Dalle ferite di Vaia alla Foresta delle Stelle: 15mila nuovi alberi per una rinascita

L’intervento di rimboschimento mira a recuperare porzioni significative delle aree devastate dalla tempesta Vaia, ricreando un bosco più vario e resiliente. Le specie selezionate per la ripiantumazione comprendono il larice, l’abete rosso, la betulla, il pado, l’acero montano e il pino silvestre, scelte per favorire una comunità arborea diversificata capace di adattarsi alle future sollecitazioni climatiche. Gli impianti saranno disposti a gruppi, in prossimità delle ceppaie degli alberi abbattuti, per imitare i processi naturali di rinnovo boschivo e aumentare la capacità di ripresa ecologica.

Il progetto, denominato La Foresta delle stelle, unisce azione ecologica e fruizione educativa, puntando a trasformare le ferite del paesaggio in un’opportunità di rigenerazione e apprendimento per visitatori e comunità locali.

Escursioni e astronomia

Il tracciato storico della mulattiera militare, ora conosciuto come Sentiero E339, costeggia l’area di rimboschimento e rappresenta un collegamento importante tra la Valmaggiore e il Lago di Moregna. La riqualificazione del percorso si concentra su sicurezza e accessibilità, con interventi mirati a rendere il cammino agevole per escursionisti di diversi livelli.

Le opere previste includono il miglioramento del piano calpestabile mediante macchinari specifici per terreni impervi, la realizzazione di canalette per il deflusso delle acque per contenere l’erosione, l’installazione di gradinate nei tratti ripidi e la posa di selciato nelle sezioni più compromesse. Questi interventi sono pensati per garantire la durabilità del sentiero senza compromettere gli equilibri idrogeologici locali.

Parallelamente alla manutenzione fisica del percorso, il progetto promuove un percorso divulgativo che mette in relazione i temi dell’astronomia, delle foreste e dei cambiamenti climatici. La perdita di copertura arborea causata da Vaia ha infatti aperto nuovi squarci sul cielo, sfruttati come occasione per attività di osservazione e sensibilizzazione in collaborazione con il progetto di divulgazione scientifica Chi Ha Paura Del Buio? e con tecnici e ricercatori dell’Università di Padova.

L’itinerario si conclude con la visita alle aree rimboschite, dove le giovani piante testimoniano l’impegno per costruire un bosco futuro, più adattabile e capace di immagazzinare carbonio nel lungo periodo. Questo approccio integra natura, cultura e scienza in un’unica esperienza formativa per il pubblico.

I sostenitori

L’iniziativa è promossa dalla collaborazione tra WOWnature, progetto gestito dallo spin‑off Etifor dell’Università di Padova, e la Magnifica Comunità di Fiemme. Il progetto riceve un sostegno dalla Fondazione dei dipendenti del gruppo VKR attraverso il bando Reconnect with Nature, che consente ai dipendenti del gruppo Velux di proporre e realizzare interventi di cura del territorio.

Oltre al ripristino ecologico, l’obiettivo è aumentare la consapevolezza pubblica sui temi climatici e favorire pratiche di gestione sostenibile del bosco. Le azioni previste includono il monitoraggio delle piante impiantate, programmi di volontariato locale e iniziative di educazione ambientale rivolte alle scuole e ai turisti.

Dal punto di vista amministrativo e finanziario, il modello proposto combina fondi privati, contributi di filantropia aziendale e risorse locali, offrendo un esempio replicabile di partenariato pubblico‑privato per la tutela del territorio. Saranno inoltre sviluppati indicatori per valutare la capacità di sequestro di carbonio e gli effetti sulla biodiversità, elementi utili per orientare future politiche di finanziamento verde.

Il progetto rappresenta quindi non solo un intervento paesaggistico, ma anche un’opportunità per rafforzare la resilienza ecologica del territorio, promuovere economia locale legata all’ecoturismo e favorire il dialogo tra comunità, istituzioni scientifiche e operatori privati.

In sintesi

  • Il rimboschimento offre opportunità per investimenti verdi locali: progetti simili possono attrarre fondi europei e privati orientati alla mitigazione climatica e al ripristino ecosistemico.
  • La riqualificazione del Sentiero E339 può incrementare il flusso turistico slow, sostenendo attività ricettive e servizi legati all’escursionismo e all’astronomia notturna nella zona.
  • La combinazione di monitoraggio scientifico e coinvolgimento aziendale crea dati utili per valutare potenziali meccanismi di finanziamento basati su servizi ecosistemici, come crediti di carbonio regionali.
  • Il partenariato tra spin‑off universitari, comunità locali e fondazioni aziendali configura un modello di governance replicabile, con ricadute positive su ricerca applicata, formazione e posti di lavoro legati alla gestione forestale sostenibile.


Author: Tony
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