BCE, salari negoziati al 2,2% nel 2026: risalita al 2,8% nel secondo trimestre 2027
- 16 Settembre 2026
- Posted by: Francesca
- Categoria: Economia, Editoriale
Le pressioni salariali nell’area euro rallentano nel 2026, ma mostrano una moderata risalita all’inizio del prossimo anno. Il wage tracker della Banca centrale europea, che monitora gli accordi di contrattazione collettiva già in vigore, indica una crescita dei salari negoziati pari al 2,2% nel 2026, considerando l’indicatore principale che distribuisce nel tempo i pagamenti una tantum.
Nel primo trimestre 2027 l’indicatore sale al 2,7%, per poi raggiungere il 2,8% nel secondo trimestre. Nel complesso, la BCE indica per la prima metà del prossimo anno pressioni salariali intorno al 2,7%, segnalando una modesta accelerazione rispetto al 2026.
Salari negoziati al 2,2% nel 2026
Il rallentamento osservato quest’anno è in parte legato a un effetto statistico.
Nella prima metà del 2026 il wage tracker risente infatti dell’effetto meccanico al ribasso prodotto dai pagamenti una tantum erogati nella seconda metà del 2024 e non ripetuti l’anno successivo.
Questo impatto si esaurisce completamente nella seconda metà del 2026, rendendo più leggibile la dinamica sottostante dei salari contrattuali.
L’indicatore principale si colloca all’1,8% nel primo trimestre 2026 e all’1,9% nel secondo, per poi salire progressivamente nel corso dell’anno fino al 2,7% di dicembre.
Senza una tantum crescita media al 2,6%
Un’indicazione importante arriva dall’indice che esclude completamente i pagamenti una tantum, considerato maggiormente rappresentativo degli aumenti salariali strutturali o permanenti concordati nei contratti.
Questo indicatore si attesta in media al 2,6% nel 2026.
Allo stesso livello, 2,6%, si colloca anche il wage tracker che comprende i pagamenti una tantum senza distribuirli su dodici mesi, in calo rispetto al 3% registrato nel 2025.
La convergenza degli indicatori indica, secondo la BCE, che nei più recenti accordi collettivi il peso dei bonus e delle altre componenti una tantum è diventato relativamente limitato.
Nel 2027 gli indicatori convergono
La dinamica diventa ancora più omogenea entrando nel 2027.
Nel primo trimestre tutti gli indicatori del wage tracker si collocano al 2,7%, mentre nel secondo trimestre salgono al 2,8%.
Il dato suggerisce quindi che, una volta esauriti gli effetti statistici dei vecchi pagamenti straordinari, la crescita salariale derivante dagli accordi già firmati si stabilizza su livelli inferiori al 3%, ma leggermente superiori a quelli medi del 2026.
Rispetto all’aggiornamento pubblicato dalla BCE a luglio, l’indicatore con pagamenti una tantum distribuiti nel tempo è stato lievemente rivisto al ribasso per il 2026, mentre il dato relativo al quarto trimestre 2026 e al primo trimestre 2027 è rimasto sostanzialmente invariato.
Aumenta la copertura dei lavoratori
La lettura dei dati richiede tuttavia cautela, soprattutto per il 2027.
Nel 2026 gli accordi inclusi nel wage tracker coprono il 46,9% dei lavoratori dei Paesi partecipanti.
La copertura scende al 32,5% nel primo trimestre 2027 e al 25,1% nel secondo trimestre, perché molti contratti relativi al prossimo anno devono ancora essere negoziati e sottoscritti.
La BCE prevede quindi che la rappresentatività dell’indicatore aumenti progressivamente con la firma di nuovi accordi.
Orizzonte esteso fino a giugno 2027
Con l’aggiornamento di settembre, l’orizzonte del wage tracker è stato esteso fino alla fine di giugno 2027.
La BCE prevede di ampliare ulteriormente il monitoraggio al terzo trimestre 2027 con la pubblicazione di novembre 2026 e successivamente all’intero 2027 con l’aggiornamento previsto a dicembre.
Lo strumento raccoglie attualmente informazioni sugli accordi collettivi di nove Paesi dell’area euro e viene aggiornato man mano che vengono sottoscritti nuovi contratti.
Il wage tracker non è una previsione
La stessa BCE sottolinea che i valori prospettici del wage tracker non devono essere interpretati come una previsione economica.
L’indicatore fotografa infatti esclusivamente le informazioni contenute negli accordi di contrattazione collettiva già disponibili e può essere modificato quando vengono inseriti nuovi contratti. Non coincide inoltre perfettamente con l’indicatore ufficiale della crescita dei salari negoziati.
Per una valutazione più ampia del costo del lavoro, le proiezioni macroeconomiche dello staff BCE di settembre indicano per il 2026 una crescita del compenso per dipendente del 3,3% nell’area euro, una misura diversa e più ampia rispetto al wage tracker.
La fotografia fornita dagli accordi già sottoscritti resta comunque chiara: dopo la decelerazione del 2026, le pressioni salariali negoziate dovrebbero attestarsi intorno al 2,7-2,8% nella prima metà del 2027, su livelli sensibilmente più moderati rispetto alla fase di forte crescita salariale seguita allo shock inflazionistico.