Il fondo azionario per i dirigenti di Metaplanet fa insorgere gli azionisti, l’ad risponde sui legami con MMXX
- 9 Settembre 2026
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La controversia sull’accantonamento azionario per i dirigenti di Metaplanet continua a suscitare proteste tra gli azionisti, che accusano la società di aver ampliato eccessivamente un piano di opzioni (la decima serie) fino al 20% delle azioni fully diluted, con automatismi che lo hanno fatto crescere man mano che venivano emesse nuove azioni per finanziare l’accumulo di Bitcoin.
Numerosi investitori hanno espresso il loro disappunto sui social, chiedendo la cancellazione dei 273 milioni di azioni aggiuntive generate dall’ampliamento del pool e una maggiore trasparenza sulle decisioni future. La società ha dichiarato di aver congelato il pool a 319,5 milioni di azioni il 18 agosto, ma i critici sottolineano che il passaggio da 46 milioni a 319,5 milioni ha amplificato la diluizione per gli azionisti esistenti.
David Bailey, CEO di Bitcoin Magazine, è intervenuto in difesa del modello di incentivazione di Metaplanet:
“Dare al team il 20% della capitalizzazione in cinque anni non è una cifra esagerata. La nostra azienda ha investito in Metaplanet dal primo giorno.”
Un azionista pseudonimo noto come Bitcoin Pharaoh ha invece sostenuto che alcuni membri esterni hanno beneficiato personalmente delle opzioni. Secondo le sue affermazioni, Bailey avrebbe ricevuto 300.000 opzioni con uno strike di 105 yen, mentre il titolo oscillava attorno ai 510 yen, come compenso per il ruolo di consulente strategico.
Bitcoin Pharaoh ha commentato:
“Mettendo il pool a confronto con il contributo degli azionisti, la fetta corrisponde al 26% del bitcoin: per ogni quattro monete acquistate con i soldi degli azionisti, la direzione ne ha prese una.”
Nel frattempo, la strategia di tesoreria di Metaplanet ha portato all’acquisto di oltre 2.800 BTC, superando un portafoglio complessivo che si avvicina a 43.000 monete, un elemento che spiega in parte la scelta di emettere nuove azioni per finanziare gli acquisti.
Risposta della direzione
Simon Gerovich, amministratore delegato di Metaplanet, ha promesso di rivedere le politiche di governance e remunerazione e ha cercato di prendere le distanze dall’azionista MMXX Ventures, chiarendo di essere un azionista importante ma non di maggioranza nella capogruppo di MMXX e di non ricoprire ruoli esecutivi in quella struttura.
“Stiamo continuando a rivedere le nostre politiche di governance e compensazione e condivideremo eventuali aggiornamenti al termine di questo lavoro.”
Il 31 agosto il CEO ha esercitato 92.000 azioni provenienti dal pool della decima serie, un’azione che ha riacceso il dibattito sulle tempistiche e sulle condizioni degli esercizi azionari concessi ai dirigenti.
Proposte esterne e pressione degli investitori
Matthew Sigel, responsabile della ricerca sugli asset digitali presso VanEck, ha suggerito misure immediate per contenere l’impatto: congelare ulteriori diritti di esercizio della decima serie, invitare i detentori a rinunciare volontariamente ai diritti in eccesso e valutare opzioni per le azioni già esercitate.
“Infine, sostituire la Serie 10 con un piano di incentivazione quinquennale approvato dagli azionisti e legato principalmente al numero di BTC per azione fully diluted.”
Nel suo avviso del 18 agosto la società stessa ha riconosciuto che la decisione di espandere il pool «amplifica la diluizione sopportata dagli azionisti esistenti», una presa d’atto che non ha però spento le richieste di ulteriori chiarimenti e rimedi formali.
Reazione del mercato e impatto sul titolo
Le oscillazioni del titolo riflettono la tensione tra la strategia di accumulo di Bitcoin e il valore per azione percepito dagli investitori. Dopo le notizie, il titolo ha mostrato qualche segnale di recupero nelle contrattazioni a Tokyo, riducendo parte del calo registrato nell’arco della settimana, ma la volatilità resta elevata.
Perché la questione è importante
Il nodo centrale è la relazione tra accumulation strategy e struttura del capitale: quando una società accumula asset volatili come il Bitcoin attraverso emissione di azioni, ogni aumento del numero di azioni ha l’effetto di ridurre il peso del portafoglio crypto per singola azione, alterando la metrica che molti investitori utilizzano per valutare queste aziende.
Gli strumenti di governance che possono mitigare il conflitto includono piani di incentivazione approvati dagli azionisti, clausole di vesting legate a obiettivi di performance in termini di BTC per azione, meccanismi di clawback e la nomina di comitati indipendenti per la supervisione delle politiche remunerative.
Per gli investitori italiani interessati a società con tesorerie in criptovalute, la vicenda sottolinea l’importanza di valutare non solo l’esposizione ai BTC, ma anche la qualità della governance, i diritti degli azionisti e la struttura degli incentivi dei manager.
Le soluzioni pratiche potrebbero comprendere richieste formali di voto, campagne di engagement con il management e, in casi estremi, iniziative di azionariato attivista per riallineare gli interessi tra management e azionisti di minoranza.
In sintesi
- La vicenda mette in luce come la diluizione azionaria possa erodere il valore per azione di società che fanno del Bitcoin la loro riserva principale, rendendo cruciale valutare metriche per azione oltre al totale dei BTC detenuti.
- Per gli investitori, la trasparenza sui piani di incentivazione e il legame tra remunerazione dei dirigenti e performance in BTC sono fattori decisivi per giudicare il rischio governance e il potenziale rendimento.
- Un intervento degli azionisti (approvazione di nuovi piani o richieste di modifica) può stabilizzare il titolo e ristabilire fiducia; in assenza di azioni correttive, il rischio è una maggiore volatilità e un premio al ribasso per il titolo rispetto all’esposizione in criptovalute.
- Per il mercato italiano, l’accresciuta diffusione di società con tesorerie in crypto impone una maggiore attenzione normativa e di supervisione, nonché un aumento della capacità degli investitori retail e istituzionali di valutare rischi specifici di governance.