Saunders hanno evidenziato come i principali operatori dell’off-price abbiano ampliato la loro quota di mercato: dal 2019 al 2024 le tre catene maggiori hanno registrato una crescita delle vendite superiori al 30%, mentre il mercato complessivo di riferimento è cresciuto del 21,7% nello stesso periodo.
Neil Saunders ha scritto:
“Il successo è il risultato di competenze specifiche: la capacità di offrire value for money e di soddisfare il desiderio di ricerca dell’affare è supportata da sforzi sostanziali in termini di conoscenza del mercato, giudizio commerciale e operazioni.”
In sintesi, l’off-price prospera quando un retailer sa costruire relazioni con produttori e retailer tradizionali, gestire rapidamente l’inventario e proporre assortimenti che cambiano frequentemente, elementi che favoriscono il ritorno dei clienti in negozio.
Implicazioni per il mercato italiano e conclusioni
Per il mercato italiano, la dinamica illustrata offre alcuni spunti utili: la crescita dei canali off-price indica che i consumatori continuano a premiare valore e assortimento dinamico. I retailer nazionali e i gruppi che operano in Italia dovranno valutare la propria strategia di sourcing, la velocità di rotazione dell’inventario e l’attrattività dell’esperienza in negozio per restare competitivi.
La riduzione della rete di Cato e la contemporanea espansione di operatori più grandi sottolineano l’importanza della scala e dell’accesso a forniture di merce di marca a prezzi scontati. Questo può tradursi in opportunità per operatori italiani specializzati che siano in grado di offrire assortimenti selezionati e prezzi aggressivi, ma impone anche un’attenzione più elevata alla gestione dei contratti di locazione e ai costi fissi.
In sintesi
- La resilienza dei retailer off-price derivante da assortimenti in continua rotazione e da relazioni consolidate con fornitori può comprimere le quote di mercato dei piccoli specialisti: gli investitori dovrebbero valutare l’esposizione a catene con dimensioni critiche e approvvigionamenti diversificati.
- Le chiusure di punti vendita con contratti in scadenza, come nel caso di Cato, riducono i costi fissi ma segnalano anche rischi strutturali di domanda; per gli operatori italiani è cruciale la flessibilità nel portafoglio locativo.
- Il rafforzamento dei leader dell’off-price aumenta la pressione sui canali online e tradizionali: le aziende che puntano su omnicanalità e offerta differenziata hanno maggiori possibilità di difendere margini e clientela.