Bending Spoons compra Miro: operazione da 1,79 miliardi di dollari, gli azionisti reinvestono 295 milioni

Bending Spoons firma un accordo definitivo per acquisire il 100% di Miro, piattaforma di collaborazione digitale utilizzata da oltre 100 milioni di utenti. L’operazione, interamente in denaro, attribuisce alla società un enterprise value di 1,355 miliardi di dollari e, considerando la cassa netta disponibile, implica un equity value di circa 1,79 miliardi di dollari.

L’acquisizione è stata approvata all’unanimità dai Consigli di amministrazione delle due società e dovrebbe essere completata nel quarto trimestre del 2026, subordinatamente alle necessarie autorizzazioni regolamentari. Fino al closing, Bending Spoons e Miro continueranno a operare separatamente.

Gli azionisti Miro reinvestono 295 milioni in Bending Spoons

Un elemento significativo della transazione riguarda il coinvolgimento degli attuali soci di Miro nel capitale dell’acquirente.

Una parte degli azionisti si è infatti impegnata a reinvestire complessivamente 295 milioni di dollari dei proventi dell’operazione in nuove azioni di Bending Spoons.

Il reinvestimento crea quindi una continuità tra una quota dell’attuale compagine azionaria di Miro e il gruppo tecnologico italiano dopo il completamento dell’acquisizione.

Miro ha quasi 600 milioni di ricavi ricorrenti annui

Fondata come piattaforma per il lavoro collaborativo, Miro conta oltre 100 milioni di utenti e circa 250.000 clienti.

Gli utenti paganti sono quasi 4 milioni, mentre i ricavi ricorrenti annui (ARR) si avvicinano ai 600 milioni di dollari.

Il profilo della clientela è fortemente orientato verso le aziende: quasi il 90% dell’ARR proviene da clienti business ed enterprise.

Particolarmente rilevante anche il peso dei clienti di maggiori dimensioni. Più di 750 organizzazioni generano ciascuna oltre 100.000 dollari di ricavi ricorrenti annui per Miro.

La piattaforma ha progressivamente integrato anche funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, puntando a diventare un ambiente digitale nel quale i team possono progettare, organizzare e sviluppare progetti in maniera collaborativa.

Ferrari: “È un privilegio e una responsabilità”

“È un privilegio, e una responsabilità non da poco, accogliere un prodotto che oltre 250 mila organizzazioni hanno integrato nei propri processi lavorativi”, ha dichiarato Luca Ferrari, CEO e co-fondatore di Bending Spoons.

Il gruppo italiano intende investire in particolare su prestazioni, affidabilità e nuove funzionalità dedicate al lavoro collaborativo.

Ferrari ha inoltre indicato l’intenzione di mantenere Miro nel portafoglio nel lungo periodo, seguendo una strategia già adottata da Bending Spoons con altre società tecnologiche acquisite negli ultimi anni.

L’operazione arriva subito dopo Airtable

L’acquisizione di Miro rappresenta un’altra importante accelerazione della strategia di crescita per linee esterne di Bending Spoons e arriva a pochi giorni dal completamento dell’operazione su Airtable.

Il gruppo italiano ha costruito negli ultimi anni un portafoglio sempre più ampio di piattaforme e servizi digitali internazionali.

Tra i marchi che fanno parte del perimetro figurano AOL, Brightcove, Eventbrite, Evernote, Tractive, Vimeo e WeTransfer, ai quali si stanno aggiungendo Airtable e, una volta ottenute le autorizzazioni necessarie, Miro.

Bending Spoons rafforza il business software enterprise

Con Miro, Bending Spoons aumenta in particolare la propria esposizione al mercato del software per produttività e collaborazione aziendale.

I quasi 600 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annui e il forte peso della clientela corporate attribuiscono all’operazione una dimensione particolarmente significativa anche dal punto di vista industriale.

L’acquisizione permette inoltre a Bending Spoons di entrare in possesso di una piattaforma con una base utenti superiore ai 100 milioni e una presenza consolidata all’interno delle grandi organizzazioni.

Se completata nei tempi previsti, l’operazione su Miro rappresenterà quindi un ulteriore salto di scala per il gruppo guidato da Luca Ferrari, che continua a costruire attraverso acquisizioni un portafoglio globale di prodotti software e piattaforme digitali ad alta diffusione internazionale.