Jim Cramer: il petrolio mette sotto pressione Casey’s e Texas Roadhouse
- 19 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Nel corso della parentesi “lightning round” del 17 settembre, un ascoltatore ha riferito di aver riacquistato Casey’s General Stores, Inc. (CASY) dopo aver seguito la conference call, suscitando il commento del conduttore Jim Cramer.
Jim Cramer ha dichiarato:
“Penso che sia stata una scelta molto saggia. Guardi, si è trattato in gran parte di fattori legati al petrolio. Lo vediamo anche con Texas Roadhouse. Ritengo che sia prudente rientrare, soprattutto a questi livelli: il titolo è quasi stato dimezzato. Ottima decisione, la lodo.”
Esposizione diretta di Casey’s al settore carburanti
La dinamica dei prezzi del petrolio incide in modo diretto sul business carburante di Casey’s General Stores. Nel primo trimestre fiscale 2027 i volumi di carburante same-store sono calati dello 0,3%, mentre il margine carburante è salito a 47,8 centesimi per gallone e il margine lordo carburante è aumentato del 19,6% raggiungendo 446,9 milioni di dollari.
Darren Rebelez ha affermato:
“Dal lato carburante, le solide capacità del nostro team ci hanno permesso di navigare un contesto volatile e ottenere risultati robusti.”
Il margine di 47,8 centesimi è superiore alla media di 42,6 centesimi registrata nel fiscale 2026. Le previsioni per il 2027 indicano volumi same-store di carburante compresi tra -1% e +1%; se i margini dovessero riportarsi verso la media dell’anno precedente senza un aumento significativo dei volumi, l’apporto del carburante alla crescita degli utili sarebbe più limitato.
Oltre al contributo carburante, il trimestre più recente di Casey’s presenta aspetti operativi positivi: l’utile diluito per azione (EPS) è cresciuto del 27,7% a 7,37 dollari, il EBITDA è aumentato del 17,1% a 485,1 milioni e le vendite same-store al dettaglio interne sono salite del 3,2%.
Pressioni sui margini per Texas Roadhouse
I risultati di Texas Roadhouse, Inc. (TXRH) mostrano invece una pressione sui margini non direttamente collegata al carburante, ma più legata a un insieme di costi delle materie prime e della manodopera. Le vendite comparabili per il secondo trimestre sono salite del 6,2%, ma il margine del ristorante è sceso di 66 punti base al 16,4% a causa di un’inflazione delle commodity stimata al 7% e di un’inflazione salariale e altri costi del lavoro al 3,9%.
Jerry Morgan ha commentato:
“I costanti trend di afflusso hanno sostenuto vendite medie settimanali record.”
Per il 2026 la direzione prevede circa il 5% di inflazione delle commodity e tra il 3% e il 4% per salari e altri costi del lavoro. A differenza di Casey’s, Texas Roadhouse non è esposta in via diretta ai margini della benzina: la sua sensibilità finanziaria è legata all’ambiente dei costi e alla propensione alla spesa dei consumatori.
La società è entrata nella seconda metà del 2026 con un notevole slancio commerciale: le settimane negozio sono aumentate del 5% e le vendite medie settimanali hanno raggiunto 177.252 dollari rispetto a 167.350 dell’anno precedente. I dollari di margine ristorante sono cresciuti del 6,9% a 275,1 milioni, nonostante costi operativi più elevati, e il flusso di cassa operativo generato nel trimestre è stato di 180,1 milioni di dollari; l’azienda ha inoltre proseguito con l’apertura di nuovi locali.
Posizionamento degli investitori istituzionali e interesse allo short
I dati settoriali più recenti indicano un aumento del numero di hedge fund con partecipazioni in entrambe le società: nel secondo trimestre il numero di fondi che detengono posizioni in Casey’s è salito rispetto al trimestre precedente, così come quelli in Texas Roadhouse. L’interesse allo short sulle azioni risulta comunque moderato, attestandosi intorno al 3%-4% della flottante per entrambe le società.
Questo posizionamento riflette un approccio differenziato da parte degli investitori: alcuni scommettono sulla resilienza dei ricavi e sulla capacità di assorbire i costi, altri mantengono posizioni corte come copertura contro la volatilità dei margini. Nel complesso, la sensibilità ai combustibili contro quella ai costi operativi determina canali distinti di impatto sugli utili.
Valutazione comparativa e considerazioni sugli investimenti
La comparazione proposta da Jim Cramer mette in relazione due aziende con esposizioni diverse: Casey’s beneficia o soffre direttamente dei margini carburante e dei volumi di vendita di benzina, mentre Texas Roadhouse subisce gli effetti di un rialzo generalizzato dei costi e della dinamica di spesa dei consumatori.
Per un investitore, la scelta tra le due storie implica considerazioni diverse: la prevedibilità dei margini carburante e la capacità di mantenerli nel tempo per Casey’s, contro la gestione dei costi e la sostenibilità del traffico clienti per Texas Roadhouse. Inoltre, la maggiore esposizione di Casey’s alle materie prime energetiche amplifica la volatilità dei risultati rispetto all’operatore della ristorazione.
Per chi valuta alternative nell’universo azionario, esistono settori come quello dell’intelligenza artificiale che alcuni analisti considerano con prospettive di crescita e rischio differente rispetto a retail e ristorazione. Tuttavia, tali confronti richiedono attenzione alla valutazione dei multipli, alla qualità del management e all’esposizione normativa o geopolitica legata a temi come i dazi e le politiche di reshoring.
In sintesi
- La sensibilità di Casey’s ai margini carburante può amplificare la volatilità degli utili: per gli investitori ciò si traduce in un profilo rischio/rendimento più dipendente dalle materie prime rispetto ai peer del retail alimentare.
- Texas Roadhouse riflette invece una sfida più strutturale sui costi operativi e sulla dinamica salariale; gli investimenti in efficienza e il controllo delle commodity saranno determinanti per la tenuta dei margini.
- La presenza di fondi istituzionali e un livello contenuto di short interest indicano attenzione degli operatori professionali, ma non eliminano il rischio di oscillazioni dovute a shock dei costi o del petrolio.
- Per il pubblico italiano interessato a diversificare, è importante valutare come l’esposizione ai prezzi energetici o alle pressioni salariali nelle aziende USA possa tradursi in impatti sul portafoglio, considerando coperture o allocazioni bilanciate verso settori meno correlati alle materie prime.