Bastion ottiene approvazione condizionata per banca fiduciaria negli Stati Uniti

Il fornitore di infrastrutture per stablecoin Bastion ha comunicato di aver ottenuto un’approvazione condizionale preliminare per una charter bancaria fiduciaria negli Stati Uniti rilasciata dal Office of the Comptroller of the Currency (OCC).

Dettagli del charter

La nuova autorizzazione federale integra le licenze statali già in possesso di Bastion, introducendo la supervisione diretta del OCC. Tuttavia, la charter proposta limita le attività tradizionali di una banca commerciale: l’ente non potrà raccogliere depositi né erogare prestiti, ma potrà operare come veicolo fiduciario regolamentato a livello federale per servizi legati alle valute digitali.

Sotto il nome di Bastion Platforms National Trust Company, la società intende offrire custodia di stablecoin, servizi di wallet, infrastrutture di pagamento e emissione in white‑label tramite un unico soggetto sottoposto a normativa federale.

Nassim Eddequiouaq ha dichiarato:

“Le stablecoin sono passate da tecnologia emergente a infrastruttura finanziaria fondamentale, e questo richiede un diverso standard di fiducia, governance e rigore regolamentare.”

Percorso verso la supervisione federale

Bastion ha avviato il percorso verso la supervisione federale dopo aver ottenuto una charter fiduciaria nello Stato di New York a febbraio 2025. L’iter culmina ora con la valutazione preliminare del OCC, che rappresenta un passaggio rilevante per le entità crypto che cercano stabilità regolamentare negli Stati Uniti.

Nel settembre 2025 la società ha raccolto complessivamente 14,6 milioni di dollari in un round guidato da Coinbase Ventures, con la partecipazione di Sony, l’unità di investimento di Samsung, la divisione crypto di Andreessen Horowitz e Hashed, rafforzando la capacità finanziaria per consolidare l’infrastruttura e affrontare i requisiti di compliance.

Contesto del settore

Il movimento di Bastion si inserisce in un contesto più ampio in cui diverse società del settore cripto cercano autorizzazioni bancarie federali o fiduciarie. Alcune realtà, come Ripple, hanno ricevuto approvazioni condizionali per charter analoghe, mentre operatori come Circle e BitGo hanno ottenuto vagli finali dalle autorità competenti.

Altre società, tra cui la capogruppo di Kraken (Payward), il fornitore di infrastrutture Zerohash e la società di pagamenti Block, hanno presentato richieste formali per charter o equivalenti, evidenziando un trend verso la ricerca di certezze regolamentari nell’ecosistema delle valute digitali.

Dal punto di vista regolatorio, la concessione di charter federali per operatori di stablecoin tende a standardizzare requisiti di governance, gestione del rischio e controlli anti‑riciclaggio. Per gli operatori significa dover sostenere procedure di compliance più stringenti, ma anche l’opportunità di accedere a mercati istituzionali con minori barriere legate alla frammentazione normativa statale.

Per gli utenti e gli investitori, la presenza di entità regolamentate a livello federale può incrementare la fiducia nelle infrastrutture di pagamento basate su stablecoin, pur mantenendo limitazioni operative rispetto agli istituti bancari tradizionali a causa del divieto di accettare depositi e concedere prestiti sotto questa specifica charter.

Implicazioni pratiche

La possibilità di concentrare custodia, issuance e servizi wallet in un singolo soggetto federale potrebbe facilitare l’integrazione delle stablecoin nei sistemi di pagamento commerciale, nelle piattaforme di trading istituzionale e nelle soluzioni di tokenizzazione di asset. Tuttavia, la transizione richiederà investimenti continui in controlli operativi, infrastrutture di sicurezza e procedure KYC/AML per soddisfare gli standard federali.

Per le autorità di vigilanza europee e per gli operatori italiani, l’evoluzione statunitense rappresenta un punto di riferimento: in caso di diffusione di infrastrutture regolamentate a livello federale, si potrebbero creare nuovi flussi di interoperabilità e pressioni competitive che impongono aggiornamenti normativi e tecnologici anche nel contesto europeo.

In sintesi

  • La crescente adozione di charter federali per infrastrutture di stablecoin riduce l’incertezza normativa e può attirare capitali istituzionali, ma richiede strutture di compliance più costose per gli operatori.
  • Per gli investitori italiani, l’espansione di enti regolamentati negli Stati Uniti può abbassare il premio di rischio su prodotti collegati a stablecoin emessi da soggetti sottoposti a supervisione federale, aumentando l’attrattiva di allocazioni in asset digitali regolamentati.
  • L’evoluzione favorisce l’integrazione delle stablecoin nei pagamenti transfrontalieri e nelle infrastrutture finanziarie, con potenziali benefici in termini di velocità e costi, ma richiede attenzione alla liquidità e alla resilienza operativa.
  • Le istituzioni finanziarie tradizionali e le fintech italiane devono monitorare questi sviluppi per valutare rischi competitivi e opportunità di partnership tecnologiche o di servizio con operatori già regolamentati a livello federale.


Author: Tony
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