Penso che il titolo IBM varrà di più fra cinque anni, ma oggi eviterei di comprarlo
- 20 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
International Business Machines ha avuto un 2026 difficile: il titolo è sceso di circa il 22% da inizio anno, trattando intorno ai 230 dollari, ossia quasi il 30% sotto il massimo storico di chiusura di 329,23 dollari raggiunto il 2 giugno.
La gran parte della perdita è avvenuta in una sola seduta: il 14 luglio le azioni hanno ceduto circa il 25% dopo che IBM ha pubblicato risultati preliminari del secondo trimestre inferiori alle aspettative interne, e il 22 luglio la società ha ridotto le previsioni per l’intero anno nella relazione finale.
Andamento del trimestre e rallentamento del software
Il 2025 aveva mostrato segnali positivi: il fatturato era salito dell’8% a 67,5 miliardi di dollari e il flusso di cassa libero aveva raggiunto 14,7 miliardi, in aumento di 2 miliardi rispetto all’anno precedente. Anche il primo trimestre del 2026 aveva confermato momenti di crescita, con ricavi in aumento del 9% e il comparto software in crescita dell’11%.
Il secondo trimestre, invece, ha interrotto questa traiettoria. I ricavi si sono attestati a 17,2 miliardi, in crescita solo dell’1% su base annua; la crescita del software è rallentata al 5%, meno della metà del ritmo del primo trimestre. I ricavi di consulenza sono rimasti stabili, mentre l’infrastruttura è calata del 7%, con il business dei mainframe IBM Z in contrazione del 42% a causa del termine del ciclo di lancio dello z17.
La direzione ora prevede una crescita dei ricavi del 4-5% su base annua a cambi costanti, inferiore al passo superiore al 5% indicato in aprile. In una lettera agli investitori del 14 luglio, il CEO Arvind Krishna ha dichiarato:
“I clienti stanno spostando la spesa verso server, storage e memoria in vista di aumenti di prezzo previsti, e alcuni grandi contratti non si sono chiusi nei tempi attesi. Queste condizioni richiedono un’esecuzione perfetta da parte dei nostri team, e in questo trimestre non ci siamo riusciti.”
Indipendentemente dall’interpretazione della lettera, il punto più preoccupante è il rallentamento del software, segmento centrale per la tesi di crescita di IBM. I cicli dei mainframe sono episodici e prevedibili; una perdita di slancio nel software è invece più significativa e meno transitoria.
Flussi di cassa e politica dei dividendi
Nonostante i problemi sui ricavi, la generazione di cassa di IBM è rimasta solida. La direzione mantiene l’aspettativa di un aumento del flusso di cassa libero di circa 1 miliardo di dollari nel 2026, portando il totale annuo intorno a 15,7 miliardi.
Questa capacità di generare cassa supporta una delle più lunghe serie di aumenti del dividendo nel settore tecnologico: ad aprile il dividendo trimestrale è stato portato a 1,69 dollari per azione, segnando la 31ª aumentazione consecutiva, e la società distribuisce dividendi trimestrali fin dal 1916. All’attuale prezzo delle azioni, il rendimento da dividendo si aggira poco sotto il 3%.
Va però sottolineato che gli incrementi recenti sono stati molto contenuti—l’aumento di aprile è stato di un solo centesimo—quindi, sebbene la serie appaia sicura, non è realistico attendersi una rapida crescita del payout nei prossimi anni.
Prospettive a cinque anni: scenari e fattori chiave
Se IBM riuscirà ad aggiungere circa 1 miliardo di flusso di cassa libero all’anno, questo equivarrà a una crescita annua del cash flow di circa il 6%. Un titolo che prezza esclusivamente questo incremento partirebbe da 230 dollari e potrebbe avvicinarsi a 310 dollari nel giro di cinque anni, con il dividendo che contribuirebbe con quasi un 3% aggiuntivo annuo.
Questo scenario non richiede una ripresa vigorosa del software: basterebbe che IBM mantenga la capacità di generare la cassa già prevista. Tuttavia, il potenziale di rialzo maggiore rimane legato proprio alla performance del software; un ritorno a una crescita a due cifre potrebbe spingere il mercato a riconoscere multipli più alti rispetto ai circa 18 volte gli utili attesi per il 2027.
Un elemento a lungo termine da monitorare è il quantum computing. La roadmap di IBM punta a Starling, un computer quantistico tollerante ai guasti su larga scala, entro il 2029, quindi entro la finestra quinquennale. Inoltre, l’investimento sta aumentando: Anderon, un’azienda del gruppo IBM, ha finalizzato un finanziamento previsto dal CHIPS Act per 1 miliardo di dollari, cui si aggiunge un miliardo stanziato direttamente dalla società per accelerare la ricerca presso lo stabilimento dedicato ai wafer quantistici ad Albany, New York.
Il quantum potrebbe diventare un segmento rilevante entro il 2031, ma è prematuro valutarlo come driver remunerativo nell’immediato: l’investimento è significativo e i ritorni commerciali richiedono tempo.
Se invece il ritmo del secondo trimestre dovesse rappresentare la nuova normalità, il rendimento del titolo nei prossimi cinque anni potrebbe essere modesto, come il mercato ha mostrato nella reazione di luglio al 1% di crescita. La mia valutazione centrale è che il titolo possa trovarsi nella fascia bassa dei 300 dollari tra cinque anni, con il flusso di cassa e il dividendo che compiono la maggior parte del lavoro.
Tuttavia, questo percorso non rende il titolo immediatamente attraente per l’acquisto: il catalizzatore che renderebbe il titolo convincente è una ripresa della crescita del software. In assenza di segnali concreti in tal senso, è prudente attendere evidenze di ripresa prima di incrementare l’esposizione.
In sintesi
- Un consolidamento del flusso di cassa mantiene il supporto al dividendo e costituisce una base difensiva per il titolo, ma non garantisce un forte apprezzamento azionario senza ripresa del software.
- Per gli investitori orientati al reddito, il rendimento vicino al 3% e la storicità dei pagamenti possono giustificare una posizione difensiva, mentre i cercatori di crescita dovrebbero attendere segnali di accelerazione nel software.
- L’avanzamento nel quantum computing rappresenta un’opportunità strategica a lungo termine, ma richiede investimenti significativi e tempi lunghi: non è un fattore determinante per una valutazione a breve termine.
- Dal punto di vista macroeconomico, eventuali aumenti dei prezzi di server e memoria potrebbero temporaneamente sostenere i ricavi hardware, ma il valore aggiunto e la premium valuation rimangono legati alla capacità di IBM di far ripartire la crescita del software.