Dati sull’inflazione negli Stati Uniti scatenano il rialzo degli asset rischiosi: Bitcoin mira a $80.000
- 11 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Bitcoin è tornato a circa 79.000 dollari venerdì, dopo che i principali dati sull’inflazione negli Stati Uniti sono risultati nel complesso in linea con le attese del mercato.
I numeri chiave hanno mostrato che il CPI core statunitense è salito dello 0,3% su base mensile, sopra la previsione dello 0,2%, spingendo nuovamente le probabilità di un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve verso livelli elevati.
Reazione immediata dei prezzi
Sui grafici di mercato il BTC/USD ha mostrato forte volatilità: dopo un primo calo a 76.000 dollari si è invertito rapidamente, registrando una variazione positiva di oltre il 3% nella giornata.
La ripresa di Bitcoin ha accompagnato il rimbalzo dei listini azionari statunitensi, con l’S&P 500 e il Nasdaq Composite che hanno anch’essi girato in territorio positivo dopo un avvio debole di seduta.
Volatilità dei rendimenti e toni nervosi
I rendimenti obbligazionari statunitensi hanno registrato movimenti bruschi: il rendimento a 30 anni, dopo aver toccato i massimi non visti da giugno 2004, è rientrato intorno al 5,309%.
The Kobeissi Letter ha dichiarato:
“È un mercato nervoso.”
La dinamica dei prezzi del petrolio WTI, stabilmente intorno a 100 dollari al barile per l’intensificarsi delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran, ha contribuito al rialzo dei prezzi dell’energia riflesso nel rapporto sull’inflazione.
Bureau of Labor Statistics ha comunicato:
“L’indice della benzina è aumentato del 3,9 percento in agosto, rappresentando oltre un terzo dell’incremento mensile del paniere complessivo. L’indice dell’energia è aumentato del 2,1 percento nel mese.”
Il rilascio ha inoltre riportato che il core CPI è salito dello 0,3% ad agosto, ovvero 0,1 punti percentuali in più rispetto a quanto si attendevano gli operatori.
Probabilità di stretta monetaria e reazioni del mercato
Alla luce dei dati, i trader hanno aumentato le scommesse su un incremento dei tassi dello 0,25% da parte della Fed nella riunione del 16 settembre: lo strumento di mercato per le probabilità mostra una salita delle chance fino all’85% rispetto al 60% di una settimana prima.
Christopher Waller ha dichiarato:
“Qual è il costo di aspettare una riunione? Aumentare di 25 punti base ora non porterà l’inflazione al 2%.”
La divisione tra i membri della banca centrale rimane evidente: alcuni esponenti sostengono prudenza se emergono segnali di disinflazione, altri propongono di ricorrere a ulteriori rialzi per mantenere la credibilità della politica monetaria.
Analisi degli effetti sui mercati e su Bitcoin
QCP Capital ha scritto:
“L’aumento dei rendimenti statunitensi di quest’anno è stato sempre più guidato dalle aspettative di una politica più restrittiva e da un premio per il rischio comune a azioni e obbligazioni, piuttosto che dalla crescita.”
QCP Capital ha aggiunto:
“Questa è la peggiore combinazione per Bitcoin: un rendimento privo di rischio al 5% che compete senza lo stimolo della crescita nominale che normalmente accompagna i movimenti dei rendimenti. Questo mina direttamente la narrativa che aveva sostenuto Bitcoin da 63.000 a 82.000 dollari nella seconda metà di agosto, basata sull’idea di un ‘put’ di liquidità del Tesoro a sostegno strutturale.”
Secondo l’analisi, gli acquisti di titoli da parte del Dipartimento del Tesoro potranno fornire supporto, ma solo se e quando tali operazioni immetteranno liquidità sufficiente nei mercati per mutare la curva dei rendimenti e il premio per il rischio.
Per gli investitori, l’inasprimento delle condizioni finanziarie significa che asset rischiosi come le criptovalute potrebbero affrontare pressioni aggiuntive finché il rendimento reale di mercato rimane elevato e l’orizzonte di crescita nominale resta incerto.
Contesto e implicazioni per gli investitori italiani
Le oscillazioni dei rendimenti USA hanno ricadute anche sui mercati europei e su quelli italiani: un rialzo persistente dei tassi reali tende a rafforzare il dollaro, complicare la raccolta per i titoli sovrani periferici e aumentare il costo opportunità degli investimenti in asset non produttivi di rendimento.
Per gli investitori italiani esposti a Bitcoin o ad altre criptovalute, è importante valutare la gestione della liquidità e l’orizzonte temporale: periodi di elevata volatilità possono generare sia rischi di realizzo sia opportunità in funzione della strategia complessiva di portafoglio.
Infine, la combinazione di tensioni geopolitiche, prezzi energetici sostenuti e politica monetaria restrittiva rende plausibile una fase di mercato caratterizzata da spostamenti rapidi di rischio e necessità di una vigilanza attiva sulle posizioni più esposte a tassi e valuta.
In sintesi
- Il rialzo dei rendimenti statunitensi aumenta il costo opportunità per gli investimenti in Bitcoin, rendendo più probabile una correlazione negativa con gli asset rischiosi finché il premio per il rischio resta elevato.
- Per gli investitori italiani, la combinazione di dollaro forte e tassi più alti può pesare sui rendimenti in euro di portafogli globali; una copertura valutaria e una gestione della liquidità diventano quindi elementi chiave.
- Le operazioni di buyback del Tesoro potrebbero offrire sollievo temporaneo se generano liquidità sufficiente, ma l’effetto dipenderà dall’entità e dalla durata degli interventi rispetto alle aspettative di politica monetaria.
- In uno scenario di volatilità elevata è prudente adottare strategie che contemplino sia la protezione del capitale sia la possibilità di sfruttare ingressi graduali in asset ad alto rischio, mantenendo una prospettiva di medio-lungo termine.