Campus Bio-Medico, l’intelligenza artificiale entra nella radioterapia: inaugurato il nuovo Adaptive Linac Ethos

Adattare in tempo reale la radioterapia alle condizioni del paziente e all’evoluzione del tumore grazie all’intelligenza artificiale. È la principale innovazione introdotta dal nuovo Adaptive Linac Ethos, inaugurato dalla Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico in occasione della Giornata Mondiale della Radioterapia.

Il Policlinico è tra le prime strutture sanitarie italiane e il primo ospedale di Roma e del Lazio a mettere in funzione questo acceleratore lineare di ultima generazione.

Il sistema è operativo presso l’Unità Operativa Complessa di Radioterapia oncologica, diretta dalla professoressa Sara Ramella, ed entra nell’attività assistenziale erogata in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, rendendo la nuova tecnologia disponibile ai pazienti della struttura e ai cittadini di Roma, del Lazio e del Centro Italia.

Radioterapia adattata al paziente durante ogni seduta

A differenza della radioterapia tradizionale, nella quale il piano terapeutico viene definito all’inizio del percorso e successivamente replicato, l’Adaptive Linac Ethos utilizza sistemi avanzati di imaging e intelligenza artificiale per ricalibrare il trattamento sulla base delle effettive condizioni anatomiche rilevate al momento dell’irradiazione.

Durante il percorso terapeutico possono infatti cambiare forma, dimensioni o posizione del tumore e degli organi circostanti. La possibilità di rilevare queste variazioni e modificare di conseguenza il trattamento consente di concentrare con maggiore precisione la dose sul tumore, preservando maggiormente i tessuti sani e contribuendo a ridurre gli effetti collaterali.

“Con il nuovo Adaptive Linac il trattamento non resta uguale per tutta la durata delle cure, ma può essere regolato sulla base delle condizioni reali del paziente osservate in occasione di ciascuna seduta”, ha spiegato Sara Ramella, Direttore di Radioterapia oncologica del Policlinico.

Secondo Ramella, questa possibilità consente di rendere la terapia “ancora più appropriata ed efficace”, con potenziali benefici anche in termini di tollerabilità delle cure.

In Italia circa 390 mila nuovi casi di tumore nel 2025

La nuova tecnologia arriva in un contesto nel quale la radioterapia continua a rappresentare uno degli strumenti centrali nella cura delle patologie oncologiche.

Secondo le stime dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), nel 2025 in Italia sono stati registrati circa 390 mila nuovi casi di tumore.

Oltre il 60% dei pazienti oncologici necessita di trattamenti radioterapici nel corso del proprio percorso terapeutico, secondo il rapporto promosso dalla Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia. La radioterapia contribuisce inoltre al 42% delle guarigioni complessive, secondo i dati richiamati dall’Associazione Italiana di Radioterapia e Oncologia Clinica.

L’approccio adattativo può avere un impatto particolarmente rilevante nei tumori localizzati in aree maggiormente soggette a variazioni anatomiche durante il trattamento, come polmone, distretto testa-collo e regione addomino-pelvica.

Quasi 7 mila pazienti assistiti nel 2025

L’Unità Operativa Complessa di Radioterapia oncologica del Campus Bio-Medico opera in convenzione con il SSN nelle sedi di Trigoria e del Campus Bio-Medico Longoni – Medical Center.

Nel 2025 le due strutture hanno assistito complessivamente quasi 7 mila pazienti, erogando oltre 149 mila prestazioni. Nei primi sei mesi del 2026 i pazienti sono stati quasi 5 mila, mentre le prestazioni hanno superato quota 72 mila.

“L’introduzione di questo nuovo macchinario configura un ulteriore passo avanti nel percorso di innovazione che accompagna l’attività del nostro Policlinico”, ha dichiarato Carlo Tosti, Presidente della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, sottolineando come il progresso scientifico debba essere considerato uno strumento per una cura sempre più attenta alla persona.

Sormani: “Investimento strategico per il Policlinico”

Per Paolo Sormani, Amministratore Delegato e Direttore Generale della Fondazione, il nuovo acceleratore rappresenta “un investimento assolutamente strategico” perché consente ai pazienti oncologici di accedere a trattamenti più precisi, personalizzati ed efficaci.

Sormani ha inoltre evidenziato il valore dell’inserimento della tecnologia nell’attività svolta attraverso il Servizio Sanitario Nazionale, sottolineando il ruolo di accessibilità, prossimità e innovazione nella missione del Policlinico.

All’inaugurazione hanno partecipato anche il Prefetto di Roma Lamberto Giannini e la Presidente del Municipio IX di Roma Capitale Titti Di Salvo, che hanno sottolineato rispettivamente il valore dell’innovazione nella tutela del diritto alla salute e il ruolo del Campus Bio-Medico come punto di riferimento sanitario e scientifico per il territorio.